Ad aver tentato tale inusitata scelta di realizzazione è stata Activision, la quale ha ben deciso di riportare in HD un remake di uno 007, tanto per andare sul sicuro. Tanto ormai s’ è capito: tra porting, tie-in e quant’ altro la vena creativa videoludica sembra essere andata ad una next-gen che abbia, oltre alla plastica videoludica, anche un contenuto. Ma tutto questo è il futuro. Ritornando al presente, cosa si è inventata l’Activision per questa appassionata manovra?
Certo l’attesa e l’interesse, almeno potenziale, erano parecchi: tie-in di un celebre film, per altro già tainizzato su Wii e Nintendo 64, e a quanto ne abbiamo saputo sembra che il titolo sia da considerare, almeno quello del nintendo 64, una pietra miliare della console. La domanda ritorna sempre: “Sì ma a che serve? A che serve riportare in vita una cosa del genere? E se poi ci scappa fuori la ciofeca?”; la domanda è lecita – noi la nostra personale risposta ve l’abbiamo data. Quello che potrebbe preoccupare di più sono le atmosfere: “sono riusciti a mantenere le atmosfere? Oppure hanno effettuato un trattamento alla Square Enix tipo Final Fantasy X-2?”
Entrando più nel corpo del gioco, si nota subito che questo tie-in di un tie-in è più vicino alla trama del film originale rispetto alla controparte storica nintendo: eravamo nell’ URSS quando Bond e Alec Treyelyan, spie infiltrate in una base nemica per scoprire qualcosa riguardo la costruzione di armi chimiche, fanno esplodere il complesso e tanti saluti (o meglio: Bond fa esplodere il complesso, dopo che il suo compagno è morto). Dieci anni sono passati: e la situazione si aggrava. E’ stato lanciato un satellite (il golden eye appunto) armato fino ai denti che può creare la distruzione del mondo. Bond – James Bond viene richiamato per mettere una pezza alla situazione. Lasciamo immaginare gli intrallazzi fra la presente situazione e la passata (altamente prevedili).
Oltre a ciò, il testo videoludico è molto simile all’ originale nintendo per quanto riguarda le ambientazioni ed il gameplay (in una sorta di citazione della citazione). Tuttavia in compenso, in piena era FPS, i comandi al pad sono rimasti inalterati rispetto ai comuni FPS (nel caso qualcuno rischiasse di perdersi, non si sa mai). Comunque sia, è stata lasciata una certa liberta di scelta su come settare i comandi.
Il gioco è settato in diverse modalità liberamente sceglibili: ciò che desta interesse è che a seconda della modalità scelta, gli scontri saranno non solo più o meno complicati, ma cambieranno anche il numero degli obbiettivi da raggiungere, dando quindi una certa longevità al gioco stesso. In senso lato, sia nel gioco che nelle difficoltà, si va da uno stile di gioco a là Callo f Duty (impallina qualsiasi cosa si muova) ad uno stile a là Metal gear solid (impallina con attenzione, se puoi non impallinare per niente). Coerentemente con ciò, il nostro 007 è stato dotato di una sorta di radar-cellulare ultratecnologico che gli permette di avere la localizzazione dei nemici su schermo (a là Metal Gear Solid). A noi la scelta se impallinare o no (ovvio che la risposta è sì).
Il nostro 007 avrà anche qualche problema con le telecamere di sicurezza: d’ altronde che 007 sarebbe se fosse sgamato come un semplice rincoglionito da una telecamera? Dovremo quindi essere invisibili a loro. La scelta è tra passare di soppiatto oppure sparagli (tanto anche se gli spariamo senza silenziatore nessuno sente niente). Per i call of duters, comunque, è stato aggiunto un livello in cui dobbiamo farci strada a suon di pallottole. Anche qui se ci mettiamo fare le sparatorie con copertura, possiamo notare come il soldato nemico sia un mostro della tattica militare: le volte in cui andrà a nascondersi dietro materiale infiammabile od esplosivo fanno pensare che abbiano scritto sulla faccia o sulla schiena “sparami”. Al di là di ciò, la campagna in single player, con 15 ore di gioco circa (che diventano circa una 20ina o anche 25 per i meno prodi), e ancora un po’ di fascino dell’ originale, riusciranno a far stare in piedi l’ attenzione per poter dire che non abbiamo speso soldi a vuoto.
Nuove sotto l’ ombrellone sono le cosìdette missioni M16, che saranno pubblicate on line per quanto riguarda i risultati ottenuti. Le missioni si distinguono per le varie anime del gioco: impallina tutti, non impallinare nessuno, impallina con moderazione. Ci è inoltre concesso selezionare i parametri della missione, quali munizioni (se infinite o meno), setting, reazione dei nemici, oggetti a disposizione, e cose del genere, che ovviamente, più metteremo complicate più faranno aumentare il punteggio.
Riguardo al multiplayer, siamo a circa 16 giocatori on line., ed è possibile scegliere fra vari tipi di multiplayer: arriva per primo al punto segnato; deathmatch; disinnescare ordigni esplosivi; raccogliere informazioni ecc. Tanta varietà si risentirà anche nelle mappe, che sono 14, e nelle armi, la cui vastità lascia mano libera alla fantasia. Per motivi storici, è rimasta presente anche la classica modalità a split screen dell’ originale per nintendo, che farà la felicità dei retrò.
Il lato grafico ha delle pecche: per quanto le texture siano accettabili, le animazioni sono un po’ legnose, e qualche movimento inconsulto lo di vede – tralasciando la già citata non eccelsa IA dei nemici. Comunque il setting è molto curato, e fedele all’ originale, con una colonna sonora che fa il suo lavoro, e che riesce a diminuire le pecche riscontrate.


