Inquesto periodo di guerra tra le console, chip ultra prestazionali,
tonnellate di poligoni, effetti grafici da capogiro, console portatili
con specifiche tecniche inaudite, Nintendo persevera nella sua
politica di supportare il suo piccolo gioiello a 16 bit, forse il vero
artefice del perdurato successo della software house nipponica. Ed ecco
che, quasi in sordina la grande N ci omaggia di un nuovo Zelda: The Minish Cap,
forse a voler dimostrare che, in alcuni generi di giochi come l'action
GdR, non bisogna necessariamente fare affidamento sul comparto grafico,
ma puntare alla storia ed alla caratterizzazione del personaggio.
Titolo:
The Legend of Zelda: The Minish Cap | Formato: GBA |
Distributore: Nintendo | Sviluppatore: Capcom |
Genere: GDR | Numero di giocatori: 1 | Multiplayer: No |
Supporto: 1 Cartdridge | Versione: PAL |
Testi: Italiano | Dialoghi: Assenti
The Legend of Zelda: The Minish Cap | Formato: GBA |
Distributore: Nintendo | Sviluppatore: Capcom |
Genere: GDR | Numero di giocatori: 1 | Multiplayer: No |
Supporto: 1 Cartdridge | Versione: PAL |
Testi: Italiano | Dialoghi: Assenti
Story line
Il
gioco inizia con una serie di schermate che ci permettono di inserire
il nome del nostro personaggio (Link per i puristi) e poche altre
opzioni. una breve presentazione con testo a schermo su immagini fisse
ci introduce alle vicende di questa nuova avventura: un mondo reso
gioioso dalla celata esistenza di un popolo in miniatura (i Minish)
che, per suggellare l'alleanza centenaria con gli umani, dona loro una
spada simbolo di protezione e buon auspicio. Ma i tempi felici stanno
per terminare, un nuovo "vecchio" nemico, il malvagio Vaati,
introdottosi sotto mentite spoglie alla festa annuale in onore dei
Minish, con un incantesimo distrugge la spada e pietrifica la giovane
principessa Zelda.
Il regno è in crisi, l'unico modo per rompere
l'incantesimo è far riforgiare la spada sacra dal popolo dei Minish
che, guarda caso, si manifesta ormai solo ai bambini; ragion per cui,
tutte le speranze del regno sono affidate al giovane Link. Qui inizia
la nostra avventura, fatta di dialoghi con gli abitanti delle varie
locazioni e di esplorazione di svariati dungeon pieni di enigmi quasi
fossimo alle prese con una avventura grafica alla Monkey Island.
Un cappello per amico
L'innovazione
di questo nuovo titolo si concretizza con la conoscenza del nostro
personaggio di supporto: Egeyo, un incrocio tra un cappello e una
papera che ci aiuterà nella risoluzione delle guest chiedendo il suo
parere con il tasto select; ma soprattutto ci inizierà alle pratiche di
miniaturizzazione.
Il mondo con gli occhi dei Minish
Il
nostro Link infatti, sarà costretto a vivere l'esplorazione dei dungeon
e in diversi momenti, talvolta con le sue dimensione reali, talvolta in
versione minish. Qui la Nintendo ha dato il meglio di se: giocando lo
stesso dungeon in modalità minish, si può avere accesso a sezioni nuove
della mappa: quella che in versione normale è una vecchia scarpa rotta,
in versione minish risulta essere la dimora di qualche folletto; una
piccola crepa su un muro potrebbe nascondere un mini portale con una
immensa mini-locazione tutta da esplorare.
Il tutto è stato
concepito con l'intento di delineare l'avventura principale e di
aggiungere un notevole numero di ore di gioco. lo stesso concetto
micro-macro, lo si ritrova in altre forme in precedenti avventure della
saga come il lato chiaro e il lato oscuro trattato in Ocarina of Time.
Il giocatore sarà portato a rigiocare le varie locazioni della storia
in momenti differenti, a volte per ottenere oggetti speciali, altre per
proseguire nel corso dell'avventura principale.
Le mille sfaccettature di Zelda
Altro
aspetto distintivo del gioco è l'innumerevole numero di cose da fare:
tantissime sono le sotto guest, molte acquisibile già da subito, alcune
di minore importanza come la ricerca delle coccò nella città di Yrule,
altre di una certa rilevanza, come l'apprendere nuove tecniche di spada
presso il dojo di Yrule, altre ancora fondamentali come il reperimento
delle pietre della gioia: questa bellissima sotto guest ci porterà a
cercare dei frammenti di amuleti sparsi per il mondo per poi cercare di
fonderli con i frammenti di cui sono in possesso svariati personaggi
del gioco; questa caratteristica ci porterà a parlare con tutti i png
che incontreremo al fine di riuscire a ricostruire qualche amuleto
porta fortuna.
