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Dead Rising

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George Romero, regista indiscusso del genere horror nonchè autore del capolavoro La notte dei morti viventi (più rispettivi sequel e remake), fa orecchie da mercante e anzi, ricorda ai videogiocatori che Dead Rising non è in alcun modo correlato con le sue opere "zombesche". Cinema e videogioco, ancora una volta, si toccano percorrendo però strade diverse. Ed è un vero peccato, perchè a conti fatti, Dead Rising rappresenta appunto l'opera prima di un film che ha segnato un genere, riproponendo le stesse atmosfere (e le stesse situazioni) proprio della serie i Morti Viventi di Romero.






Formato: 360 | Distributore: Capcom | Sviluppatore: Interno | Genere: Survival Horror | Numero di giocatori: 1 | Versione: PAL | Multiplayer: No | Supporto: 1 DVD-Rom | Testi: Italiano | Dialoghi: Inglese | Link: Dead Rising - Capcom


La notte bianca al centro commerciale

Vedendo la produzione cinematografica horror degli ultimi tempi, sebbene Dead Rising si avvicini molto ai film targati George Romero, è indubbio però che la storia faccia il filo ad un' altra pellicola famosa: L'alba dei morti viventi (di Zack Snyder). Un gruppo di sopravvisuti infatti, per ripararsi dalla furia omicida dei non morti si barrica in uncentro commerciale. Di lì a poco si scatenerà un inferno tra zombie (assai agili e intelligenti, elemento di contrasto con i "classici" morti viventi visti da sempre come lenti e stupidi) pronti a tutti per divorare le ultime persone ancora non contagiate da un misterioso morbo. Il film di Zack Snyder è pregno però anche di un sadico umorismo, che rende la visione L'alba dei morti viventi più godibile e meno impegnativa. Dead Rising non fa altro che prendere tutti questi elementi "unici" dell'intera produzione hollywoodiana inerente ai film horror di matrice zombesca mutandoli in videogioco. E che videogioco. Evidentemente Capcom, stanca del franchise Resident Evil, ha voluto omaggiare Romero e compagnia bella creando questo Dead Rising. Protagonista del gioco è Frank West, reporter freelance che in cerca dello scoop del secolo si reca a Willamette, una sorridente città del Colorado. Questo almeno, prima dello scatenarsi di un vero inferno, dove la maggior parte dei cittadini si è trasformata in zombie (dopo l'attacco misterioso di quest'ultimi) prendendo d'assedio Willamette. L'obiettivo di Frank West è semplice: portare alla luce i fatti che hanno portato a questa mutazione genetica i poveri cittadini di Willamette. L'unica via possibile era quella aerea, tanto che Frank si fa lasciare sul tetto di un enorme centro commerciale ed ha a disposizione solo 72 ore di tempo per arrivare alla verità. Ben presto però, Frank si renderà conto che l'obiettivo non sarà affatto facile, e che anzi, sulla sua strada, incontrerà disperati e superstiti da portare in salvo. Si perchè la via di fuga è rappresentata dla cielo, nello stesso punto dove è stato lasciato il povero foto-reporter. L'intero stabile infatti, è sotto stretto controllo di famelici zombie, mossi dalla continua ricerca di carne fresca da mettere sotto i denti.

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Zombi classici per un gioco "diverso"

Sebbene le premesse non siano proprio esaltanti a livellod i trama, Dead Rising riesce a stupire per via del suo innovativo gameplay. L'ultima fatica di Capcom infatti, riesce a rinnovare un genere, quello dei survival horror, inserendo alcune caratteristiche peculiari. Frank West infatti, può seguire liberamente la storia, portando a termine le varie quest richieste (ad esempio liberare persone intrappolate dalla morsa degli zombie prima che sia troppo tardi, raggiungere determinati luoghi, focalizzarsi su materiale prettamente giornalistico immortalando attimi di vita ecc.) oppure incentrandosi sulla fuga e portare in salvo la pellaccia. Questo considerando sempre il tempo rimasto a nostra disposizione, che influenzerà nel bene e nel male tutte le nostre scelte. Il gameplay aperto e dinamico, permette quindi di seguire diverse strade (tenete presente che esistono finali alternativi) senza l'obbligo di portare a termine uno o l'altro target. Questa libertà quindi, pone l'accento proprio sul videogiocatore che in base alle sue scelte modificherà sensibilmente la trama (e rispettivo finale) di gioco. Cosa fare quindi mentre assistiamo ad una aggressione di un gruppo di zombie verso una guardia? Cerchiamo di trarla in salvo. Oppure assistiamo alla scena di cannibalismo immortalando la sequenza con la nostra macchina fotografica. O ancora evitiamo il confronto ignorando la situazione e cerchiamo qualcos'altro. Insomma, nei frangenti più caldi ci si presenterà una lunga lista si atteggiamenti che spetterà a noi intraprendere. Gli zombie non rappresentano di per sè una grossa minaccia, se non nel loro numero. A volte capiterà di assistere a scene di ordinaria follia, con centinaia di non morti che invaderanno una stanza. Fortunatamente il protagonista è dotato di un ottimo set di mosse, più la possibilità di sfruttare ogni oggetto che si trasforma in arma contundente. Bastoni, mazze, armi da fuoco, bottiglie, motoseghe, coltelli, giocattoli, pugni e calci.

