Terra, acqua, fuoco e vento sono i quattro elementi che stanno alla base di tutte le cose del mondo. L'alchimia è lo studio scientifico di questi elementi. In un passato ormai lontano, i principi dell'alchimia furono occultati per evitare che il potere degli elementi potesse distruggere il mondo stesso. Ma questi elementi sono anche la fonte da cui sprigiona tutta l'energia. Per questo, quando i principi dell'alchimia furono isolati ebbe inizio il declino del mondo.”
Camelot Software Planning
Un gruppo di avventurieri riesce ad avviare il fenomeno del “sole d'oro” dopo immani fatiche e così gli elementi furono liberati e il mondo salvato. Tuttavia l'energia scaturita da tale fenomeno fu talmente devastante da annientare interi luoghi, cambiare la geografia dei continenti e avere effetti collaterali su chi ne fu esposto direttamente. Forse sono stati più i contro dei pro e trent'anni dopo starà ai figli di quei famosi avventurieri mettere le cose al loro posto. Forse.
Camelot Software Planning è nel cuore di molti “vecchi”per aver dato i natali alla serie Shining e alle sue successive incarnazioni strategiche, ma anche per aver lasciato alla deriva gli spin off ad essa dedicati ed essersi buttata a pesce sui giochi di tennis di Mario. Sì, l'idraulico baffuto. Nel 2002 su GBA pubblicava i due capitoli di Golden Sun, in realtà un unico gioco spezzato in due parti forse per mancanza di spazio nella cartuccia o per rientrare nei costi di sviluppo che non dovevano mica essere stati bassi. Dark Dawn è il seguito diretto degli episodi per GBA. Essendo ambientato trent'anni dopo avremo un cast nuovo ma non si sfugge dai vecchi personaggi che faranno la loro comparsa in più occasioni. Il sole d'oro ha avuto un effetto simpatico su di loro. Purtroppo o per fortuna, starà a voi deciderlo, anche a questo giro l'avventura è troncata, ma almeno dura abbastanza e soddisfa giusto quando forse non se ne poteva più.
Dark Dawn non vuole rivoluzionare nulla, anzi, è pesantemente ispirato come level design e concetti vari agli episodi per GBA. E' incredibile pure come a distanza di così tanti anni basti prendere il gioco in mano per neanche trenta minuti e ci si senta subito a casa quando si inizierà ad usare la Psinergia per muovere oggetti pesanti e far crescere piante per proseguire nel proprio cammino. I vecchi ricordi tornano alla mente. Lunghissime cut scene, verbose, lente e non skippabili? Ci sono. Decine di Djinn da raccogliere e facilmente mancabili per sempre? Eccoli. Evocazioni spettacolari e inutili? Sì. Otto personaggi? Pure. Sistema di battaglia semplice e diretto e difficoltà normale? Accomodatevi. A questo si aggiungono tutti i poteri della Psinergia, un level design eccezionale, dozzine di segreti da scoprire, molti luoghi visitabili anche da subito e non in ordine come il gioco vorrebbe e quest opzionali. Sembra esserci tutto, tranne una colonna sonora che osi di più e una maggiore varietà nei combattimenti.
Tecnicamente, Dark Dawn è una delle cose più piacevoli viste su NDS, con pochissimi rallentamenti nelle fasi esplorative. Anche le città sono curate e sapientemente costruite per farvi giocare esplorando. La cura si estende fino agli interni delle abitazioni. Rovistare nei barili o nelle librerie potrebbe portarvi a scoprire oggetti o informazioni utili. Per non far sentire troppo a disagio i neofiti di Golden Sun vi è un'enorme database da cui accedere a varie informazioni e spiegazioni su termini e concetti peculiari della storia e del mondo di gioco. Ben nascosti inoltre sono cinque libri illustrati che riassumono la storia dei due giochi precedenti. Il sistema di potenziamento dei personaggi avviene ad ogni leve up in automatico. Niente punti da distribuire o tecniche da migliorare. Armi e armature sono disponibili in quantità negli appositi negozi. Un boost extra alle statistiche viene dato dall'equipaggiamento dei Djinn negli appositi slot.
I Djinn sono degli spiriti elementali che una volta recuperati e settati migliorano le vostre statistiche e possono essere chiamati in battaglia come mini summon. Se messi in standby possono essere evocati insieme in battaglia per una summon coi fiocchi. Nel caso abbiate scoperto delle tavole particolari, sarete in grado di evocare entità maggiori mettendo diversi tipi di Djinn in standby. Ogni Djinn in standby non dona i suoi bonus al personaggio su cui è settato, quindi è un po' un'arma a doppio taglio e certi boss opzionali giocheranno sul fregarvi i Djinn o disattivarveli per rendere le battaglie più a loro favore. Ogni personaggio inoltre è un adepto legato ad un particolare elemento e può sfruttare non solo tecniche e magie peculiari in battaglia ma soprattutto abilità speciali durante l'esplorazione degli scenari, su cui il gioco è completamente costruito. Un tipico livello vi vedrà spostare colonne per formare piattaforme, far crescere piante per arrampicarvi su sporgenze elevate, sciogliere o creare colonne di ghiaccio, aggrapparvi a certi piloni per issarvi da un punto all'altro e così via. Le abilità sono parecchie, i livelli stimolanti, i puzzle difficilmente annoiano e sono tutti risolvibili con un minimo di colpo d'occhio e sperimentazione e sono la parte meglio riuscita di questo Dark Dawn, un titolo soddisfacente nell'insieme di tutte le sue parti.


