Il Wii è una console fantastica, grazie all'innovativo sistema di controllofatto di Wiiremote e Nunchuck e, da poco tempo, impreziosito dell'add-on
WiiMotion Plus. Detto questo è difficile annoverare tra i software Wii FPS degni
di tal nome e, quei pochi disponibili, non raggiungono vette d'eccellenza,
minati da una serie di limitazioni e da bug grossolani tali da renderli spesso
ingiocabili. Tralasciando il primo Red Steel e qualche versione aggiornata di
Medal of Honor e Call of Duty, gli FPS su Wii non hanno mai goduto di grande
attenzione. Almeno sino ad oggi, forse...
Acquista The Conduit
Formato: Wii | Distributore: Sega | Sviluppatore: High Voltage Game| Genere: FPS
| Numero di giocatori: 1 | Versione: PAL | Multiplayer Online: sinoa 12
giocatori | Supporto: 1 DVD | Testi: Italiano | Dialoghi: Inglese | Link: The
Conduit - Sega | PEGI: 16+
FPS Revival
Così, quasi a coprire tale
"falla", Sega assieme al team di sviluppo High Voltage Game hanno ben pensato di
realizzare il first person shooter per eccellenza sulla bianca console Nintendo.
Ed ecco quindi che ci ritroviamo a parlare di The Conduit che, senza troppa
fantasia, si dimostra sin dalle prime battute un FPS di stampo classico. Lungi
dal tentare un approccio innovativo, o comunque impreziosito da elementi inediti
e assenti in altri titoli similari, l'ultima fatica di High Voltage Game tenta
di spingere al massimo l'hardware di Wii dal punto di vista tecnico e dotandolo
di controlli precisi e fluidi. Elementi questi che sono stati inseriti con
novizia. The Conduit infatti, porta su Wii una delle migliori esperienze visive
mai viste e, udite udite, una gestione dei controlli davvero stupefacenti
(credeteci, per un FPS per questa console è quasi una manna). Purtroppo a parte
questi due elementi, The Conduit presenta alti e bassi, da attribuire
soprattutto alle missioni (ripetitive e lineari) e ad un gameplay tal volta
troppo rigido.
Il mio nome è Ford, Michael Ford
Protagonista di
questa fantascientifica avventura è Michael Ford, agente speciale facente parte
dell'agenzia Trust, addetta alla sicurezza nazionale americana. Compito della
Trust è quella di eliminare ogni possibile minaccia proveniente dall'esterno,
nella fattispecie dallo spazio. Non a caso, il cuore degli USA è posto sotto
assedio, in seguito ad un attacco alieno sulla città simbolo Washington DC. Gli
alieni, tecnologicamente avanzati, sono riusciti infatti a realizzare buchi
spazi temporali in maniera tale da arrivare sul pianeta Terra con estrema
facilità e rapidità. Questa tecnologia ha fatto si che queste mostruose creature
siano sbarcate in massa, mettendo a ferro e fuoco l'intero Paese. Qui entra in
scena proprio Michael Ford, il super eroe di turno che, tra missioni in
solitaria e il (poco) supporto di altri agenti dovrà sgominare la minaccia
aliena ed evitare la catastrofe terrestre. Fortunatamente il prode Ford può
contare su di un arsenale bellico notevole, al pari di quello degli alieni: armi
da fuoco di notevole potenza, oggetti di distruzione e l'abilità di spostare
oggetti con una forza potente quanto quella elettromagnetica. L'avventura si
snoda attraverso numerosi livelli, infarciti di alieni poco amichevoli che, alla
nostra vista, si scaglieranno su di noi come belve inferocite. Tal volta i
marziani, quando in difficoltà, tentano un approccio offensivo più ragionato,
evitando di trasformarsi in martiri e sfruttando gli elementi dell'ambiente. Gli
scontri quindi, fulcro del gioco, sono sempre appassionanti ed avvincenti, anche
se mancano di dinamismo. Un dinamismo purtroppo limitato dal level design,
povero di spazi aperti e occluso invece di corridoi e stanze claustrofobiche.