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Ogni mezzo è buono per sbarazzarsi delle orde fameliche di zombie (sfruttando bene lo scenario si guadagneranno secondi preziosi), che si fanno sempre più intense con il passare del tempo e con il sopraggiungere della notte. Dei 120 negozi situati all'interno del "mall" è possibile reperire la bellezza di 250 armi di vario genere e natura, e tutte sono soggette al logormaneto. Inutile sottolineare poi che ogni oggetto ha una diversa modalità d'attacco e gittata, nonchè un effetto differente sul bersaglio. In base poi alle dimensioni (una cosa è portare una motosega, un'altra un pugnale...), Frank ne perderà in agilità e movimento. Ma i numeri non finiscono qui. Nelle 72 ore (virtuali) messe a disposizione per terminare il gioco, ci sono ben 100 superstiti da salvare disseminati lungo tutto il centro commerciale. L'unico modo per trovarli è sfruttare il collegamento via etere (mediante cioè ricetrsmittente) con Otis, guardiano del mall che conosce a memoria tutti i singoli anfratti. Otis darà a Frank alcuni validi indizi per rintracciare i personaggi ancora in vita. L'unico neo è che il guardiano tende troppo spesso a subentrare durante l'avventura con le sue continue chiamate, facendoci perdere la concentrazione anche durante le fasi più concitate. Portare a termine però le quest (che ripetiamo, sono tutte facoltative) contribuisce in maniera sostanziale a migliorare le caratteristiche di Frank. Una novità di Dead Rising è proposta nel sistema simil-RPG di crescita del personaggio, secondo cui ad ogni tot di punti abilità raggiunti (meglio noti come punti prestigio) è possibile incrementare determinate skills come resistenza, velocità, potenza di attacco e via dicendo. Ogni persona trovata viva, rappresenta lo "scoop". Esistono due categorie di superstiti: quelli feriti (che vanno portati in braccio) e quelli sani (che bisognerà però tenere per mano e portarli nel posto prestabilito, ovvero la centrale di controllo del centro commerciale). In casi di confusione totale (dove ad esempio in un locale irrompono decine di zombie) è possibile impartire un semplice comando che invita lo sventurato a posizionarsi in quel punto, giusto il tempo utile per attuare il massacro di non-morti e liberare la strada. Ancora una volta però, è il tempo il vero nemico del giocatore. Ogni scoop infatti deve essere portato a buon fine prima dello scadere del timer, altrimenti è da considerarsi come fallito. Purtroppo in questo caso, Dead Rising tende a ostacolare in maniera evidente Frank (ivi compreso il player...), considerando l'AI dei NPC che cadono vittime frequentemente degli zombie. Sono rari i casi in cui i nostri compagni riescono a liberarsi da situazioni di pericolo, e sebbene non manchi loro l'opportunità di imbracciare armi (anche di fortuna) difficilmente riescono ad avere la meglio sugli zombie. Questo ci costringe ad effettuare continui back-tracking sulla vittima, liberandola dai continui attacchi ricevuti. Frustrante e ripetitivo. La cosa più snervante però, è quando si trascianano i supesrtiti che si incastrano anche in semplici strutture, come mobili o vetrate (bisogna quindi tornare indietro, "riaggaciarli" e riportarli sulla retta via...).

