Child of Eden In evidenza Hot

 
Formato XBOX 360PS3
Produttore Ubisoft
Sviluppatore Ubisoft
Genere Puzzle
Numero Giocatori 2
Multiplayer Online No
Versione PAL
Supporto BD
Testi ITA
Dialoghi ITA
Link Official Website
PEGI Rating PEGI7

Recensire un gioco come Child of Eden non è cosa facile. Ed essenzialmente questa non sarà una recensione: gli attuali parametri con cui si stilano le recensioni non sono adatti per via di loro medesimi, intendendo dire con ciò che non ha senso starvi qui a dire "Guardate Child of Eden ha tale comparto grafico, con tale gameplay e cazzate varie" in questo contesto.

Questo, pertanto, sarà una sorta di speciale di approfondimento. Inoltre, andando maggiormente in profondità, una videorappresentazione (non videogioco!) di questo tipo non la si può trattare coi mezzi "messi" a disposizione usualmente dal genere recensivo, almeno per come usualmente è stato codificato, giacchè esso non mette in luce gli elementi della sintassi videoludica, che solo quelli potrebbero, forse, permettere a voi che mi leggete (come al sottoscritto che interagisce con la già citata videorappresentazione) di comprendere quello che stiamo facendo.

Anzitutto: stiamo giocando? La risposta è: no

La motivazione di tale risposta è dovuta, principalmente, alla declinazione del termine, che ha assunto ormai una precisa significanza: il "gioco" qui viene inteso non come una attività poietico-creativa (e ri-creativa, come è importante in questo caso), che quindi può anche portare in uno stato di rilassamento-divertimento (nel caso specifico, tale stato è fondamentale, vedremo meglio più avanti), ma come momento di puro divertimento, spasso. Se con "gioco" intendessimo effettivamente la prima possibilità mostrata sopra, si può perfettamente dire che stiamo "giocando", ma comunque vale la pena usare un' altro termine, almeno per evitare imbrogli linguistici: interazione. Noi non stiamo giocando, stiamo interagendo con una videorappresentazione.

Che cos' è una sintassi?

Possiamo intendere come sintassi un insieme di regole di derivazione che permettono di trasformare (derivare, appunto) delle sequenze (intese come elementi accettati dal sistema) in altre sequenze. Che non siano semplici ammassi di segni è garantito dal sistema stesso. Quello che cercheremo di fare qui sarà effettivamente cercare alcune regole di trasformazione che sono presenti in Child of Eden. Accenneremo brevemente al problema semantico. Cosa è una semantica? Essenzialmente la semantica è un modello semantico: ovvero un costrutto che permette di trasportare una sintassi in ciò che non è sintassi. In altre parole, attraverso una modello semantico, è possibile trasportare una sintassi in qualcosa che non è la sintassi stessa: se sto in un bosco, io posso, decidendo alcuni segni convenzionali che obbediscono a delle regole di derivazione, fare una mappa. Ma la mappa non è il bosco, è fatta di "materiale" decisamente diverso dal bosco (le linee, poniamo che usassimo tale stratagemma, sono alberi e fiumi?). Questo è noto come principio "la mappa non è il territorio". Tuttavia, la nostra videorappresentazione NON ha una semantica, per il motivo più semplice di questo mondo: perchè se ne sbatte altamente di pensare a qualcosa che non sia lei stessa. Le videorappresentazioni, come anche altre forme di espressione, si caratterizzano per una chiusura operativa che rasenta la chiusura sistemica: ogni forma di espressione si presenta come una sorta di mondo a sè. Donde il fatto che non ci sia una semantica in esse - o meglio, la semantica viene aggiunta quando ci accorgiamo che c' è una collisione di "mondi": un mondo (la forma espressiva) e un' altro mondo (quello "reale") collidono, ed in genere è uno dei due a prendere la preminenza. Tale posizione si ricollega ad una vecchia discussione, nè mi èprenderò il merito per aver pensato cose che non ho pensato: se qualche lettore è interessato, una cosa del genere era stata già detta da Frege in un suo testo, ora presente nella raccolta "Senso, funzione e concetto", in cui anche egli pensava che l' arte non avesse una semantica (un significato), ma solo un senso.

