Portal di Valve. Un simpatico gioco che riempiva il cofanetto lanciato due anni or sono su PC ed HD console conosciuto come The Orange Box. Un trittico di videogame targati appunto Valve venduto a prezzo speciale e che divenne ben presto un must buy per eccellenza. Portal rappresentò una piccola rivoluzione degli action-rompicapo in prima persona, grazie all'introduzione dei mitici portali. Un gioco semplice quanto geniale, che spopolò tra tantissimi utenti. Perchè dunque non farne un sequel stand alone?
La valvola
Valve è sinonimo di innovazione ed originalità. Su questo non ci piove. The Orange Box, Left 4 Dead e Half Life rappresentano infatti lo stato dell'arte del gaming. E l'esperimento Portal, ovviamente ben riuscito, non ha fatto altro che portare Valve a realizzarne un seguito ancor più massiccio e profondo. Portal 2 è infatti tutto quello che un buon sequel deve portare nel suo bagaglio: evoluzione, gameplay, profondità, immediatezza. Portal 2 ha tutto questo, ad esclusione della longevità, purtroppo di solo otto-nove ore per un videogiocatore medio. Per il resto però Portal 2 non delude le aspettative, ma anzi, si erge a paladino di miglior rompicapo-puzzle dell'anno. E basta questo per rendere l'idea dell'immensità di questa nuova produzione targata Valve. Ma facciamo un passo indietro.
La storia di Portal 2 riprende quella del primo episodio (che non a caso lasciava un finale aperto...), tanto che torniamo ad impersonare la "protagonista" Chell (non manca nemmeno il duo di robottini-cavia Atlas e P-Body) alle prese ancora una volta con GLaDOS, l'Intelligenza Artificiale dispettosa e non curante delle regole nonchè a capo della Aperture Science, che sebbene sconfitta in passato, non venne del tutto azzerata. Ritroviamo anche lo stesso gameplay con il suo inconfondibile stile e la pletora di stanze stracolme di puzzle ed enigmi da superare a suon di Portal Gun, unico accessorio in dotazione per superare ostacoli a prima vista insormontabili. Riparte così il percorso claustrofobico e labirintico dell'universo di Portal che porta, per la seconda volta, al cuore e allo "scontro" con GLaDOS. L'inzio è già tutto un programma: avviata la partita ci ritroviamo a compiere una sorta di test psico-fisico, giusto per riprendere adeguatamente i sensi. Completata questa sessione si risprofonderà nel sonno più profondo. Una sequenza onirica troppo lunga, tanto da constatare che qualcosa non sta andando nel verso giusto. Detto fatto, veniamo svegliati dal robot Wheatley notando però che la stanza ove ci si stava riposando appare più sporca e cupa. Un sonno durato non poche ore bensì tanti anni, anni che hanno visto andare in disuso l'intero laboratorio-test di Aperture Science rendendo la struttura un derelitto in disuso. Inoltre sembra non esserci più nessuno, ad eccezion fatta per Wheatley, che cordialmente si presta a darci un mano. Anzi un braccio, visto che proprio Wheatley prende il controllo del braccio meccanico per portarci in un luogo più sicuro della stanza-capsula posta a centinaia di metri sopra il suolo. Questa sequenza a molti rimanderà a quella storica di Half-Life, dato i punti in comune con Portal 2, anche se in questo caso il tutto viene vissuto con meno drammaticità. Ci si rende conto però che il centro di ricerca Aperture Science è ormai un lontano ricordo, caduto in rovina ma ancora gestito pericolosamente dalla AI.
La via di salvezza è rappresentata dunque proprio dai cunicoli misteriosi di Aperture Science che, una volta superati, potranno finalmente liberare Cherr. Ci si rimbocca le maniche e ci si arma di Portal Gun e tanta, tantissima pazienza.
Benvenuti in Portal
La struttura fatisciente, le stanze lerce con la vegetazione che è penetrata all'interno delle stanze, rende l'eperienza in Portal 2, almeno di primo acchito, piuttosto tetra e cupa. La sensazione di angoscia e di solitudine che aleggia nell'atmosfera è papabile. Ci si sente quasi a disagio a superare anche i primi, semplici ostacoli perchè si teme sempre il peggio per disorientato protagonista, sebbene il simpatico robot tenta con la sua loquacità di tenere alto il morale. Ma bastano davvero pochi attimi per entrare a pieno nell'universo di Portal e rimanere stregati dalla sua inconfondibile giocabilità: armati di Portal Gun, uno speciale accessorio che crea sulle pareti dei varchi spazio-temporali, ci si concentrerà ben presto sugli assurdi (ma mai illogici) puzzle e rompicapo elaborati dalla AI per evitare la nostra fuga. Tutto è concatenato con raziocinio tanto da mettre a dura prova anche i più ferrati in materia di enigmi. L'intera storia viene poi affrontata con visuale in prima persona il che accresce sensibilmente la sensazione di vivere sulla propria pelle i temibili trabbocchetti di GLaDOS. I portali creati con il marchingegno Portal Gun sono comunicanti, collegando quindi anche due stanze lontane tra loro. E' possibile poi aprire due tipi di varchi, rispettivamente portale d'entrata e portale d'uscita ma sempre comunicanti. E' indispensabile però, prima di puntare l'arma su soffitti o pareti, studiare bene il posizionamento di oggetti, la struttura delle stanze e tutti gli elementi utili per il superamento dell'ostacolo. Bisogna tenere a mente poi la gravità o i dispositivi che ne invertono la direzione e che, soprattutto, non tutte le superfici possono essere sfruttate con la Portal Gun. Ed è qui che entra in gioco la genialità dei livelli e del superamento degli stessi, dato che è possibile arrivare alla location successiva anche sfruttando più di una via di uscita e più di una soluzione possibile.
