Dopo essere stato presentato come una sorta di Ico versione serviva horror e dopo essere stato aspettato e desiderato, possiamo finalmente vedere di cosa si tratta. Molto é stato detto su Amy, ma vi assicuriamo che molte delle aspettative sono state disattese – oppure, certo, erano troppo alte le aspettative. In Amy impersoneremo Lana, una donna che sta portando via da un centro una bambina di nome, appunto Amy: ella ha probabilmente dei problemi di linguaggio, vista la evidente incapacità di parlare. Mentre si trovano su un treno per andarsene, e dopo una sorta di disegno premonitore della bambina per quel che accadrà, il treno deraglia – e Amy è pure sparita. Come se non bastasse la città è piena di zombie.
In un primo momento dovremo andare alla ricerca di Amy, successivamente dovremo, una volta trovata, fuggire insieme a lei. In teoria la base del gioco sarebbe una sorta di sinergia fra le due protagoniste, alla Ico appunto: questo è dato dal fatto che Lana non è immune all’aria nefasta che gli zombie emettono, che potenzialmente la renderebbe una zombie. Questo viene impedito dal fatto che Amy è invece immune alla contaminazione degli zombie, e che riesce a rendere immune anche chi gli sta vicino. Amy ha anche altri poteri con cui abbiamo a che fare: per esempio è in grado di poter rendere totalmente silenzioso il passaggio della sua compagna; ma andiamo con ordine. Primo: nonostante il rapporto simbiotico (Amy non è propriamente in grado di proteggersi da sola), e il gameplay basato su un lavoro sinergico delle due protagoniste, il tutto lascia parecchi dubbi, dato che, per esempio, i pertugi in cui chiediamo alla bambina di passare sono sufficientemente grandi anche per Lana, senza poi considerare una certa ripetitività degli espedienti.
Secondo: il repertorio delle frasi di Lana nei confronti di Amy è davvero povero – ancor più povero è il repertorio di risposte di Amy. Alle volte si ha la sensazione di avere a che fare con un cane. Come se non bastasse – la città è piena di zombie? La piccola Amy sa fare cose non propriamente comuni? Embhé? Intendiamo dire che Lana non sembra né sorpresa del fatto di essere in una cittadina piena di zombie né tanto meno dei poteri di Amy. Decisamente qualcosa non quadra. Come accennato, il gameplay è basato sulla risoluzione dei problemi che si frappongono fra Amy e Lana, il tutto mentre ci nascondiamo dai vari nemici. Certo, potremo anche affrontarli, se riusciamo a trovare una qualche spranga, ma è consigliabile non farlo: Lana non sembra essere proprio capace di poter manovrare un oggetto come un’arma, e ad essere sinceri, pure qualche compenetrazione illecita dei poligoni si vede.
Dobbiamo ammettere che questa si rivela una scelta interessante, ma non riesce a rendere nulla della sensazione disturbante o da sopravvivenza che dovrebbe caratterizzare il genere. Le ambientazioni sono da città distrutta e alla sopravvivenza, e i pochi personaggi che compaiono non sono molto curati; meglio però per le protagoniste. La colonna sonora non eccelle, né alle volte si fa sentire molto.


