Non si può rimanere stupiti del fatto che questo settore dell’impresa videoludica susciti i dubbi di parecchi dei giocatori più avvezzi ad una certa originalità nell’esperienza videoludica, con il risultato di ritenere gran parte dei giochi che si fanno per queste console poco più che niente in termini di valore videoludico (questo sconosciuto).
Ma alle volte bisogna ricredersi: e questo è il caso di JAZZ: Trump’s Journey. Sparaflashato su tutte le principali console portatili del momento, ovvero iPhone, iPad e Mac, e sviluppato da Egg Ball con BulkyPix, il prodotto in questione è degno di un po’ di considerazione: trattasi di un platform ambientato nell’America degli anni ’20, ed interpreteremo Trump, che ci racconterà la sua storia. Curiosamente non deve molto a Super Mario, e si presenta con un po’ di originalità che non guasta di questi tempi. Non dovremo fare fuori funghi allucinogeni, né tanto meno correre dietro ad angeliche rappresentazioni di donne: i nostri nemici saranno dei poliziotti, ed i boss saranno collegati al mondo del periodo in cui tutto è ambientato. Insomma, qualcosa di più “adulto”.
Nel corso dell’avventura dovremo raccogliere qualche oggetto, come note musicali, oppure ritratti. Avremo da risolvere anche qualche enigma, ma niente di troppo difficile – come al solito, nella struttura platform di genere ci si collega la struttura enigma. Come il nome parlante del protagonista ci ricorda, ad un tratto troveremo la nostra tromba, che potrà fermare il tempo, e con cui potremo risolvere altri enigmi oppure “attacare” i nemici. Menzione positiva lo merita anche il lavoro ed il lato grafico, curato e stilizzato, che certamente manifesta una intenzione espressiva. Similmente la colonna sonora, ovviamente ispirata al Jazz, è briosa e ben realizzata, con gusto e senso. Forse questi elementi sono i migliori del gioco.
Nel bene e nel male è sottotitolato in italiano, pure in maniera decente.