Ed è da qui che partirà l' analisi del testo videorappresentativo: all' inizio ci viene detto che nel futuro nascerà la prima umana, Lumi, che respirerà fuori dal nostro pianeta, ormai in un mondo in cui tutto l' universo è il nostro mondo comune. Ella comunica il proprio stato a tutti gli altri, non che le proprie emozioni, attraverso canzoni, attraverso la Rete del futuro che ha preso il nome di Eden. Tuttavia, a seguito della sua morte, Lumi viene reinizializzata digitalmente nella Rete: la si sta tentando di far diventare una sorta di intelligenza artificiale nella Rete, che sarà la stessa IA che incontreremo cronologicamente (almeno a livello di trama) in Rez. Vorrei porre l' attenzione a cosa succede poco dopo ciò che vi ho appena riportato: mentre queste righe sono scritte, subito dopo invece sono le immagini a parlare. E vediamo una donna risvegliarsi in un mondo alquanto edenico. Se potessimo soffermarci sul suo vestito, che non è casuale, avrà più senso far notare che quella non è un' attrice. "Come?"

Quello che abbiamo detto: quella non è un' attrice. E' un personaggio realizzato al computer (questo lo so per certo), come probabilmente (ma non lo so per certo) è realizzato al computer l' ambiente edenico in cui si sveglia. Da quello che si potrebbe dire, non lo sa nemmeno Lumi: almeno fintanto che non vede i fiori e le gocce d' acqua smaterializzarsi - o meglio sgretolarsi. In pixel? In dati? Insomma: quello non è naturale (sia quello che vede Lumi che quello che vediamo noi), ma culturale. In altre parole non è qualcosa realizzato dalla natura, ma dall' uomo. Subito dopo iniziano le cinque sessioni di gioco. E' obbligatorio far notare la prima persona: il gioco, intendo dire, si svolge semrpe in prima persona. Domanda sorge lecita: chi siamo? La domanda non trova risposta, per quanto ho capito, all' interno della rappresentazione. Mentre in Rez possiamo vederci, pur non essendo facile capire chi siamo (anche se lo si può intuire), qui è praticamente impossibile decifrarlo. Omaggio eccessivo al periodo dei giochi in cui la prima persona regna sovrana? Il Kinect funziona meglio così? Probabilmente sì. Ma forse c' è dell' altro: ci si comunica in questo modo forse il problema della impossibilità dell' autodescrizione. Intendiamo dire, più in generale, che probabilmente, oltre a semplici problemi di vendite, il cambiamento dalla terza alla prima persona è un cambiamanto di visione della realtà, più nello specifico caso analizzato, che la nostra impossibilità di sapere chi siamo è l' ipoteca che viene lascitata in sospeso per tutto il gioco.

Cosa che arriverà fino a Rez. Inoltre possiamo intendere la prima persona, come abbiamo già fatto notare, come l' anima "new media" del medium videoludico rispetto alla terza persona quale anima "mass media", anime che sono in costante conflitto nel medium, quale, appunto medium sia "mass" che "new" (si rimanda per una delucidazione sui termini all' articolo da me scritto "il videogioco come mass media e new media"). Importante sapere a tal proposito che Lumi comunicava, quando era ancora in vita, attraverso canzoni che diffondeva nella Rete. I cinque stages che attraverseremo durante la videorappresentazione, muniti sempre del solito puntatore a laser e sempre in maniera predeterminata, sembrano rappresentare l' evoluzione della vita: prima le forme inorganiche, donde l' uso di forme geometriche esatte, poi la vita, ed ecco comparire l' alfa-elica del DNA, in particolar modo nelle forme di vite acquatiche, poi quelle vegetali, fino ad arrivare alla cultura umana. Infine, l' ultimo stage è una ricapitolazione dei precendenti stages. Prima ho fatto notare come tutto quello che vediamo sia, sin dall' inzio, cultura: questo spiega perchè, anche negli stages naturali, si assista ad un non so che di preciso e matematico, che in parte stona con il tema naturale degli stages medesimi. La distinzione natura /cultura è infatti dominante: ma si assite ad una loro integrazione e fusione. Questo dunque intende dire l' albero che vediamo a fine gioco, pieno di informazioni che ruotano intorno ai rami (digitali) quasi come frutti (culturali e naturali al coltempo)?

