It al starts with a game called “Persona”...The rumour around St. Hermelin High is that by playing the “Persona” game, you can get a glimpse of your future self. When the protagonist and his friends try it out on a lark, nothing seems to happen. But then...The protagonist and his friends all share a common dream after blacking out, in which they meet a mysterious man calling himself “Philemon”. Who and what could he be?
Per fan accaniti
Quasi quindici anni fa arrivava sui lidi occidentali, ma solo americani, Reveletions: Persona (Megami ibunroku Persona, in Giappone), spin-off della serie Megami Tensei e primo capitolo di quella che sarebbe diventata solo molti anni più tardi una serie acclamata e di successo. Venne massacrato in fase di adattamento, tra censure, cambiamenti e l'intero percorso alternativo del gioco inaccessibile. In questo porting per PSP, disponibile come download da PSN, tutto torna al suo posto, anche la difficoltà, la frequenza degli scontri, le ricompense con qualche piccola modifica per bilanciare meglio il tutto; tanto il boss finale del percorso normale vi aprirà in due lo stesso. A livello tecnico, a parte i 16:9 e FMV rifatti in stile anime ritroviamo la stessa presentazione del 1996. Non è proprio un bel vedere, siamo ai limiti della sufficienza. Lo stacco con la nuova veste grafica della mappa della cittadina da dove raggiungere le locazioni e i negozi è piuttosto notevole. Sotto un aspetto blando, ma sempre affascinante per quanto riguarda il design dei numerosissimi Persona, troviamo un buon gioco che metterà a prova i nervi dei giocatori più smaliziati e quelli di chi ha iniziato a conoscere questa serie con i capitoli più recenti. Shin Megami Tensei: Persona non si gioca come Persona 3 e Persona 4. Qui abbiamo un dungeon crawler con visuale in prima persona e combattimenti casuali su campi di battaglia in prospettiva isometrica sospesi nel vuoto o quello che è: immaginatevi un semplice sfondo colorato bidimensionale, stile campi di battaglia di Final Fantasy Tactics War of the Lions o Disgaea Hour of Darkness. I vostri cinque personaggi (come si vede che è un jrpg di una volta...) potranno usare armi bianche, armi da fuoco e le tecniche dei propri Persona tenendo conto del raggio d'azione di ogni opzione selezionata e della posizione nella griglia del campo di battaglia su cui si trovano. Con Persona vengono classificati tutti gli spiriti provenienti da varie religioni e mitologie che incontrerete durante il gioco: tra vecchie conoscenze e nuove aggiunte il loro numero è come al solito notevole. Potete avere un solo Persona alla volta equipaggiato e portarvene dietro tre a testa e passare dall'uno all'altro. Ogni Persona ha i suoi bonus base che vengono sommati alle statistiche dei personaggi. Dopo che vi sarete abituati un attimo e avrete imparato a consultare sapientemente l'automappa, sfruttare appieno l'opzione di Quick Save e aggirarvi con cautela nei dungeon quando la luna è piena, ottenute le prime armi da fuoco scoprirete che queste sono micidiali, ben più di tutti gli altri mezzi di offesa. Gli stessi Persona, nonostante il loro elevato numero e la possibilità di fonderli nella Velvet Room, sono quasi un piccolo orpello al gioco. Quelli davvero utili si contano sulle dita delle mani e il loro uso in battaglia è spessissimo relegato solo alle cure, in quanto in Persona si può sfruttare un metodo abbastanza efficace per risolvere gli scontri, a cui ricorrerete spesso: conversare con i demoni.
Ogni personaggio ha quattro modi diversi di porsi nei confronti di un demone. Quattro sono anche i possibili risultati delle conversazioni: potrete rendere felice o terrorizzare un intero gruppo di demoni aumentando così le vostre opportunità di fuga a dismisura. Oppure potreste farlo incavolare a morte ed essere obbligati a combattere o renderlo desideroso di trattare con voi: in questo caso potrete chiedere al gruppo di demoni di andarsene, di darvi qualcosa in cambio (e via di pioggia di oggetti, esperienza, soldi aggiuntivi e altro ancora) oppure farvi consegnare la loro Spell Card, se il vostro livello generale riguardo i Persona è almeno pari a quello degli avversari. Entrati in possesso delle Spell Card potrete fonderle nella Velvet Room per ottenere nuovi Persona e stupirvi di come sia una cavolata sbloccarne di livello altissimo partendo da delle scartine. I Persona sono intercambiabili solo nella Velvet Room. In sostanza, combattere è piuttosto rischioso e la migliore strategia si rivela quella di mandar via i demoni più fastidiosi contrattando con loro, tritare quelli più deboli a suon di piombo e curarsi pagando soldi negli appositi punti di recupero, tanto di soldi ne avrete a palate. Spesso le armi migliori e gli oggetti più rari da usare nelle fusioni per ottenere i Persona migliori sono disponibili come premi negli appositi Casinò dove perdere un sacco di tempo per cercare di vincere i gettoni necessari per effettuare gli scambi che vi servono.
A livello di storia abbiamo una trama interessante valorizzata molto dalla nuova localizzazione che mette in campo vari temi cari agli estimatori della serie con alcune chicche interessanti ma non aspettatevi grandissimi colpi scena o rivelazioni epocali. E' un buon inizio per cose che verranno; notare anche come la classificazione del gioco non sia la solita per un pubblico maturo ma ha più ampio respiro, il che non è un male come potreste supporre. La cosa migliore di questo Persona è il fascino generale che emana il tutto, difficile da spiegare. L'atmosfera di ogni Persona è come al solito particolare, allora come oggi. Un buon gioco più per nostalgici, curiosi e appassionati della serie ma con evidenti migliorie da apportare e un bilanciamento generale in certi punti da ripensare, di nuovo. Vi sono due diverse storyline da seguire e finali multipli per entrambe. La parte dedicata alla Snow Queen Quest finalmente accessibile rispetto alla precedente uscita su Psone è un vero massacro consigliato solo ai più temerari e solamente a chi ha almeno finito l'avventura una volta affrontando il percorso normale e ha quindi già una chiara idea di quali Persona siano più utili, quali magie, armi e via dicendo. Musicalmente parlando, la colonna sonora di Persona per Psone fu il primo lavoro di Meguro per Atlus Co.. Nel boxone del gioco della versione americana troviamo due cd musicali con l'intera colonna sonora con un nuovo arrangiamento per suonare molto più vicina a quelle di Persona 3 e 4 ed ampliata con buoni risultati. Se avessero incluso anche un piccolo artbook per ammirare i design di Kaneko Kazuma mi avrebbero fatto ancora più felice. Ovviamente tutto ciò è andato perso nella release europea, mero codice binario da scaricare. Atlus Co. non è la prima società a pubblicare jrpg per PSP direttamente su PSN in Europa e basta. Suppongo che non pagando per UMD, manuali e custodie le probabilità che questi giochi particolari arrivino anche da noi aumentino abbastanza. Certo, i tempi sono come sempre biblici e la sensazione che alla fine l'utente europeo sia sempre quello a prendersi la short end of the stick (dove, lo lascio immaginare a voi lettori) serpeggia nell'aria ormai non più tanto afosa d'agosto. Sempre meglio di niente comunque.


