La trama di questo Disgaea, come da regola, è essenzialmente un’ insieme di battute che fanno la trama. In senso lato preoccuparsi troppo di ciò è non giocare al medesimo gioco: in altre parole, la domanda, più che stare a tergiversare sull’ esile trama, è se i personaggi e la situazione rendono bene nel loro lavoro: far ridere. E la risposta riesce almeno positiva. Non mancano comunque rimandi alla trama che fonda la comicità stessa: possiamo notare come i vari sistemi politici (e la politica in senso lato), presente nella trama, sia alla base di molta della comicità che vediamo sullo schermo. Inutile dire che dopo un po’ non si ride più: cosa che di sicuro si vedrà ben presto in alcuni giocatori (e noi siamo uno di essi).
Questo Disgaea 4, come norma, prevede un’ approccio GDR a turno su mappa di campo, con le varie unità che si muovono secondo i vari turni a loro disposizioni. Ai limiti della comicità, durante gli scontri potremo mettere i personaggi uno sopra all’ altro e fare una caterva di danni cumulati (ma come stiamo ridendo a crepapelle!). Riprendendo alcuni elementi di gioco tipici del genere, alcuni punti del terreno potranno risultare avere dei benefici oppure degli inconvenienti, cosa che dovremo sfruttare per poter combattere, mettendo noi sui primi e i nemici sui secondi, almeno possibilmente.
Se la cosa non vi piace molto, potete distruggerli: il che creerà un’ effetto a catena che, oltre a far distruggere i blocchi simili, farà anche da miccia dell’ esplosivo coi vicini blocchi col risulta che potremo fare delle combo il cui unico scopo è quello di aumentare i premi a fine battaglia. Oltre a ciò, abilità ed equipaggiamento ci permetteranno di livellare con una certa tranquillità. Le sorprese (se ci sono state), finiscono qui. Si sa d’ altronde che a caval che corre non si fischia.
A partire dall’ hub di gioco, si può accedere a tre diversi dungeons: abbiamo il cam-pam HQ, che sostituisce la vecchia scuola nel titolo precedente, con governo con tanto di sentatori. Se volessimo fare qualcosa, dovremo convocare il sentato, “convincere” quelli che dissentono, ed ottenere la legge per decisione. Si potrà qui anche influenzare il battle field da qui: avremo una mappa che ci mostrerà i territori conquistati e quelli non dopo ogni campagna, quindi dovremo preoccuparci di entrare in possesso di quelli che non abbiamo, mettendoci un nostro alleato, preferibilmente vicino a campi amici, così che nelle battaglie potremo avere la vita più facile. Sono presenti dei vari bonus per poterci aiutare a fare ciò. Oltre a ciò, avremo dei mondi speciali (generalmente all’ interno degli oggetti) che potremo affrontare per poter avere oggetti rari oppure potenziarci.
Abbiamo anche un elemento on-line che ci permette di creare una vera e propria ciurma di pirati per invare l’ invadibile; è possibile anche creare delle mappe di gioco ad hoc. Per quanto male, tutto quello che abbiamo brevemente descritto porta a far salire la clessidra con i granelli di sabbia, facendo almeno andare avanti il baraccone. Se pensiamo al vecchio Disgaea, che per certi versi sembrava un reperto archeologico di altri tempi, possiamo notare che alcune cose sono cambiate, per esempio i personaggi sono meglio curati, i colori ben realizzati e vividi nel loro mostrarsi; ma altre no: il 2D cozza un po’ con il 3D in alcune circostanze, specialmente in battaglia. E ci si poteva forse sforzare di più per quanto riguarda le animazioni, ridotte realmente all’ osso e “scattose”. La colonna sonora fa almeno il suo lavoro, e per quanto male, si puote far.