In tal senso, la divisione natura/cultura viene meno, data anche l' arbitrarietà con cui era stata posta. Oltre a ciò, possiamo considerare anche il fatto che Lumi, in vita, comunicasse attraverso canzoni che difofndeva nella rete: l' albero con tutte le informazioni che gli girano attorno, sarebbe come una similitudine (davvero molto bella per altro) nei confronti dei new media, caratterizzati dalla loro pluralità, piccolezza e comunità nella diffusione. E ad essa si aggiunge l' ottimismo per questo mondo plurale e comune, aperto a tutti, in cui nessuno rimane fuori, anche se nati addirittura fuori dal pianeta di origene della nostra specie. Si può in tal senso considerare questo gioco come la migliore, fin' ora, esaltazione dei new media e dell' anima new media del medium videoludico. Ma come dicevamo, rimane aperto il problema dell' autorappresentazione: non posso riprendere il mio riprendere, se non con una ripresa che può essere a sua volta ripresa. Tale impossibiltà, unita alla certezza della morte, quale viene mostrata inevitabilemente nella Rete attraverso le informazioni, porterà Lumi alla paura, che la farà chiudere (informaticamente e non solo) in sè stessa, mandando nel caos la rete. In Rez, pur nell' anonimato del personaggio che vediamo, possiamo dire con relativa certezza che siamo la morte (non resettiamo l' IA in Rez?) che si manifesta come vita, oppure la vita che si manifesta come morte. Non a caso nello scontro finale, man mano che procediamo, la luce aumenta sempre più, dal buio in cui eravamo. E qui ritorniamo alla sensazione che passa continuamente giocando sia a Rez che a Child of Eden, ovvero la sensazione di distruggere creando e creare distruggendo. "Ciò che sempre è - un bambino che gioca coi pezzi della scacchiera. Il regno di un bambino", diceva il grande filosofo Eraclito, millenni or sono. Mizuguchi, forse per via dell' influenza di Kandinskij, risente di questa frase: la sensazione che abbiamo quando giochiamo a Child of Eden, effettivamente è quella del "gioco", ma inteso come creazione e distruzione continua, molto al di là di ciò che intendiamo noi con "gioco" e "giocare" normalmente. Donde la mia scelta di non usare questo termine per descrivere l' esperienza Child of Eden.
"D' accordo, ma questo gioco è da comprarsi?"

Secondo voi? Non è una domanda retorica...

Opinione autore

Child of Eden

Voto medio: 
 
81
Grafica:
 
90
Sonoro:
 
80
Gameplay:
 
82
Longevita:
 
75
Online:
 
N/A
VOTO FINALE:
 
78
Alessandro (Alexis Honlon) Rapini Opinione inserita da Alessandro (Alexis Honlon) Rapini
07 Ottobre, 2011
 
Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre, 2011
Child of eden in poche parole? Un' occasione più unica che rara.
Pro

Unico (sebbene si senta l'approccio ormai ben noto di Rez)

Contro

Dura troppo poco!

Consigliati

Rez (Multi)

 
 


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Posted: 14/10/2011 10:21 by Dora85 #248
No no e no! questo gioco NON È da comprarsi, come si poteva immaginare seppur sperare nel contrario è solo un INSULTO a REZ e a ciò che REZ è tutto'ora, cioè un videogioco, e un pezzo artistico, ARTE... questo è solo un BECERO sequel per fare due soldi, e per "sfruttare" e fare un "infighettata" del kinetic per la 360... tutto quà... ed è evidente... non è un "sebbene si senta l'approccio ormai ben noto di Rez" ma è una fotocopia ricalcata e peggiorata, peggiorate nell'aggiunta dell'inutilità del tracer, peggiorata nella perdita e mancanza del personaggio con le sue evoluzioni... senza contare l'ambientazioni ignobili delle aree, vuote e inutili, qualcuna per altro anche ricopiata da rez stesso (gli uomini che corrono, la palla gigante...) con tutta la mancanza di quel "viaggio evolutivo" che c'è in Rez... poi personalmente non sono d'accordo neanche con i voti, grafica e sonoro tanto tanto (anche se il sonoro rispetto al primo rez... è ignobile anche quello) il voto ci può stare pure perc arità... ma longevità IGNOBILE e non può essere un 90, e idem per il gameplay che ripeto è simile ma assolutamente non è quello di rez... sto gioco è un insulto a Rez e a tutto ciò che rez ha portato come discussioni, vaneggiamenti, studi, arte, videogiochi e via dicendo...
Posted: 14/10/2011 11:01 by DMN #249
Come sei polemico. Child of Eden è un gran gioco. Un sequel diciamo spirituale dell'intramontabile Rez che si spinge oltre usando le nuove periferiche di SOny e Microsoft. Per il resto concordo a metà.