Questo difatti è il limite maggiore di The Conduit: la struttura dei livelli è
troppo lineare, si segue sempre e solamente una sola via, per di più rigida in
quanto mancano ad esempio più piani di uno stesso stage. Si procede in avanti,
poche sono le scalinate o i soppalchi e il combattimento avviene sempre in linea
orizzontale. Dalla sua però, The Conduit sfrutta perfettamente la fisica e
l'interazione col fondale, dove ogni oggetto può essere soggetto a spostamento o
distruzione. Il gioco poi, con grande attenzione, mette il giocatore nella
condizione di sfruttare ogni arma, senza fossilizzarsi su di una sola. Purtroppo
il respawn infinito dei nemici costringe il videoplayer a sessioni più serrate
che ragionate, dove l'unico obiettivo è quello di raggiungere la zona calda per
far cessare lo snervante respawn di alieni e simili sigillando i vari portali
spazio-temporali. La struttura degli stage poi non va oltre del blastaggio
totale e il raggiungimento del punto B da A. Troppo poco per un FPS dei nostri
tempi. Il misero design dei livelli e delle ambientazioni, il riciclo
abbondante di elementi fanno cadere The Conduit nel deja vu più totale. Maggiore
fantasia e innovazione non avrebbero di certo guastato. Fantasia che poi appare
sotto tono anche nella trama, raccontata attraverso schermate statiche che
mostrano un plot davvero poco avvincente: un pout pourrì di sci-fi, complotti,
guerre fratricide e politica, senza però che nessuno di questi temi venga
trattato a sufficienza. Un bel minestrone poco originale insomma.
Self
control
Fortunatamente le cose migliorano effettivamente una volta messe
mani su Remote e Nunchuck. Tutti i lati negativi di The Conduit vengono in parte
nascosti dall'ottimo sistema di controllo che, sebbene non supporti il WiiMotion
Plus, denota una realizzazione perfetta. Ogni piccolo movimento, ogni
spostamento, ogni sollecitazione sui pad viene registrata dalla console che le
riporta su schermo. Strafe, mira, swap delle armi, zoomate, lanci di granate e
la gestione della telecinesi vengono effettuate senza problemi, ma anzi con una
fluidità pazzesca. Il problema dei mancati segnali è in The Conduit solo un
lontano ricordo, in quanto ogni azione viene sempre eseguita correttamente dal
nostro alter ego digitale, senza intoppi o freeze. Lo spostamento di Ford è
adibito allo stick del Nunchuck, mentre la mira e il fuoco sono associate al
Remote col classico puntamento a schermo. Ovviamente gli altri tasti sono
adibiti al cambio arma, lo zoom e via discorrendo.
Alieni in
rete
Ogni buon FPS non si può considerare tale se non ha una modalità
online massiccia. E così è The Conduit che presenta anche il multiplayer via
rete sino a 12 giocatori in contemporanea che si sfidano in Team Deathmatch,
Deathmatch, Capture the Flag, Bombs, Vip. Nulla di innovativo, ma se si analizza
l'ottimo net code (LAG assente, ma il frame rate tal volta risente di
rallentamenti anche frequenti), la velocità con cui si ricercano e si creano le
partite e la piena compatbilità con l'headset WiiSpeak non si può non tirare un
respiro di sollievo. Le sfide online sono davvero entusiasmanti, divertenti e
adrenaliniche, grazie all'ottimo design delle arene (che abbandonano lo stile
claustrofobico della modalità Campagna in favore di spazi più ampi e
aperti).
Quantum 3
Come accennato, l'engine poligonale Quantum 3
svolge egregiamente il suo lavoro, con ambientazioni credibili, un buon design
dei nemici tra umani e alieni, un ottimo uso della fisica e dell'interazione,
discreti effetti (bump mapping, particellari, acqua, esplosioni). Le texture
sono di qualità altalenante, con alcune ben definite ed altre meno rifinite. Il
frame rate è la parte più tediosa, con frequenti rallentamenti anche in
circostanze di apparenza calma. Un vero peccato, perché le scenografie sono
d'impatto, e i cali di fluidità intaccano purtroppo anche la giocabilità. L'audio
è più che discreto, con effetti realistici e ambientali e discrete tracce
sonore, ad opera dell'italiano Diego Stocco.
Alieni famelici
The
Conduit con tutte le sue buone premesse e promesse, non riesce a tenere il passo
di altri e ben più conosciuti FPS, ma anzi, fa quasi un passo indietro per
quanto concerne meccaniche e gameplay. Va bene il discorso dell'FPS classico, ma
High Voltage Game non ha tenuto presente alcuni dettagli, per nulla marginali,
anche dei vecchi first person shooter. Il respawn casuale dei nemici, il pessimo
level design, l'eccessiva linearità degli stage, la mancanza di obbiettivi
secondari rendono The Conduit solamente un discreto videogame, anche se uno dei
migliori FPS su Wii mai usciti sino ad oggi.
