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Mimana: Iyar Chronicles Hot

 
Mimana: Iyar Chronicles

60%

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Formato PSP
Produttore Aksys Games
Sviluppatore GungHo Works
Genere Role-Playing
Numero Giocatori 1
Multiplayer Online No
Versione NTSC
Supporto UMD
Testi ENG
Dialoghi ENG
Link Official Website
ESRB Rating ESRBT

[...]With a story written by the same minds behind the Lunar series & Tales of Destiny 2, and gameplay developed by veteran RPG-makers Kogado Studios and Premium Agency, RPG fans in the US will finally get the game they’ve been waiting for—one previously available only in the land of the rising sun.[...] Odio le press release, tirano ignobilmente acqua al proprio mulino salvo poi trovarsi tra le mani un gioco che...

...avrebbe fatto meglio a restare a casa sua

La PSP ha da non molto visto l'uscita in lingua comprensibile del porting da pc coreano/giappo di un altro gioco di ruolo inutile. Mimana: Iyar Chronicles è una presa in giro a prezzo pieno in forma di UMD o download da PSN nei confronti di chi l'ha comprato e a poco serve l'inclusione di un cd o il download digitale della sua colonna sonora gratìs come contentino extra. Un jrpg che sostanzialmente non ha niente da dire, fa bene pochissime cose e ti sbatte in faccia che, in pratica, tutto ciò che si è fatto nelle poche ore di gioco che servono a portarlo a termine è stata solo una microscopica  frazione di una storia e avventura molto più grande che probabilmente non sarà mai completata. Per paragonarlo ad un jrpg normale, il feeling è quello di aver visitato una città con attorno qualche dungeon e basta. L'inizio del gioco in pratica. A poco serve una localizzazione eccelsa, visto che i personaggi non sono niente di che, anzi, la scelta del protagonista è davvero strana.

Crais è scontroso, scorbutico, uno stronzo di prim'ordine che non fa altro che infierire sull'eroina di turno, gentilissima, educata e seria nella sua missione: recuperare sette gemme particolari nella nazione dove si svolge il gioco. Certo che deve essere proprio una gran nazione data la presenza di una sola pidocchiosissima città. Scopriremo solo più tardi che di gemme lì ce n'è una sola. Il doppiatore di Crais sforza talmente tanto la voce e il tono per sembrare sempre arrabbiato durante la quasi totalità delle battute che risulta solo ridicolo. Crais verrà quindi ingaggiato come guardia del corpo da Sophie ma a loro presto si aggiungeranno altre donzelle, stereotipi per carattere facilmente rintracciabili in produzioni che prevedano la presenza di un “harem” tra cui scegliere con chi interagire. Ad esempio si può scegliere a chi far visita di notte (per farci due chiacchiere, mica altro eh), ma nessuna delle tipe ha un minimo di personalità sullo stile di Misha, Aurica o Shurelia tanto per dire le prime tizie che mi saltano in mente dall'harem jrpg per eccellenza, Ar Tonelico. E pensare che viste le prime immagini non vedevo l'ora di mettere le zampe pelose su questo gioco, considerata anche la presenza nello staff di ex dipendenti che si sono occupati di Lunar e Tales of Destiny 2 (poco conosciuto in occidente ma uno dei Tales of più validi). Questo si vede ad esempio nella realizzazione del battle system che fondamentalmente è un rip-off dei Tales of bidimensionali, ma fatto abbastanza male. Durante l'esplorazione degli ambienti  il pupazzino Crais e le sue amichette sono in versione piccina-carina mentre quando entrano in battaglia, magia delle magie, assumono proporzioni “reali” in stile anime. Mah. Durante gli scontri casuali l'unico personaggio controllabile è Crais accompagnato da due gregarie controllate da una intelligenza artificiale troppo restia nel fare un massacro. Crais può essere spostato sull'intero piano di gioco. Con un tasto sfoderiamo la spada e inanelliamo una noiosissima e breve combo mentre combinando O con le frecce direzionali partono le tecniche speciali precedentemente assegnate al tipo di movimento. Ci si può anche parare per limitare i danni. Fine.

Movimenti brutti, collisioni con i nemici alle volte discutibili, effetti speciali così così e animazioni non proprio esaltanti fanno il resto. Una fauna estremamente ristretta e un abuso sconsiderato della ricolorazione dei vecchi nemici per farli sembrare diversi e dungeon abbastanza lunghi ma grazie a parecchio backtracking e scontri molto frequenti affossano ancora di più il titolo. In battaglia è davvero gradita la presenza su schermo dell'energia dei nemici, così si sa sempre quanto manca alla fine dello strazio in corso. E' inoltre possibile fuggire dagli scontri, tanto più velocemente quanto sono deboli i nemici. Basterà, come nei Tales of, toccare uno dei lati dello schermo e attendere che una barra termini il suo countdown. Considerata la fragilità dei personaggi e quanto scritto più sopra, prima di scappare si sarà già stati decimati da un pezzo. Fortunatamente è possibile salvare ovunque e nei dungeon sono presenti dei punti di ricovero dove curarsi e grindare nei paraggi: una manna dal cielo visto che il gioco è stupidamente mal bilanciato. Solo nel New Game+ è possibile togliere il level cap con cui passare il limite dei cinquanta livelli, ma intanto in mezzo ci sarà ovviamente il boss finale, bastardo e maledetto come non mai a causa della sua potenza d'attacco ed effettivamente battibile solo usando un certo metodo. Se no ciccia e buona notte al concetto di game design.

Opinione autore

Mimana: Iyar Chronicles

Voto medio: 
 
60
Grafica:
 
60
Sonoro:
 
60
Gameplay:
 
60
Longevita:
 
60
Online:
 
N/A
VOTO FINALE:
 
60
Michele (guren no kishi) Zanetti Opinione inserita da Michele (guren no kishi) Zanetti
23 Giugno, 2010
 
Graficamente poco esaltante, musicalmente anonimo, storia e personaggi non riusciti, tempi di caricamento assurdi (la versione PSN!), Mimana: Iyar Chronicles è più una rottura da giocare che un piacere. Sufficienza stiracchiata solo perché sono buono ma se lo vedete in giro ignoratelo. Non devono neanche provarci a farne un seguito.
Pro

+ semplice da gestire

Contro

- realizzazione tecnica
- musica anonima
- bilanciamento
- caricamenti
- doppiaggio

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