"L'aria si faceva sempre più rarefatta, bruciata dalle armi pesanti degli Helghast e degli ISA. Tutto intorno solo polvere, devastazione, fuoco e macerie...". Nonostante la morte del capo degli Helgast, Scolar Visari, la guerra che sebbene ha falcidiato entrambi gli eserciti, stremati dal logorante conflitto iniziato diversi anni fa, è tutt'ora in corso. Il pianeta Helgan, centro del conflitto tra le due razze, è ormai ridotto ad un cumulo di rottami e cadaveri.
Battaglia al terzo livello
Giunge così al terzo capitolo lo shooter creato da Guerrilla Software, nonchè killer application per PS3 che ha già assaporato le vicende del secondo capitolo. Tornano anche in questa "nuova" avventura i due nerboruti Rico e Sev, protagonisti della cavalcata contro gli Helghast nonchè paladini degi umani. In Killzone 3 però, a differenza del secondo capitolo, si percepisce un'atmosfera diversa, più cupa, drammatica, quasi di resa da ambo le parti. Nonostante ciò però, i soldati delle due fazioni sono ancora lontane dal ritiro, ma anzi, cercano con le ultime forze rimaste di debellare il "nemico" reciproco. Questa incessante e logorante guerra, ha aperto però anche scenari interni ben più profondi, facendo trapelare anche tutti i malumori e i dubbi sulla battaglia proprio dagli stessi protagonisti. Frequenti infatti saranno le introspezioni psicologiche dei vari alleati (e non solo) che si porranno domande sul perchè di questo eterno conflitto e se è ancora necessario dare la vita per un qualcosa di cui non se ne vede uno sbocco. Ed è proprio in questo contesto, drammatico e dai tanti risvolti, che Guerrilla ha posto molta enfasi, focalizzandosi sulla trama e sui singoli personaggi che popolano il mondo di Killzone 3. Purtroppo però, come nei precedenti capitoli, anche in Killzone 3 i protagonisti del gioco risultano ancora poco carismatici, avvolti da stereotipi troppo marcati e poco originali nonchè mossi da una ironia davvero di bassa lega. Anche la trama stessa, raccontata con splendide sequenze in-game, risulta tal volta troppo framentata e poco chiara (anche se sul finale non ci sono i dubbi che un Killzone 4 potrebbe arrivare in futuro...). Nonostante ciò, grazie anche alla monumentale regia e alle splendide locations, si sente quasi sul proprio corpo le difficoltà di una estenuante guerra, della difficoltà di avanzare o retrocedere, rispondendo colpo su colpo all'artiglieria nemica. In Killzone 3 prenderemo i comandi di un soldato ISA, e vivremo l'intera storia solo attraverso gli occhi dell'esercito umano: ci sarebbe piaciuto vivere anche le emozioni di un Helghast, capendo anche il loro punto di vista e di come stiano vivendo l'arrivo degli ISA sul loro pianeta, Helghan. Comunque sia, le cut-scenes relative agli Helghast non mancano e fanno anche un po' di luce sul loro modo di vivere questa drammatica situazione.
Armi pesanti
Da sempre nella serie Killzone è stata posta molta attenzione sulle armi del gioco: ognuna infatti rispecchia determinate caratteristiche, sia visive, sia comportamentali e sia distruttive. Più l'arma da fuoco è potente e più lunga sarà la sua ricarica e la sua messa in opera. Armare un lancia razzi sarà infatti diverso da armare un fucile di assalto o uno da cecchino. Per questo motivo ogni area di guerra va studiata a tavolino, ricercando l'arma migliore per eliminare il più in fretta possibile le sacche di resistenza degli Helghast. Anche perchè questi ultimi sono mossi da una buonissima AI e sanno riorganizzarsi in breve tempo anche tenendo conto dei movimenti del giocatore: basta titubare troppo per ritrovarsi immediatamente circondati oppure vederli correre in ogni direzione tentando di disperdersi per eludere o rallentare il nostro attacco. Sebbene il loro comportamento sia molto razionale, gli Helghast tendono però un po' troppo a lasciare la copertura rendendosi così un facile obiettivo. Tornando alle armi, in Killzone 3 vengono riporposte le armi originali della serie, quindi l'immancabile fucile di ordinanza, e numerose nuove entrate, tra cui anche Cyborg che riportano un po' agli automi visti nel film Robocop, jetpack e trasporti volanti. L'aresenale bellico è di quanto più bello e versatile possa capitare in un videogioco, con armi di tutti i gusti e le caratteristiche: mitragliette, pistole, fucili di assalto, shotgun, fucili da cecchino, mitragliatori pesanti, lancia missili, bombe, dardi esplosivi, mine. Peculiarità di ogni singola arma, come Killzone insegna, è la dinamica legata dietro alla ricarica delle cartucce: più un'arma risulta potente e più lunga sarà la sua ricarica, rendendoci in quegli attimi vulnerabili al fuoco nemico, mettendoci quindi nell'esigenza di trovarci un riparo sicuro. Fortunatamente è contemplato anche l'attacco a mani nude, ergo, se si rimane senza munizioni si può sempre usare il fucile come arma contundente, ma si tratta di rari casi, dato che le munizioni abbondano.