Pro
+ Sistema di controllo ottimo
+ Audio avvolgente
+ Gameplay
coinvolgente
+ Online divertente
+ Grafica buona ma...
Contro
- minata dal frame rate scostante
- Level design arcaico
- Stage lineari e
monotoni
- Storia fatiscente
Giochi consigliati:
- Halo 3
(360)
- Resistance 2 (PS3)
- Killzone 2 (PS3)
- Red Steel (Wii)
| Numero di giocatori: 1 | Versione: PAL | Multiplayer Online: sinoa 12
giocatori | Supporto: 1 DVD | Testi: Italiano | Dialoghi: Inglese | Link: The
Conduit - Sega | PEGI: 16+
FPS Revival
Così, quasi a coprire tale
"falla", Sega assieme al team di sviluppo High Voltage Game hanno ben pensato di
realizzare il first person shooter per eccellenza sulla bianca console Nintendo.
Ed ecco quindi che ci ritroviamo a parlare di The Conduit che, senza troppa
fantasia, si dimostra sin dalle prime battute un FPS di stampo classico. Lungi
dal tentare un approccio innovativo, o comunque impreziosito da elementi inediti
e assenti in altri titoli similari, l'ultima fatica di High Voltage Game tenta
di spingere al massimo l'hardware di Wii dal punto di vista tecnico e dotandolo
di controlli precisi e fluidi. Elementi questi che sono stati inseriti con
novizia. The Conduit infatti, porta su Wii una delle migliori esperienze visive
mai viste e, udite udite, una gestione dei controlli davvero stupefacenti
(credeteci, per un FPS per questa console è quasi una manna). Purtroppo a parte
questi due elementi, The Conduit presenta alti e bassi, da attribuire
soprattutto alle missioni (ripetitive e lineari) e ad un gameplay tal volta
troppo rigido.
Il mio nome è Ford, Michael Ford
Protagonista di
questa fantascientifica avventura è Michael Ford, agente speciale facente parte
dell'agenzia Trust, addetta alla sicurezza nazionale americana. Compito della
Trust è quella di eliminare ogni possibile minaccia proveniente dall'esterno,
nella fattispecie dallo spazio. Non a caso, il cuore degli USA è posto sotto
assedio, in seguito ad un attacco alieno sulla città simbolo Washington DC. Gli
alieni, tecnologicamente avanzati, sono riusciti infatti a realizzare buchi
spazi temporali in maniera tale da arrivare sul pianeta Terra con estrema
facilità e rapidità. Questa tecnologia ha fatto si che queste mostruose creature
siano sbarcate in massa, mettendo a ferro e fuoco l'intero Paese. Qui entra in
scena proprio Michael Ford, il super eroe di turno che, tra missioni in
solitaria e il (poco) supporto di altri agenti dovrà sgominare la minaccia
aliena ed evitare la catastrofe terrestre. Fortunatamente il prode Ford può
contare su di un arsenale bellico notevole, al pari di quello degli alieni: armi
da fuoco di notevole potenza, oggetti di distruzione e l'abilità di spostare
oggetti con una forza potente quanto quella elettromagnetica. L'avventura si
snoda attraverso numerosi livelli, infarciti di alieni poco amichevoli che, alla
nostra vista, si scaglieranno su di noi come belve inferocite. Tal volta i
marziani, quando in difficoltà, tentano un approccio offensivo più ragionato,
evitando di trasformarsi in martiri e sfruttando gli elementi dell'ambiente. Gli
scontri quindi, fulcro del gioco, sono sempre appassionanti ed avvincenti, anche
se mancano di dinamismo. Un dinamismo purtroppo limitato dal level design,
povero di spazi aperti e occluso invece di corridoi e stanze claustrofobiche.
Questo difatti è il limite maggiore di The Conduit: la struttura dei livelli è
troppo lineare, si segue sempre e solamente una sola via, per di più rigida in
quanto mancano ad esempio più piani di uno stesso stage. Si procede in avanti,
poche sono le scalinate o i soppalchi e il combattimento avviene sempre in linea
orizzontale. Dalla sua però, The Conduit sfrutta perfettamente la fisica e
l'interazione col fondale, dove ogni oggetto può essere soggetto a spostamento o
distruzione. Il gioco poi, con grande attenzione, mette il giocatore nella
condizione di sfruttare ogni arma, senza fossilizzarsi su di una sola. Purtroppo
il respawn infinito dei nemici costringe il videoplayer a sessioni più serrate
che ragionate, dove l'unico obiettivo è quello di raggiungere la zona calda per
far cessare lo snervante respawn di alieni e simili sigillando i vari portali
spazio-temporali. La struttura degli stage poi non va oltre del blastaggio
totale e il raggiungimento del punto B da A. Troppo poco per un FPS dei nostri
tempi. Il misero design dei livelli e delle ambientazioni, il riciclo
abbondante di elementi fanno cadere The Conduit nel deja vu più totale. Maggiore
fantasia e innovazione non avrebbero di certo guastato. Fantasia che poi appare
sotto tono anche nella trama, raccontata attraverso schermate statiche che
mostrano un plot davvero poco avvincente: un pout pourrì di sci-fi, complotti,
guerre fratricide e politica, senza però che nessuno di questi temi venga
trattato a sufficienza. Un bel minestrone poco originale insomma.