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Massacro totale

Se tentare di portare in salvo i tanti dispersi nel mall può rappresentare una pratica originale e divertente (nonostante i bug di programmazione evidenziati poc'anzi), nonchè remunerativa in termini di skill-points, il vero fulcro del gioco è da ricercare dei continui scontri che si avranno con gli zombie nel centro commerciale. Frank, già visibilmente "tamarro", può infatti compiere ogni tipo di mossa d'offesa, sia con armi e sia senza. Dead Rising da survival horror si trasforma in un vero e proprio beat em'up, infarcito da mutilazioni, sprizzi di sangue, vetri frantumati e corpi crivellati. Dal punto di vista del gore e dello splatter presenti, il titolo di Capcom non ha eguali. E la soddisfazione ludica di maciullare quei corpi senza anima nei modi più disparati è unica (soprattutto in casi di vendetta estrema, dove magari una nostra "amica" viene sbranata senza ritegno e noi per "ripicca" iniziamo la pulizia del mall...). Ma Capcom non finisce mai di stupire. Nonostante manchi quell'atmosfera di "pericolo" e paura che si senteva in altre produzioni nipponiche (vedi appunto i Resident Evil), è proprio l'azione adrenlinica a galvanizzare l'esperienza di gioco. Non si conosce mai un attimo di tregua, anche perchè il continuo respawn degli zombie rende le stragi continue. Non solo combattimenti però. Durante l'interminabile cammino, bisognerà fotografare attimi di questa apocalisse, cercando di far scattare su alto la qualità delle foto (che si distinguono tra l'altro per categorie: sexy, drammatiche, violente). In aggiunta alle scorribande nel centro commerciale (grande unica locations di DR), faranno bella comparsa anche boss, che per la loro tenacia si presentano davvero come duello "ultimo" con Frank. In effetti la loro imprevedibilità e la loro resistenza metteranno a dura prova anche i riflessi dei giocatori più duri. Lo sbilanciamento del livello di difficoltà di questi ultimi, in effetti appare un po' come una beffa, dato che tutto sommato l'intera avventura la si affronta senza troppe rimostranze. Purtroppo anche il sistema di salvataggio appare inappropriato, che costringe il videogiocatore a tornare più volte nei pochi punti dove è possibile fare una pausa e appunto salvare i propri progressi di gioco. Morire e ricominciare dal precedente "save point" significa ripercorrere come minimo mezz'ora di gioco. Troppo frustrante, come i caricamenti estenuanti che spezzettano troppo l'esperienza ludica.

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Dead Man Walking

In altre parole, Dead Rising è un titolo dalle tante sfaccettature. Se non fosse stato per alcuni bug in fase di coding (come la compenetrazione di poligoni e la scandalosa gestione dei NPC) e da alcune secelte sul gameplay (dall'immortalità dei boss e dal respawn dei nemici, dai punti di salvataggio esigui al tempo che scorre via sin troppo celermente) il gioco di Capcom sarebbe stato perfetto. Ma la perfezione non è di questo mondo e quindi dobbiamo "accontentarci" di questo pacchetto videoludico che comunque rappresenta la vera killer application per XBox 360. Questo perchè Capcom è stata in grado di offrire un'esperienza di gioco divesra dal solito, originale, con tanti spunti differenti nella giocabilità e dalla frenesia unica. Dead Rising è un insieme perfettamente riuscito di diversi generi: survival horror, beat em'up, sparatutto, strategia, avventura. Gran parte dei meriti va poi attribuito all'ottimo sistema di controllo (che si sposa alla perfezione con i pad di 360), sempre preciso, e dalla superba realizzazione tecnica (audio e video). Finalmente possiamo dire di trovarci tra le mani un titolo next-gen. Sebbene qualche svista sia presente (cali di frame rate ma solo in situazioni estreme, con centinaia di zombie ed effetti visivi, e un leggero pop-up in parte nascosto dal fogging in lontananza), ciò non toglie che i coders giapponesi abbiano svolto un lavoro superbo. Già nelle numerose cut-scene è possibile notare il dettaglio grafico di protagonisti e strutture. Ma è quando lo schermo si popola di zombie che quasi non si crede ai propri occhi. Condite il tutto con un sapiente utilizzo di effetti particellari e visivi in generale (il sangue è riprodotto alla perfezione, così come i corpi putridi degli zombie) e avrete bene un'idea sul motore grafico sfruttato (che si poggia tra l'altro, sull'Havoc per rirpodurre impatti e uccisioni realistiche). Anche i movimenti appaiono credibili e fluidi. Menzione a parte merita anche il sonoro, superbo in ogni suo frangente. Tutto questo ha avuto però un prezzo: Loading. I caricamenti, frequenti e interminabili. Se accettate questi piccoli "incovenienti" (capiterà di dover fare la stessa cosa più volte per morti accidentali e impreviste...), Dead Rising vi rapirà.

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Dettagli

Pro

+ Atmosfera sublime
+ Sistema di controllo
+ Vario e originale
+ Sonoro da urlo
+ Adrenalinico e longevo
Contro

- Mancanza di multiplayer
- Qualche bug grafico
- AI altalenante
- Save Point assurdi
- Troppi caricamenti
Giochi consigliati:

- Resident Evil 4 (GC, PS2)