Quando una macchia nera comparve sull'Antartico l'umanità divenne irrequieta; quando iniziò ad espandersi, l'ansia si trasformò in panico. Il Joint Project decise di discutere su come far fronte a questa anomalia in via d'espansione e decise d'inviare quattro mezzi di trasporto con a bordo i migliori soldati e la tecnologia più all'avanguardia. La missione è investigare cosa giace al di là di ciò che è stato definito come Schwarzwelt e scoprire se esiste un modo per fermarne l'espansione dal coprire l'intera Terra.
Dungeon crawler vecchio stile, con demoni
Dopo la deriva strategica avvenuta con Devil Survivor, Atlus Co. porta Megaten alle sue origini, tanto che molti giocatori considerano questo Strange Journey a tutti gli effetti il quarto episodio della serie da mettere subito dopo Nocturne/Lucifer's Call per PS2 saltando tutto ciò che è venuto in mezzo. Strange Journey è un dungeon crawler in prima persona della peggior specie. Il che è fargli un complimento. Qui non ci sono né santi né demoni (alcune centinaia) che tengano e chi si appresta ad affrontare il viaggio è bene avvisato: è un titolo sfiancante, meno se paragonato alla serie Etrian Odyssey per quanto riguarda la mappa che qui si auto completa da sola e non necessita di essere definita con pennino e tanta pazienza, ma molto di più riguardo al dungeon design, realizzato in modo da far saltare i nervi a chiunque soprattutto nelle fasi da metà avventura in poi. Labirinti colmi di nastri trasportatori, dozzine di stanze con porte a senso unico, dozzine di botole tra cui destreggiarsi per trovare la via d'uscita, dozzine di teletrasporti che gridano “amo Phantasy Star II alla follia e sono rimasto in una caverna dal 1989 ad oggi”. I livelli si strutturano tutti su più piani, verso l'alto o il basso o in entrambe le direzioni: alcuni presentano pochi piani, limitati e di facile navigazione mentre atri ne mettono in campo molti di più e dalla complessità maggiore. Spesso alla prima visita si può esplorare poco perciò sono richiesti più passaggi, obbligatori per esigenze di trama, opzionali o come extra nel New Game+. La rigiocabilità di Strange Journey è molto alta. L'esplorazione in prima persona è ispirata ai capisaldi del passato con titoli come Zelda A Link to the Past o Super Metroid e avviene ritrovando particolari materiali rari che il laboratorio di ricerca trasformerà in utili applicazioni da equipaggiare sulla propria DEMONICA, la tuta che indossano i membri del team investigativo della storia.
Le applicazioni ausiliarie donano vari effetti, come rigenerazione dell'energia, più esperienza, soldi ecc, mentre quelle principali sono in grado di migliorare il proprio radar con cui individuare materiali più rari, mostri segreti, combattimenti opzionali, side quests, portali o donano la capacità di aprire porte di livello sempre maggiore per proseguire con gli eventi. Durante l'esplorazione si è bersagliati da scontri casuali. Durante i combattimenti a turni appaiono formazioni di demoni di vario tipo. La fauna di Strange Journey è vastissima, tanto che non è possibile vedere tutti i mostri ad una prima partita. In battaglia è possibile contrattare con i demoni e convincerli ad unirsi a noi. Il segreto per restare in vita è quello di avere numerosi alleati sempre pronti a venir fusi tra loro per ottenere nuovi demoni. Le fusioni possono avvenire ovunque, non c'è bisogno di una stanza particolare come nei vari Persona. Ciò permette di far fronte abbastanza agevolmente alle numerose minacce. Uno degli aspetti più originali del gioco è l'inserimento di un sistema di password con cui esportare ed importare demoni nella propria partita e renderli disponibili in cambio delle buone e fide Macca. Più i demoni sono stati customizzati e più costano. Il sistema è ottimo se sfruttato in sinergia con i propri amici e le loro copie del gioco, così completare il Compendium risulta più semplice o anche solo ottenere un valido aiuto magari nei confronti di un boss che proprio non ne vuole sapere di schiattare. La difficoltà di questo nuovo Megaten è nella media, con picchi piuttosto alti in alcuni scontri particolari. Alle volte si crepa a causa di un mancato miglioramento dei propri equipaggiamenti.
I materiali racimolati possono essere combinati nel laboratorio per sbloccare nuovi oggetti. Spade, pistole, fucili, armature, accessori...tutto va creato o recuperato sul campo (Snake si sentirebbe a casa). A seconda di quali risposte si diano in certe situazioni il proprio allineamento morale oscillerà tra Law, Neutral o Chaos influendo su vari fattori nel gioco ma fondamentalmente sulla parte finale con boss diversi, nemici e finale annesso. Con soli due slot a disposizione per i salvataggi purtroppo non è possibile vedere tutto a meno di cancellare qualcosa. Graficamente è un gioco buono anche se con pop-up eccessivo e animazioni dei mostri non sempre esaltanti mentre musicalmente è accattivante e malato come Meguro non faceva da tempo: tra marcette e cori inquietanti la sensazione è davvero quella di essere a metà strada tra il proprio mondo e qualcosa di ultraterreno, come nel setting del gioco. La storia è buona, accompagnata da tonnellate di dialoghi ben scritti. Qualcuno potrebbe storcere il naso su certe affermazioni o avvenimenti (soprattutto nel chaos path) ma è bello ricordare sempre che è solo un gioco.


