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El Shaddai: Ascension of the Metatron In evidenza Hot

 
El Shaddai: Ascension of the Metatron

81%

average







Formato XBOX 360PS3
Produttore Ignition Entertainment
Sviluppatore Ignition
Genere Action
Numero Giocatori 1
Multiplayer Online No
Versione PAL
Supporto DVD
Testi ITA
Dialoghi ENG
Link Official Website
PEGI Rating PEGI12

Alcune volte, sempre più raramente, capita che nel mondo dei videogiochi qualcuno provi a creare un IP totalmente differente, e nel bene o nel male, è sempre bello vedere uno sviluppatore tentare qualcosa di veramente diverso. Ultimamente questo capita soprattutto con i titoli Indie o che finiscono nelle collezione di Steam, piuttosto che di Xbox Live o del Playstation network.

El Shaddai: Ascension of the Metatron, con i suoi tanti difetti, cerca di portare una ventata di novità, scegliendo di raccontare, attraverso una grafica ed un sonoro assolutamente d'impatto, una storia che ha molto a che fare con la Bibbia, peccato che, causa un gameplay a lungo andare decisamente noioso, l'esperimento diventa uno di quelli andati male, un gioco è più pretenzioso che divertente, fatto che rovina il suo alto potenziale. Il gioco, distribuito da Konami, vede come designer, Sawaki Takeyasu, colui che si è occupato della grafica del primo Devil May Cry e di quel piccoloro capolavoro che fu Okami per Wii e PS2.

La storia di El Shaddai ruota attorno al Libro di Enoch, uno script di tradizione ebraica, che racconta la storia di Enoch, uno scriba/guerriero che viene scelto direttamente da Dio (El Shaddai è uno dei nomi ebraici per indicare Dio) per recuperare sette angeli ribelli che hanno portato caso e distruzione sulla terra. Enoch sarà guidato sia dai 4 Arcangeli che da Lucifer, strana figura di angelo, sempre al cellulare e sempre ben vestito, più un demone che un angelo, almeno così all'apparenza…La storia è assolutamente originale ma il problema vero è che ne racconatat poco e male durante il gioco, con spiegazioni senza senso e le descrizioni di eventi e personaggi assolutamente incomprensibile e nebulosi. Non c'è mai chiarezza in El Shaddai, e questo un problema enorme, soprattutto perché non crea appeal con il giocatore.

Come già anticipato il punto debole di El Shaddai è il gameplay, in quanto, il gioco è un hack 'n' slash, assolutamente noioso, con molte parti platform, ma è il classico smashing button senza troppi schemi né innovazione, con possibilità di combo prossime allo zero, con strategie nulle, ci si affida alla solita parata ed al continuo utilizzo dello stesso tasto. Enoch, nel corso dell'avventura, non progredirà, non imparerà nuove tecniche, ed anche la possibilità di rubare le armi ai nemici (dopo averle "benedette"), sarà da semplice contorno in quanto, dopo aver imparato il pattern di attacco dei nemici, questi si affronteranno sempre alla stessa maniera, con l'eccezione di un paio di combattimenti contro i boss che diventano leggermente più complicati. Anche se è divertente cercare di capire i punti deboli dei nemici durante i primi capitoli, diventa subito evidente dopo qualche scontro e la lotta diventa sempre meno divertente, e sempre più di un lavoro di routine.

Come detto Enoch può rubare le armi ai nemici, ma in realtà queste saranno solo 3: l'Arch, che è un una lama energetica da utilizzare come una spada,il Gale, una sorta di jet pack che permette di scagliare una serie di "missili" contro il nemico, e infine il Veil, da considerare come dei guantoni che aumentano sia la fase difensiva che quella d'attacco. I programmatori hanno scelto di non fornire nessun HUD al giocatore, quindi su schermo non vedrete nulla, capirete solo dai pezzi di armatura rimasta quanta vita rimane al vostro personaggio, nonché, nei sporadici incontri con uno degli Arcangeli, quale potere vi sta fornendo in quel momento, potrete solo affidarvi alla sua voce.

Se dal punto di vista del gameplay, El Shaddai perde colpi, da quelli grafico e sonoro il gioco è da considerare un capolavoro, grazie ad una grafica di grande effetto, onirica nella sua rappresentazione, quasi fosse disegnata con un pennello, con tratti lievi, colori sgargianti, difficile da descrivere se non l'avete vista. Le ambientazioni risultano scarne, ma arricchite di particolari che le rendono ricche, quasi fossero eteree, decisamente vedere El Shaddai per la prima volta lascia completamente di stucco, stessa sensazione che si prova ascoltando la musica di accompagnamento del gioco, con bravi davvero epici, un misto di musica elettronica e da camera che accompagnerà perfettamente il vostro peregrinare nel mondo di El Shaddai.

Opinione autore

El Shaddai: Ascension of the Metatron

Voto medio: 
 
81
Grafica:
 
96
Sonoro:
 
94
Gameplay:
 
80
Longevita:
 
65
Online:
 
N/A
VOTO FINALE:
 
72
Emanuele (Pedro) Pietroiaco Opinione inserita da Emanuele (Pedro) Pietroiaco
05 Ottobre, 2011
 
El Shaddai: Ascension of the Metatron, è un titolo forse solo da vedere e da "ascoltare", eccelso nella sua rappresentazione grafica e sonora, ma talmente noioso e confuso, da allontanare anche chi ama gli hack'n'slash. Un esperimento non troppo riuscito, un titolo che, se fosse solo un lungo walktrough sarebbe bello ed affascinante da vedere, ma visto che c'è anche la componente gioco (e ci mancherebbe…) è un gioco da provare, da far vedere agli amici per qualche minuto e poi lasciarlo li a prendere la polvere, ricordando le sue stupende ambientazioni, la sua grafica "borderline" e nient'altro. Un vero peccato, perché le potenzialità erano enormi.
Pro

Grafica e sonoro originali
La storia è originale
Vi perderete nelle sue ambientazioni da "sogno"

Contro

Gameplay statico e noioso
La storia viene raccontata in maniera confusa
Nessu progresso del personaggio durante il gioco

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