Dopo aver spremuto a dovere la PS2 con vari episodi e spin-off, Shin Megami Tensei approda anche sui portatili. Mentre fra poche settimane il NDS riceverà un nuovo episodio esplicitamente dedicato e su PSP vedrà la luce un porting migliorato di Persona 3, l'occidente si ritrova per le mani Devil Survivor su NDS in attesa del remake di Persona su PSP. Ha inizio una nuova avventura non convenzionale.Sette giorni e così tanto da fare
Sembrava una giornata come tante altre, in giro con gli amici per una delle metropoli asiatiche per eccellenza quando in seguito a vari eventi improvvisi (per voi) ci si ritrova completamente impossibilitati a tornare a casa e attaccati da dei demoni dopo aver trafficato con dei pc portatili. Sconfitti, decideranno di seguire i nostri protagonisti per dargli man forte e sopravvivere. Di lì a poco la situazione precipita. Tutte le stazioni della metropolitana sono chiuse, un'intera area di Tōkyō viene “sigillata” dalle Forze di Autodifesa, demoni iniziano a comparire qua e là e cosa non da poco il nostro silent protagonist inizia a vedere su ogni persona degli orologi con dei numeri rappresentanti quanti giorni restano da vivere al soggetto interessato. Inizia così una corsa contro il tempo per restare in vita, cercando di cambiare il proprio destino di morte certa.
Tutte le giornate sono divise in slot temporali di mezzora ciascuna. Da un menù potremo scegliere in quale area di Tōkyō muoverci per compiere varie azioni. Alcune voci hanno delle icone accanto, segno di una battaglia obbligatoria, la presenza di un personaggio con cui parlare o di un evento da guardare. Se non vi sono icone particolari, spostarvi o altro non vi costa nessuna delle mezzore a disposizione. Le battaglie opzionali ad esempio non portano via tempo e possono essere ripetute quanto si vuole, anche se a lungo andare diventano inutili in quanto più diventate forti e meno esperienza ottenete. Il loro scopo è quello di prepararvi per le battaglie legate alla storia, tutte abbastanza impegnative. Nel caso scegliate certi percorsi, diventano massacranti. Non c'è tempo a sufficienza per fare tutto e spesso dovrete scegliere quale evento di quale personaggio guardare. A seconda di ciò che risponderete durante questi eventi e i normali dialoghi inizierete ad accumulare punti invisibili verso uno o più personaggi, di cui potrete scegliere il percorso da seguire durante l'ultimo giorno dell'avventura. Qui la difficoltà varia tantissimo. Non è molto difficile capire qual è la strada normale da seguire, così da finire il gioco in scioltezza e poi nel New Game+ grazie a vari vantaggi elargiti tentare strade diverse. Peccato per l'unico slot disponibile per il salvataggio, considerato che le possibili conclusioni sono sei.
Non potrebbe essere SMT senza demoni, e infatti ne vedremo in abbondanza a patto di avere soldi a sufficienza. Non essendoci oggetti di ricarica o armi e armature da comprare, tutti i nostri soldi andranno usati nella casa d'aste. A parte i primi tre demoni ad inizio gioco, una sorta di regalo nei nostri confronti, in Devil Survivor i demoni vanno comprati o vinti all'asta sperperando una fortuna. E' possibile avere anche più demoni dello stesso tipo sia nell'inventario che in battaglia. Ogni personaggio principale è infatti un leader affiancato da due demoni. Se il leader muore, muoiono anche i suoi demoni. Allo stesso modo gli sprite dei nemici contengono al loro interno uno o due demoni di supporto.
Gli scontri avvengono sulle classiche mappe con visuale isometrica e divise in quadretti. Gli avversari non aspetteranno i vostri comodi e vi verranno a cercare, spesso mettendovi in seria difficoltà. A seconda di cosa decidiate di fare, la vostra icona nella barra dei turni si sposterà più o meno verso destra, facendovi agire più lentamente. Potrei sbagliarmi, ma mi è parso che a parità di azioni la cpu sia sempre in leggero vantaggio in fatto di velocità con cui arriva il suo prossimo turno. Una volta deciso chi attaccare la schermata passerà in prima persona, e dovrete decidere quale sprite colpire con saggezza. Sfruttare le debolezze avversarie o compiere altre azioni vi regalerà ad esempio un utilissimo attacco extra. La difficoltà del gioco è piuttosto impegnativa, perciò è meglio sfruttare al massimo ogni fattore a proprio vantaggio. Già dopo pochissimi combattimenti sarete nei guai e fare esperienza non è che risolva di molto le cose a lungo termine. Ecco tornare quindi la possibilità di fondere i propri demoni per ottenerne di migliori. Personalmente ritengo la parte delle fusione un aspetto del gioco gestito non proprio bene, sia a livello d'nterfaccia grafica sia per l'assenza del Compendium da cui evocare demoni precedentemente ottenuti e registrati. E' però presente una funzione di ricerca, così nel caso vi serva un certo demone potrete vedere alcuni modi per ottenerlo tramite fusione. Un altro aspetto che non mi è piaciuto di Devil Survivor è proprio il ruolo dei demoni. Non avrete tempo di affezionarvi a qualcuno di loro o sfruttarlo al massimo poiché sarete sempre alla ricerca, tramite fusione, di qualcosa che riesca a stare dietro agli avversari. Per fortuna è possibile scegliere le skill che il demone così generato si porterà dietro come regalo dai “genitori”. Sempre a proposito di skill, nel caso dei protagonisti il gioco vi dà la possibilità di equipaggiare otto tecniche diverse suddivise in tre classi. Le tecniche non s'imparano tramite level up ma si ottengono alla morte degli avversari. Ad inizio battaglia è infatti possibile vedere se ci sono skill che non avete, quali mostri ne sono in possesso e assegnare un team atto ad uccidere quel particolare mostro. Uccisolo con il team giusto avrete la vostra skill nuova di zecca da equipaggiare subito oppure rimandare al pool di tecniche comuni. In Devil Survivor i personaggi attingono ad un pool di skill in comune equipaggiabili da una apposita schermata. Scordatevi di avere Megidolaon su tutti i personaggi, o anche semplicemente Dia. Una ce n'é e sta a voi decidere a chi assegnarla. In questo modo il gioco vi obbliga a pensare seriamente a come personalizzare ogni pupazzetto a seconda del ruolo che gli volete assegnare. Il nostro protagonista poi ha una limitazione extra data dalle sue statistiche base: se non sono sufficienti alcune abilità non possono essere equipaggiate. Ad ogni level up è possibile assegnargli liberamente un punto, mentre i compagni migliorano più verso determinati stereotipi errepiggistici.
Per quanto riguarda tutto il resto, abbiamo una grafica discreta che fa il suo dovere, anche se gli sprite in battaglia così puccettosi fanno sorridere. Fortunatamente nella visuale in prima persona durante gli attacchi hanno l'aspetto che gli si conface. Buona la musica, che accompagna la storia senza mai essere invadente. Sia il cambio di character design che di composer non ha fatto subire alla serie un calo qualitativo. Anche la trama risulta come al solito interessante e poco sulla linea del jrpg classico che ci si aspetterebbe di trovare su NDS.