More of the same
Killzone 3 è evoluzione del secondo capitolo. Sebbene gameplay e livelli siano rimasti più o meno invariati, è la scenografia e le sessioni a fuoco che hanno beneficiati di notevoli migliorie. Innanzitutto la varietà delle ambientazioni, laddove ci ritroveremo a combattere per le strade di Helghan prima per poi spostarci nelle fitte giungle e foreste del pianeta, salvo ritrovarsi in pianure innevate. Insomma, cambiano le scenografie tutto a vantaggio del dinamismo, che rende Killzone 3 assai più godibile e giocabile. Ogni locations infatti può contare su nemici distinti e, cosa assai più importante, su strutture completamente diverse. In questo contensto al giocatore viene richiesto un apposito studio territoriale per identificare punti strategici atti sia alla difesa e sia all'attacco. E qui va fatto un plauso a Guerrilla che ha realizzato un level design unico, imponente, dettagliato. Sebbene Killzone 3 rimanga un FPS rigido, con livelli lineari e poche strade alternative, è l'estensione delle mappe che fa aumentare la frenesia in-game. Da angusti spazi claustrofobici ad aree di svariati mq di estensione, in Killzone 3 la parola d'ordine è varietà. E in ogni singolo ambiente tutte le minacce degli Helghast sono varie, diversificate, studiate appositamente per sfruttare al massimo tutto l'ambiente circostante (ripari, mimetizzazione, raggiri e così via). Ad esempio nei livelli della giungla la minaccia principale sarà la fauna locale, con enormi insetti carnivori che rimandano un po' ai mostri visti in Lost Planet. Immersivo. Immersive sono anche le frequenti cut-scenese che fanno chiarezza sulla situazione bellica tra ISA ed Helghast e, in modo più approfondito, le introspezioni psicologiche di ambo gli schieramenti.
Attentiiiii, un missile!!!
Con una AI degna di nota, un level design immenso, situazioni sempre diverse sul campo di battaglia, Killzone 3 si presenta come una pietra miliare degli sparatutto in prima persona, del calibro di Halo e Call of Duty. La spettacolarità dei combattimenti infatti, resi maestosi anche da diversi tocchi di classe e da una tecnica sopraffina, sono all'ordine del giorno. E l'incessante spostamento a piedi è tal volta condito da sequenze memorabile, come quando ci si ritrova a bordo di potenti Mech ed altri mezzi di distruzione. In altre parole giocando a Killzone 3 non si percepisce mai la sensazione di deja vu o di ripetizione degli eventi. Tutto è scandito con un certo ritmo infuso da Guerrilla in maniera perfetta, che alterna cut-scenes a fasi d'attacco, da ritirate a sessioni in pieno stile rail shooting. Con una razionalità e semplicità disarmante, il cammino tortuoso verso i titoli di coda sarà un'avventura da vivere tutta d'un fiato e che regalerà non poche emozioni. Unica pecca è nel charachter design, ancora una volta poco ispirato e piatto che non coinvolge emotivamente al massimo il giocatore. Maggiore cura in questo settore avrebbe senz'altro giovato di più. Peccato anche per la brevità della campagna in solitario, 8 ore per finire il gioco in modalità Difficile (a livello Normale è davvero una passeggiata di salute) e un generale abbassamento della difficoltà rispetto a Killzone 2.