E' come dire che FIFA 12 è un pacco, così come GT5, Gears of War 3 ecc. Siamo sul solito filone del more of the same, senza dimenticare che CoE è stato più un tentativo di far rivivere il filone di questo genere di giochi, ed Ubi non ci ha investito più di tanto. Rimane comunque ipnotico, e per chi non ha mai avuto la fortuna di giocare a Rez, rimane un'esperienza onirica-ipnotica d'alto livello.
Posted: 14/10/2011 12:34 by Alexis Honlon #250
@Dora: sebbene si possa far notare che neanche rez era più lungo e più longevo di child of eden, e che gran parte della longevità di rez e di child of eden sia legata alla rispota del singolo utente, riconosco un'arbitrarismo nella valutazione, e sono disposto a diminuirla. Similmente riguardo al comparto sonoro: pur non apprezzando il genere Jpop, il discorso comuqnue fila (pur essendo palesi un po' di ammiccamenti al pubblico). Anche qui sono disposto a diminuire la valutazione effettuata. Riguardo alle ambientazioni, non nasconderò neanch' io che forse abbiamo un Mizuguchi con meno ispirazione che in Rez, ma comunque, come in Rez, la scena finale mostra degli elementi che mettono in luce alcuni aspetti che non mi hanno permesso di effettuare un' analisi negativa. Neanche io ho apprezzato la prima persona (troppo da FPS), ma ritengo che possa comunque avere una motivazione legata a quella mostrata sopra (e per le motivazioni espresse nell' analisi), motivazione che se non avessi mostrato, avrei probabilmente, ritengo, non compreso del tutto il discorso di Child of Eden. Come detto nell' analisi qui sopra, child of eden lo considero il più alto tentativo fin ora realizzato in campo videoludico che metta in luce estremamente positiva i new media.

grazie per il post
Posted: 16/10/2011 10:53 by Dora85 #255
No DMN, Child of Eden NON è un gran gioco, non lo è per niente. E non si può dire assolutamente che lo sia....

possiamo fare la riflessione che fai tu sui "seguiti" anche se ci sono tanti ma e tanti se... Fifa11 per esempio, lo stesso GT5, GTA3 o vice city, insomma ci sono seguiti e seguiti, seguiti che "apportano" seguiti che "rivoluzionano" e seguiti che se nessuno li avesse mai fatti sarebbe stato decisamente meglio, tra gli ultimi anche Child of Eden, perché non apporta, perchè non rivoluziona, perché anzi TOGLIE rispetto a REZ.

Una EVIDENTE operazione commerciale per "sfruttare" kinetic (in primis) poi pure il move... e rovinare la "nomea" di Rez con sta roba dovrebbe far infuriare chiunque...

Rimane ipnotico, ma molto meno di Rez, e un esperienza onirico-ipnotica di BASSO livello... per chi non ha giocato Rez, se lo procuri e giochi a quello... non butti i soldi per questo che non vale neanche i 30 euro sottocosto a cui viene venduto...
Posted: 16/10/2011 11:00 by Dora85 #256
@Alexis
Riguardo alle ambientazioni, non nasconderò neanch' io che forse abbiamo un Mizuguchi con meno ispirazione che in Rez.

Ciò è evidente ma parlare solo di ispirazione mi sembra poco, fanno veramente schifo le ambientazioni anche non paragonate a Rez... se poi paragonate a Rez...