Self
control
Fortunatamente le cose migliorano effettivamente una volta messe
mani su Remote e Nunchuck. Tutti i lati negativi di The Conduit vengono in parte
nascosti dall'ottimo sistema di controllo che, sebbene non supporti il WiiMotion
Plus, denota una realizzazione perfetta. Ogni piccolo movimento, ogni
spostamento, ogni sollecitazione sui pad viene registrata dalla console che le
riporta su schermo. Strafe, mira, swap delle armi, zoomate, lanci di granate e
la gestione della telecinesi vengono effettuate senza problemi, ma anzi con una
fluidità pazzesca. Il problema dei mancati segnali è in The Conduit solo un
lontano ricordo, in quanto ogni azione viene sempre eseguita correttamente dal
nostro alter ego digitale, senza intoppi o freeze. Lo spostamento di Ford è
adibito allo stick del Nunchuck, mentre la mira e il fuoco sono associate al
Remote col classico puntamento a schermo. Ovviamente gli altri tasti sono
adibiti al cambio arma, lo zoom e via discorrendo.
Alieni in
rete
Ogni buon FPS non si può considerare tale se non ha una modalità
online massiccia. E così è The Conduit che presenta anche il multiplayer via
rete sino a 12 giocatori in contemporanea che si sfidano in Team Deathmatch,
Deathmatch, Capture the Flag, Bombs, Vip. Nulla di innovativo, ma se si analizza
l'ottimo net code (LAG assente, ma il frame rate tal volta risente di
rallentamenti anche frequenti), la velocità con cui si ricercano e si creano le
partite e la piena compatbilità con l'headset WiiSpeak non si può non tirare un
respiro di sollievo. Le sfide online sono davvero entusiasmanti, divertenti e
adrenaliniche, grazie all'ottimo design delle arene (che abbandonano lo stile
claustrofobico della modalità Campagna in favore di spazi più ampi e
aperti).
Quantum 3
Come accennato, l'engine poligonale Quantum 3
svolge egregiamente il suo lavoro, con ambientazioni credibili, un buon design
dei nemici tra umani e alieni, un ottimo uso della fisica e dell'interazione,
discreti effetti (bump mapping, particellari, acqua, esplosioni). Le texture
sono di qualità altalenante, con alcune ben definite ed altre meno rifinite. Il
frame rate è la parte più tediosa, con frequenti rallentamenti anche in
circostanze di apparenza calma. Un vero peccato, perché le scenografie sono
d'impatto, e i cali di fluidità intaccano purtroppo anche la giocabilità. L'audio
è più che discreto, con effetti realistici e ambientali e discrete tracce
sonore, ad opera dell'italiano Diego Stocco.
Alieni famelici
The
Conduit con tutte le sue buone premesse e promesse, non riesce a tenere il passo
di altri e ben più conosciuti FPS, ma anzi, fa quasi un passo indietro per
quanto concerne meccaniche e gameplay. Va bene il discorso dell'FPS classico, ma
High Voltage Game non ha tenuto presente alcuni dettagli, per nulla marginali,
anche dei vecchi first person shooter. Il respawn casuale dei nemici, il pessimo
level design, l'eccessiva linearità degli stage, la mancanza di obbiettivi
secondari rendono The Conduit solamente un discreto videogame, anche se uno dei
migliori FPS su Wii mai usciti sino ad oggi.
Dettagli
Pro
+ Sistema di controllo ottimo
+ Audio avvolgente
+ Gameplay
coinvolgente
+ Online divertente
+ Grafica buona ma...
Contro
- minata dal frame rate scostante
- Level design arcaico
- Stage lineari e
monotoni
- Storia fatiscente
Giochi consigliati:
- Halo 3
(360)
- Resistance 2 (PS3)
- Killzone 2 (PS3)
- Red Steel (Wii)
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