Distruzione online
Terminata l'affascinante avventura in single player ci si può ovviamente dilettare nell'altrettanta appassionante modalità online, che prevede un tetto massino di 24 giocatori partecipare a Guerrilla Warfare (Team Deathmatch), Warzone (Piazza la Bomba), Operation (Attacco e Difesa in operazioni cooperative). La prima modalità è giocabile su ben 5 mappe(anche se è arrivata già una prima espansione) ossia Kaznan Jungle, Pyrrus Crater, Bilgarsk Boulevard, Frozen Dam e Akminr Snowdrift. Le mappe, ispirate da alcuni livelli della storia in locale, sono ottimamente realizzate, vaste e articolate. In Operation si giocherà invece su Frozen Dam, Akmir Snowdrift e Mawlr Graveyard. Infine Warzone, un misto di obiettivi per entrambe le squadre da raggiungere entro il tempo stabilito si gioca su 6 mappe, ovvero Corinth Highway, Pyrrhus Crater, Bilgarsk Boulevard, Frozen Dam, Akminr Snowdrift e Mawlr Graveyard. Al giocatore viene poi datata la possibilità di far crescere il proprio guerriero online tra 5 classi disponibili con tanto di sistema di premi e gadget da sbloccare progressivamente. Ovviamente ogni classe detiene dei punti bonus e caratteristiche diverse, tra armi e abilità. Abbiamo quindi il Cecchino (ottimo per mimetica e armi a lunga gittata), L’ingegnere (buono per gli scontri a corto-medio raggio), il Tattico (fuoco a media distanza e possibilità di conquistare i respawn point avversari), l'Infiltrato (armi a corto raggio e possibilità di inserirsi tra le file nemiche senza essere scoperto facilmente), il Medico (armi a medio raggio e possibilità di rianimare i compagni caduti). Le partite online hanno dimostrato un ottimo net-code, conpochissimo LAG e stanze sempre pieno di utenti. Stupendo.
Tecnicamente spietato
Killzone 3, oltre ad essere bello da giocare è anche stupendo da guardare. Guerrilla ha infatti risolto i piccoli bug del predecessore aumentato anche l'impatto visivo. Il risultato è sensazionale, con un motore fluidissimo che muove a schermo una pletora di elementi, su scenografia imponenti e vaste. Sono aumentati i colori e i contrasti cromatici, sono aumentati i filtri visivi che rendono l'esperienza di gioco estremente realistica ed affascinante. A tratti sembra quasi di vedere ul film di guerra, con la differenza però che si tratta di un videogioco. I movimenti fluidi e reali di tutti i personaggi, le esplosioni, le raffiche di proiettili, la polvere che si alza e una più che discreta interazione con l'ambiente circostante rendono Killzone 3 uno dei titoli più impressionanti sotto il versante tecnico. Maestoso ed imponente, Killzone 3 riesce a spremere a fondo l'hardware di PS3 regalando una bufera di efeftti speciali e architetture maestose, senza intoppi e senza fronzoli. Anche l'audio, ad eccezione del doppiaggio in italiano, troppo scurrile e anonimo, rappresenta il top per un videogame, con effetti incredibilmente realistici e perfettamente realizzati, soprattutto per quanto concerne i rumori di raffiche e le esplosioni. Se avete un impainto Dolby Digital non fate sconti, colleate il tutto per un'esperienza acustica di prim'ordine. Infine ricordiamo a tutti che Killzone 3 è compatibile con Move: anche in questo caso Guerrilla ha fatto centro proponendo un gameplay si più semplificato (causa lock-on automatico sul nemico) ma anche perfettamente congeniatoal PS Move. I movimenti sono sempre fluidi e precisi, anche se il Navcontroller è altamente consigliato al posto del classico pad da affiancare al Move per i movimenti. Guerrilla riesce ancora a stupire, una seconda volta, rendendo de facto il suo Killzone 3 lo shooter in prima persona più bello e completo su PS3. Non serve aggiungere altro.