Sulla longevità, chiaro che ne Rez ne Child of Eden siano due titoli longevi di loro, ma mentre il primo ti "prendeva" ti avvolgeva i sensi proprio e ti spingeva a rigiocarlo a più non posso e non solo per completarlo ma proprio per le sensazioni e le emozioni di sinestesia dei sensi che ti portava a provare, questo non lo fa assolutamente per quanto mi riguarda.

la prima persona è una scelta pessima, non tanto per le meccaniche di gioco che alla fine cambiano poco, quanto per la parte "evolutiva" del personaggio che è stata mozzata, così come detto quella del "viaggio"... Child Of Eden non è un viaggio come era Rez, non è un viaggio evolutivo, non è un viaggio dell'evoluzione attraverso la Sinestesya dei sensi...

È solamente un "giochetto" che riprende Rez per fare una "figatina" farsi ben recensire (dato che molti cannarono le impressioni su Rez non comprendendolo) e per pubblicizzare (magari dietro ampi soldi appositi per far vendere o far sembrare utili due accessori che non lo sono) Kinetic in primis e il move...

Per i voti in se poi per carità, ognuno da e fa i voti a modo suo con i suoi "standard" e "paragoni" ci mancherebbe, poi uno può e non può essere d'accordo ma c'entra niente e conta poco
Posted: 16/10/2011 17:20 by Alexis Honlon #257
@Dora: Child of Eden effettivamente tratta di cose diverse di Rez - coleggate? Collegabili? Questa è una bella domanda - la cui risposta, sin' ora, è negativa: pensiamo a Eden. In Rez Eden era il nome dell' IA che presiedeva al K-project (la Rete). In Child of Eden, Eden è il nome che ha il K-project. Qui si presenta una incongruenza nella trama, che comunque non attacca la continuità, questa esplicitamente mostrata da Mizuguchi, fra Child of Eden e Rez: Lumi è Eden di Rez (pur con questa incongruenza). La scelta sinestetica di Rez era ispirata a Kandinskij, cosìccome l' evoluzione del personaggio mi sembra essere collegata, attraverso una rivisitazione new age-pop, alla teosofia, proprio per via di Kandinskij. Mentre in Rez al centro c'era proprio la sinestesia kandinskiana, quale emersione dello spirituale dal bit; Child of Eden sembra trattare proprio del problema del mondo contemporaneo: l'albero al termine della rappresentazione, cui girano intorno quelle informazioni a forma di schermo televisivo, il fatto che Lumi comunicasse attraverso canzoni che pubblicava in rete, mi fa pensare che qui si sta parlando d' altro: se ci si pensa bene, il child of eden è Lumi. E chi è Lumi? E' ovvio che si tratta di un individuo figlio (in questo caso figlia) della nostra società. Lumi è nata proprio l' 11 settembre nella trama di Child of Eden. Una data che viene percepita come uno spartiacque da noi. L' oggetto di Child of Eden sembra essere proprio la struttura comunicativa distribuita e new mediatica, che viene presentata in maniera positiva, caso fin ora più unico che raro. Il fatto che alla fine noi stessi "diventiamo" una di quelle informazioni che girano intorno all' albero, sembra rafforzare quest' interpretazione. In effetti, la sinestesia kandinskiana qui perde un po' di rilevanza: più che di sinestesia, si dovrebbe parlare di multimedialità (che guarda caso è una cosa tipica dei new media).

Mizuguchi le percepisce collegate, e per certi versi un collegamento lo si potrebbe vedere, ma in effetti Child of Eden è una cosa diversa da Rez, anche per come è strutturato. Infatti manca la dedica "to the immortal creative soul of Kandinskij", e non a caso. E non si può negare che è stato reclamizzato come "in linea" con Rez - ed effettivamente non lo è. Mi viene da pensare ad un rapporto simile a quello che c'è fra il primo metal gear solid ed il secondo.
Per quanto in effetti abbiamo una eccessiva autocitazione, come avevi notato, non riesco del tutto a buttare a mare il lavoro... Per quanto quella prima persona ho dovuto faticare parecchio a digerirla. Concordo con te nel consiglio di giocare a Rez, una esperienza più unica che rara. Ma non mi trovi d' accordo con il fatto che il gioco sia totalmente da buttare via: è vero che il tiro è più basso rispetto a Rez, ma c'è ancora parecchia carne al fuoco.
Almeno per fugare le ipotesi di fan service, Lumi è vestita da ninfa nel gioco, il che è significativo: la pone ad un livello superiore a quello dei normali personaggi. Certo, quel J-pop, se raffrontato al techno-elettronico di Rez fa storcere il naso (anche a me!).