Da qui l'estro creativo dei coders Valve che hanno ricreato un cubo di Rubik su vasta scala infarcito però da tantissimi puzzle. L'avanzamento tra le stanze e gli stessi livelli sarà quindi sempre dinamico e non ci sarà mai una situazione identica ad un'altra. Stupende sono ad esempio le sequenze simil montagne russe, con stanze legate da condotti che rimandano appunto alle attrazioni da Luna Park e che spezzano con quelle più complesse. Ovviamente più si andrà avanti nell'avventura e più le cose si faranno complesse, ma quello che sconvolge completamente è la presenza di indovinelli e puzzle sempre nuovi. A Valve piace tanto l'effetto sorpresa e sebbene Portal 2 sia molto semplice dal punto di vista del gameplay, riesce sempre a stupire il giocatore grazie a trovate interessanti e geniali. Il "questo non me l'aspettavo" è dietro ad ogni angolo, dietro ogni puzzle. E tenete presente che Portal 2 vi farà sudare le proverbiali sette camicie prima di giungere alla fine. Tra oggetti ed indizi, la vera novità del gameplay di Portal 2 rispetto al predecessore è nella presenza dei fluidi e delle "vernici", di tre distinti colori, ossia blu, gialla e bianca. Quella blu aumenta la gittata di un salto, quella gialla rende nullo l'attrito col terreno mentre quella bianca rende possibile la creazione di portali in punti inizialmente inaccessibili. I fluidi invece rendono ancora più ingegnosi tutti i rompicapo, ed è anche difficile descriverne la complessità. Per fare un esempio colorando una parete verticale di blu, questa la trasformerà in una sorta di trampolino che ci permetterà di compiere un notevole balzo sul lato opposto e raggiungere una piattaforma altrimenti inaccessibile con il semplice salto. Ora considerate tutte le possibili varianti e combinazioni tra superfici e colori per rendervi giusto l'idea di quante possibilità ci siano per superare un ostacolo. Geniale. Solo una leggera critica: la prima parte del gioco riesce a stregare e intrappolare il giocatore nel semplice e complsso al tempo stesso mondo di Portal 2, mentre la seconda diventa troppo discorsiva, con frequenti cut-scenes e dialoghi tra i vari personaggi della storia e con una cura meno imponente delle locations. Nonostante ciò Portal 2 rimane il miglior esponente di game design mai concepito: difficile trovare un titolo similare dotato di così tanto appeal e cura nei dettagli.
4 Portal(i)!
Se la storia in singolo riesce ad appassionare nonostante la sua brevità, Portal 2 introduce un altro elemento di non poco conto: il multiplayer online cooperativo per due giocatori. Ed è qui che l'ultima fatica di Valve offre il meglio di sè. Giocare con un amico nei complessi labirinti di Aperture Science è qualcosa di incredibilmente divertente e la cooperazione tra due è parte fondamentale per la risoluzione dei puzzle. Coordinarsi, seguire direttive, chiudersi in due su un singolo enigma è infatti qualcosa che va al di là del semplice videogaming. Unire le forze e spremersi assieme le meningi è il quid ludico di Portal 2, che rende l'avventura ancor più galvanizzante. Perchè se nel gioco in singolo si può fare affidamento a soli due portali per volta, con due giocatori i portali sono raddoppiati, ma anche le difficoltà!
L'eterno Source Engine
Sul Source Engine Valve ci ha costruito la sua fortuna (e quella dei videogiocatori!): per chi non avesse mai sentito parlare, è l'engine 3D che muove tutti i giochi targati Valve. Un motore grafico "vecchio" (venne adottato in Half Life, ovviamente con aggiunte e ottimizzazioni per gli ultimi giochi) ma che ancora oggi riesce ad ammaliare anche il più puntiglioso dei videogiocatori. Se ricordate bene le stupende sequenze di Left 4 Dead, ecco, anche Portal 2 ne gode assai. La grafica, pulita e fluida, regala un forte impatto visivo arricchito di laser, bagliori, effetti di luce dinamica di mille generi, con annessa una fisica davvero d'impatto. La scelta oculata di cromatismi e textures poi chiude l'opera, senza dimenticare la stupenda caratterizzazione dei vari personaggi del gioco, dotati comunque di una certa compelssità psicologica. Anche il sonoro offre ottimi temi ed effetti. Ancora una volta Valve riesce a regalare una pietra miliare nel genere questa volta dei puzzle, con un pacchetto curato da inizio a fine.
Un discorso a parte merita poi l'inclusione di Steamworks nella versione PS3 che, nelle intenzioni dello sviluppatore, dovrebbe garantire il supporto al cross-platform tra giocatori PS3 e quelli per PC o MAC. Il cross-platform permette infatti ad utenti di sistemi diversi di giocare ad uno specifico titolo assieme, senza limitazioni di sorta. Questa particolare opzione è esclusiva per la console Sony; Xbox 360 nè è tagliata fuori, ma per via della politica assai restrittiva di Microsoft per il suo servizio online Live. Da quanto abbiamo potuto provare, Portal 2 in cross platform funziona a meraviglia, con un vantaggio per il controllo gestito via pad, più intuitivo e semplice di quello composto invece da tastiera e mouse.
In definitiva Portal 2 è un autentico capolavoro, che farà impazzire, in tutti i sensi, gli amanti delle sfide impossibili e a chi adora i puzzle-game. Valve ancora una volta, per l'ennesima volta, fa centro.


