Il fenomeno arcade, rilanciato dai network Microsoft e Sony, ha ritrovato linfa buona da diversi prodotti, realizzati in maniera ineccepibile se considerati, per l'appunto, come contenuti scaricabili direttamente su console. Non parliamo di giochi alla Pac-Man, ma giochi alla Halo. Ovviamente nessun download sfiora il prodotto Bungie o altri altari del gioco, ma videogiochi come Section 8: Prejudice sanno offrire qualcosa di assolutamente meritevole di attenzione.
Il mix vincente
Il gioco arcade, per considerazione e relativo spessore videoludico, è stato sì l’albore ma anche l’eterno secondo: sono ormai lontani i tempi in cui i videogiocatori preferivano il “giochino” semplicistico ma creatore di dipendenza, la strada intrapresa nella Pangea dei videogame è stata presto abbandonata per i colossi grafici. Eppure quel sapore di antico ha ritrovato, con il passare del tempo e l’evolversi naturale dei mezzi, anche un pizzico di moderna competività. Section 8, nel suo primo episodio, aveva qualcosa di non proprio definito, una creazione un po’ approssimativa insomma, carica di estremismi di semplicità e banalità su più aspetti (grafica, gameplay e tanto ancora). Il suo secondo episodio, Section 8: Prejudice, ha raccolto la critica e lo scarso successo di vendita e ha cercato coraggiosamente l’illuminazione.
Alex Corde, soldato iper-tecnologico della Section 8, ovvero il futuro esercito americano (tanto per cambiare) contro l’Arm of Orion, i terroristi spaziali di turno. Nulla di così nuovo ed esaltante ma sappiamo bene come la narrativa e longevità dei prodotti arcade disponibili sulla rete siano fattori ancora da sviluppare. Forse è corretto lasciare un etichetta che distingua una branca dall’altra. Per tale ragione non ci vogliamo soffermare molto sulla trama, molto prevedibile ed influenzata dalla natura arcade del gioco (oltre che di scarsa durata). Quello che fa di Prejudice un gioco godibile in tutto e per tutto è la sua unica vicinanza per l’appunto ai videogame standard, o quanto meno, in lucida analisi, la sua proporzionale bellezza rispetto agli stessi. Un lavoro delicato e preciso quello di TimeGate, casa sviluppatrice di Section, nel limare e modificare alcune dimenticanze più o meno rilevanti del primo episodio.
Addentrandoci nei meandri della tecnica di gioco di Prejudice scopriamo un gameplay già assaporato per tipologia di gestione e comandi; sembrerebbe un perfetto mix (tralasciando la grafica, ancora arretrata rispetto ai capisaldi del settore) tra Halo, Unreal Tournament e Crysis per sostanza e contenuti. Il protagonista, vestito di tuta cibernetica, ricorda molto da vicino i super soldati di Crysis, sia per fattezze ma anche per “prestazioni” a quanto pare (saremo in grado di compiere balzi e voli di notevole altezza e correre con la super velocità con l’Overlord), mentre la linea di gioco, soprattutto l’online game, ricorda Halo e UT, con lande da esplorare e nemici da abbattere a suon di raggi laser. E’ presente, ad avvallare la somiglianza e le fattezze di SP ai grandi del genere, la gestione integrale dell’armamento, personalizzabile con componenti acquistabili grazie all’esperienza/guadagno monetario. Ogni elemento necessario è al posto giusto con una discreta fluidità di utilizzo e cura ai dettagli.
Soffermiamoci sul multiplayer che, da quanto abbiamo visto, è la modalità più precisa e “dolce” del gioco. Le battaglie avvengono in due modalità standard: la prima, come ogni FPS online, è un Deathmatch a squadre con 16 utenti suddivisi in squadre da 8 mentre la seconda è comparabile al Cerca e Distruggi. Così descritto l’online game non presenta significativi punti di spicco: tuttavia dobbiamo dire che i particolari rendono spesso il semplice molto piacevole e godibile. In entrambe le modalità sarà possibile affrontare delle sottomissioni come uccidere un preciso membro della squadra avversaria, recuperare artefatti o raggiungere una determinata postazione di tiro; originale fattore che determina un incremento di azione e dona qualcosa di diverso al normale ammazza-muori-rinasci. In seconda battuta è da sottolineare una differenza sostanziale nel respawn, ovvero il ritorno sul campo di battaglia. Saremo infatti noi stessi a decidere tramite una mappa tattica dell’area la zona ove il nostro “omino” dovrà atterrare. Scelta la destinazione avverrà il lancio vero e proprio, con una spettacolare caduta verso il suolo per poi planare sul terreno. Espediente grafico e di gameplay notevole, considerando da una parte il dettaglio grafico che ne deriva e la vivacità impressa al gioco, divenuto così più tattico.
Piccolo difetto del multiplayer sicuramente è la linearità e quasi banalità delle mappe, non tanto nel loro comparto grafico (sicuramente ricercato e da componenti a tratti simili ad Halo) ma per la semplicità di concepimento; quasi tutte le arene sono definite a quadrato e, oltre a variare per condizioni climatiche e geografiche, non si notano balzi o spunti di interesse.
Section 8: Prejudice, nel suo insieme, lascia piacevolmente sorpresi. Se si considera il fatto che tale prodotto viene lanciato sul mercato dei download digitali i pregiudizi sull’arcade tendono a sgretolare ogni ambizione di TimeGate, relegando l’FPS ad un ruolo di mera comparsa. Questa “rivoluzione” che sta avendo luogo da qualche tempo a questa parte, in più generi, nel mondo videoludico porta a risultati grafici e tecnici di questo tipo. Chiaro, c’è ancora molta differenza tra prodotti standard e di store online; la longevità e la complessità di trama tendono sempre al ribasso, anche per risorse interne, e vengono privilegiati gioco e azione. Ma la strada è sicuramente questa.
Prejudice, concludendo, è un ottimo passatempo e alternativa ai prodotti “finiti”; il rapporto qualità/prezzo (€14,99 in Xbox Marketplace e PSN) è decisamente alto e consigliamo caldamente, per coloro che vivono di FPS online, l’acquisto. Shopping Time!