Tra i tanti amuleti, distinti per forma del frammento
e colore dello stesso, hanno diverse funzioni: si va dai pezzi verdi
che permettono di rintracciare tesori nascosti, ai pezzi color oro che
interagiscono in maniera principale sulla storia (sbloccano nuove
locazioni della mappa ecc.). Il tutto porta un notevole incremento
delle cose da fare e una notevole varietà alla storia principale.
Pensare è Giocare
Una
nota di merito va fatta al gameplay: così come Nintendo ci ha già
abituati, anche questo zelda risulta essere la quintessenza della
giocabilità: i pochi pulsanti del nostro GBA vengono sfruttati tutti a
dovere, la leva direzionale per i movimenti, i tasti A e B per le armi
che di volta in volta si andrà ad abbinarvi (spada, scudo, bombe,
l'otre aspiratutto, il bastone sottosopra) il tasto R per interagire
con i fondali (sollevare massi, cespugli, spostare mobilio, parlare con
i Png) il tasto L per attivare il menù di fusione dei frammenti di
gioia, il tasto select per richiamare il nostro consigliere e il tasto
start per accedere al menù equipaggiamento ed alla mappa.
Il
nostro Link si muoverà rispondendo esattamente ai comandi impartiti al
pad, vedrà aumentare il numero di azioni particolari andando avanti con
la storia, interagirà in maniera simpatica con moltissimi elementi del
fondale: aprirà porte e caverne facendo brillare la sua dotazione
limitata di bombe, salterà burroni sfruttando l'elasticità di
giganteschi funghi, attraverserà laghi usando piante acquatiche a mo' di
zattera, il tutto condito da una vena fumettosa e fiabesca che tiene il
gioco su livelli divertenti e mai troppo seriosi.
Quando la (terza) dimensione non conta
Nintendo,
maestra di giochi, dimostra al mondo intero come lo stile
bidimensionale sia ancora concorrenziale, tutt'altro che defunto e in
questi casi molto più congeniale del tanto decantato 3D. Il comparto
grafico pertanto risulta ottimo con una miriade di pixel coloratissimi,
ben dettagliati e finemente sincronizzati tra loro. Lo stile grafico
riprende a piene mani l'ultimo capitolo uscito per GameCube con grafica
fumettosa e sbarazzina.
Tutti i personaggi sono ben caratterizzati
e dotati di tantissimi sprite, molte sono le animazioni del personaggio
principale implementate rispetto ai precedenti episodi e tutte
interlacciate a divertentissimi effetti sonori che immergono il
giocatore nelle atmosfere divertenti dell'avventura.
Monster world
Bellissimo e molto vario il parco mostri che la grande N ha messo a disposizione nel mondo di Zelda: spassosi sputa-noccioli, colonne di talpe, tartarughe stealth, tutti i mostri hanno un metodo diverso per essere uccisi.
Il
livello di sfida parte molto basso, inizialmente i mostri non ci
daranno alcuna difficoltà ma andando avanti con l'avventura, dovremmo
trovare i giusti meccanismi e addirittura le corrette strategie di
battaglia: un esempio, se aspiriamo la copertura-cespuglio delle
tartarughe stealth, le stesse rimarranno imbambolate per alcuni secondi sufficienti ad avvicinarsi ed abbatterle. Il tutto concorre ad avere
dungeon sempre vari sotto l'aspetto dei combattimenti che risultano
immediati ed a tratti ironici. Se per i combattimenti la curva di
crescita della difficoltà risulta lenta, discorso diverso va fatto per
la storia e le varie fasi di esplorazione. l'esplorazione va fatta in
maniera minuziosa, qualsiasi cespuglio o filo d'erba può nascondere un
tesoro mentre la storia non pecca mai di eccessiva linearità, così da
rendere il titolo in questione un gioco vario e con pochissimi momenti
di frustrazione.
Giocare Zelda, in tutte e 12 le uscite che
ci sono state presentate negli ultimi 15 anni è vivere una avventura
sempre nuova ed avvincente, è gratificare la propria voglia di giocare
con titoli sempre all'altezza, è respirare a pieni polmoni il
Nintendo's way. Minish Cap non è da meno e dimostra che gli
sviluppatori non si sono limitati a sfruttare una licenza tanto
gloriosa ma hanno dato una vita a se stante a questo titolo, tanto da
renderlo una piccola perla che ogni amante del genere dovrebbe
possedere.
Pro
+ Livello grafico encomiabile
+ Moltissime sottoguest
+ Giocabilità immediata
+ Versione pal commercializzata
prima della ntsc u/cContro
- Lancio commerciale "in sordina"
- Gestione dell'equipaggiamento delle
armi macchinosa
Giochi consigliati:
- Zelda: The Four Swords (GameCube)
- Zelda: Ocarina of Time (Nintendo 64)
- The Legend of Zelda: A Link to the Past (GBA)
- Zelda II: The Adventure of Link (GBA)


