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Sword of Mana Hot

 
Sword of Mana

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ImagePiù di una volta ci è capitato di sentire commenti negativi sul GBA e sulla Nintendo dovuti alla sua politica di porting e remake su cui basa una buona parte del suo mercato.
Dobbiamo ammettere che anche AoG inizialmente non apprezzava troppo la così larga presenza di vecchie glorie 8 e 16bit riadattate sul piccolo gioiello Nintendo, ma dopo aver provato l’ultimo titolo che mamma Square ha estratto dal cilindro non abbiamo potuto far altro che ricrederci.



Titolo: Sword of Mana | Formato: GBA | Distributore: Square-Enix | Sviluppatore: Interno | Genere: RPG | Numero di giocatori: 1 | Multiplayer: No | Supporto: Cartridge | Versione: PAL | Testi: Inglese | Dialoghi: Assenti


Stiamo parlando ovviamente di Sword of Mana, remake del Seiken Densetsu uscito nel 1991, primo capitolo della serie qui in occidente conosciuta col nome Mana.
Square, memore dello sbiadito successo ottenuto dalla vecchia versione GB , ce lo ripropone con un gameplay revisionato e una grafica addirittura superiore a quella che c’aveva regalato con FFTA.

G & S: IL MEGLIO DI QUANTO OGGI IL GBA PUO' OFFRIRE UNITO AI TEMI DI UN TITOLO DI ALTRI TEMPI

È proprio sotto l’aspetto visivo che i B.B, squadra che aveva già lavorato all’originale quattordici anni fa, hanno concentrato i loro sforzi, riuscendo a realizzare un titolo che per esuberanza di colori si avvicina molto al Secret Of Mana per Super Famicom, fino a superarlo in alcuni straordinari fondali realizzati meticolosamente a mano.
Niente da rimproverare poi agli sprite e soprattutto al design dei personaggi, di buon livello e mai ripetitivo: ogni personaggio sfoggia un gradevole mezzobusto che permette di identificarli al meglio e, nonostante l’alto numero di umani, nani e mostri che intervengono nelle vicende, i ritratti non scadono mai nella ripetitività, neanche tra i tanti cittadini dei borghi che non partecipano allo svolgimento della trama.
Sempre sotto l’aspetto grafico è da segnalare l’effetto che il passaggio delle ore ha sui minuziosi fondali, che cambiano colori e sfumature a seconda che sia giorno, tramonto o notte.
Tale caratteristica, oltre che svolgere un ruolo prettamente estetico, influenzerà lo svolgimento della trama permettendo in alcuni tratti della vicenda di raggiungere o meno alcune locazione.
Per quello che riguarda il sonoro non molto è cambiato dalla versione per GB; ovviamente riarrangiati dal maestro Kenjio Ito, i temi di una volta risultano profondi e godibili, sicuramente superiori alla media del GBA ma non paragonabili a quelli dei due Golden Sun.
Sempre sul sonoro, va purtroppo segnalato lo spiacevole suono che simula la voce dei personaggi, caratteristica già presente nella saga Camelot forse introdotta per dare un tocco di realismo ai dialoghi (???), ma che a mio avviso suona solo come una cattiva interruzione delle armoniose musiche.

GAMEPLAY: I MIGLIORAMENTI RISPETTO ALL’ORIGINALE CI SONO E SI VEDONO

Parlando del gameplay, come già detto, si sono fatti passi avanti rispetto a quanto offerto in FFA, affinando gli incontri e perfezionando il sistema di potenziamento dei personaggi tramite la raccolta di semi, materie prime ed oggetti utili per la creazione di nuove e più potenti armi.
Armi che potranno essere sostituite durante la battaglia con altre più consone al nemico che ci si accinge ad affrontare o che potranno essere potenziate tramite l’evocazione di spiriti magici che se da una parte ricordano i Dijin di Golden Sun, dall’altra strizzano l’occhio alle Guardian Force di Final Fantasy, sfoggiando colorate e pregevoli animazioni.
Due i personaggi che si potranno utilizzare durante le animate battaglie, ma uno solo di questi sarà direttamente controllato dal giocatore: l’altro sarà affidato alla quasi assente intelligenza artificiale del gioco che cercherà al miglior modo di gestire il vostro compagno al quale potrete comunque dar prima della battaglie delle direttive su come comportarsi (sistema che ricorda il sempre Square, Kingdom Hearts).
Ad ogni modo in caso di difficoltà vi basterà premere un tasto per impersonificarvi nel secondo eroe e sostituirvi al computer che andrà ad occuparsi del rimanente personaggio.
Come nella più classica tradizione Square non mancano i boss di fine dungeons che sicuramente vi daranno molti più problemi degli alquanto banali incontri semi-casuali.
Frequente l’avanzamento di livello, che attivando una finestra tra le opzioni, permetterà di potenziare i valori tramite un job system estremamente semplificato con cinque tra le classi basilari.
Parlando delle dimensioni della mappa non posso che elogiare il lavoro dei ragazzi B.B. che hanno saputo regalarci un mondo ricco di locazioni segrete, foreste alla Zelda e città zeppe di case e personaggi.

TRAMA E LONGEVITÀ: POCO CAMBIA DALLA STORIA ORIGINALE, SOLAMENTE RIADATTATA AL NUOVO CONTESTO GRAFICO

Sword of Mana non delude nemmeno per quello che riguarda la longevità.
Davvero alto il numero delle ore che il titolo offre per quello che riguarda il semplice intreccio della vicenda, numero che sale se si ha voglia e tempo di affrontare le numerose sottoquest o che addirittura si raddoppia se, una volta completato si ha voglia di riaffrontare l’avventura sotto l’ottica del secondo personaggio scartato all’inizio del gioco.
Trama e caratterizzazione dei personaggi, invariati rispetto all’originale, sono entrambi su buoni livelli, soprattutto per quello che riguarda i due protagonisti (spetterà a voi dargli un nome) e l’oscuro signore, enigmatica figura intenzionata ad estirpare la diffusa eresia legata al culto della dea Mana, diffuso in tutto il mondo.
Ad origine di tale religione vi è il Mana Tree, sorgente energetica che racchiude il se tutto il devastante potere di quell’essenza che è materia prima di tutto il creato.
Grandi battaglie furono un tempo combattute per il possesso di tale energia e grandi sacrifici furono necessari per riportare l’equilibrio nel mondo, ma quelle che un tempo erano affascinanti storie sono ora solo lontani ricordi e sbiadite leggende che il nuovo signore di Granz interpreta come pericolose eresie da combattere…

FINALE: UN TITOLO pressoché INEDITO CHE SI VA AD AGGIUNGERE NELL’OLIMPO DEI CAPOLAVORI DELLA LA CONSOLE NINTENDO

Recensire un gioco di questa fattura è sempre un piacere, pecche rilevanti non ve ne sono o comunque vengono inglobate e nascoste dall’ottimo lavoro svolto dal team realizzatore che ha saputo fondere a perfezione il meglio di un classico di altri tempi con la nuova grafica che il GBA può offrire.
Un plauso a Square che ci ha mostrato come si può trasformare in un capolavoro pressoché inedito il fantasma di un titolo di 14 anni fa.

Voto: 80% 


Pro

+ Grafica ad altissimi livelli
+ Buona longevità
+ Grande varietà di nemici
Contro

- Sistema di gestione oggetti poco immediato


Giochi consigliati:

- Legend of Zelda: Four Swords (GBA)      










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