Qual'è l'aspetto culturale della guerra? Probabilmente la sua simulazione serve a ricordarci quali sono le conseguenze degli umani conflitti che nel corso della nostra storia, hanno visto confrontarci con i nostri simili per il potere e la gloria. La guerra è orrore e devastazione eppure le abbiamo attribuito significati fortemente ideologici. Per giustificare le atrocità che ne derivano si è sempre cercata una ragione, per i cui i giusti si sono trovati a combattere. Sniper, come la maggior parte dei titoli strategici, mette il giocatore nei panni del soldato moderno, addestrato a rischiare la vita, piuttosto di eliminare minacce che rappresentano un pericolo per la pace nel mondo.
Acquattato tra il fogliame; la visuale dal binocolo è ridotta alla croce che misura le distanze e il punto di impatto. Ed è nell'esatto incrociarsi degli assi che si gioca la differenza tra la vita e la morte. Il vento, la gravità , lo stesso respiro e la tensione muscolare sono fattori che il cecchino deve tenere conto. Misura il battito cardiaco, portata, gittata, distanza. Tutto si riduce ad un gesto: premere il grilletto nel momento giusto, quanto tutte le variabili convergono in un unico atto, riassumibile nella precisione di tiro. Ed infine lo scatto metalllico del percussore che esplode la carica del proiettile e la sequenza ha inizio con l'ogiva che percorre lo spazio nel frangente di secondo che la separa dal bersaglio. Un battito, un respiro, e il cranio del nemico esplode per il colpo, il corpo proiettato all'indietro si accascia, mentre il cecchino ricarica e si prepara a fare di nuovo fuoco.
Il titolo City Interactive si può riassumere nell'esatta sequenza in "Bullet Time" appena descritta. Praticamente la visuale a rallentatore del proiettile che raggiunge il bersaglio. L'enfasi che ne deriva è relativa alla posizione e la distanza dalla quale si esegue il tiro. Come detto nell'introduzione, Sniper si prende la responsabilità videoludica di simulare un aspetto della guerra, quello che vede protagonista il cecchino. Armato di fucile di precisione, la maggior parte del tempo di gioco sarà dedicato ad osservare la collocazione dei nemici e trovare il punto ideale da cui fare fuoco. Quello che avevano promesso i programmatori era totale libertà di movimento rispetto al terreno in cui si svolgono le operazioni. Il risultato invece è tutt'altro. Approcciata la modalità storia si comprende subito quale è stata la fonte di ispirazione, e cioè Modern Warfare. Inutile dire che Infinity Ward è diventata con le next gen consoles il punto di riferimento per chiunque si voglia cimentare nell'arduo compito di simulare scenari di guerra credibili. Sniper ha preteso di coniugare fattori che hanno decretato il successo di Call of Duty e cioè simulazione e spettacolarità . Nel confronto diretto ne esce però con le ossa rotte. La responsabilità è attribuibile al Chrome Engine 4, motore di gioco la cui pochezza nel calcolo fisico-dinamico se in Call of Juarez: Bound in Blood poteva anche passare inosservata, in un titolo strategico invece salta subito all'occhio. Il risultato, oltre presentare una grafica impastata e poco gradevole, è che non si riesce mai ad avere controllo sull'azione. In termini pratici i difetti prendono forma principalmente nell'incappare in ostacoli immaginari per cui colpire a distanza un bersaglio al coperto risulta opera del caso. A volte malgrado lo "Spot" del punto di fuoco ideale sia calibrato perfettamente, il proiettile va a vuoto. Non è calcolato neanche il punto di impatto, che dovrebbe essere visibile per comprendere l'errore di tiro. Difetto gravissimo per un titolo che pretende di simulare un ruolo così specifico nelle simulazioni militari. A riprova di questo fatto anche i bersagli in movimento diventano fonte di frustrazione, dato che sembra che sia il caso a dominare la traettoria del proiettile, piuttosto che la capacità del giocatore. In generale l'esperienza è traballante e l'enfasi precipita perpendicolarmente come il coinvolgimento.
Già quanto detto sarebbe sufficiente a comprendere come Sniper non sia valida alternativa a Moder Warfare 2, ma a complicare la situazione c'è anche il tentativo di mettere su schermo una vicenda che sia da un punto di vista narrativo che situazionale presenta lacune. La storia vede protagonisti un corpo di forze speciali impegnate sul terreno di un'ipotetica isola del Sud America per porre fine al regime del generale Vasquez. Tuttavia il piano originale va storto e l'infiltrato che fa da ponte con il commando militare, viene catturato. Ne nasce una lunga operazione prima di recupero e in seguito di assalto che vede diverse unità alternarsi nel compito di raggiungere i vari obbiettivi. Striminzito pretesto narrativo che guida in giocatore attraverso uno scenario lineare da cui è impossibile staccarsi. Se in Call of Duty la mancanza di iniziativa è compensata dalla complessità strategica di ogni livello, l'ottima intelligenza artificiale dei nemici e la spettacolarità dei frangenti di gioco, che presentano incredibili suggestioni, in Sniper la carne al fuoco è veramente poca. Girare nella giungla abbattendo nemici che hanno un'intelligenza artificiale ai minimi storici per uno strategico, rispetto a compiti da assolvere che non hanno niente di memorabile è la sintesi della pochezza con cui ci si troverà a confronto.
Eppure le premesse per far uscire sul mercato qualcosa di diverso c'erano tutte. Anche se la specificità di interpretare un ruolo come quello del cecchino lasciasse qualche dubbio sulla varietà di gioco; si poteva "Centrare l'obbiettivo" ponendo enfasi sugli aspetti stealth tipici del lavoro dell'uomo di paglia. Acquattato tra i cespugli e ricoperto di fronde, lo sniper poteva essere divertente da interpretare. Un po' come nel film del 1993 che vedeva protagonista Tom Berenger, da cui il titolo City Interactive sembra aver preso le maggiori ispirazioni.
Nell'ambito delle simulazioni di guerra, gli aspetti principali che trovano riscontro nel pubblico sono l'accurata simulazione delle armi e del contesto strategico: in una precisa trasposizione di scenari plausibili che possano assomigliare alla realtà . E la spettacolarità delle uccisioni. Esplosioni, schizzi di sangue, la stessa violenza insita nello scenario bellico, deve essere trasposta nei suoi aspetti più giocosi. Un po' come quando da bambini si giocava con i soldatini; ed è con quello stesso spirito che si approccia la trasfigurazione della guerra, soprattutto in ambito videoludico. Un tema trattato che deve avere un occhio di riguardo al competitivo. Sniper fallisce anche nel multiplayer, per le stesse ragioni per cui fallisce nel single player: l'essersi affidati al deficitario Chrome Engine 4.
Battlefield Bad Company 2 pare essere fino ad ora l'unica alternativa a Moder Warfare 2. Electronic Arts è riuscita a presentare un titolo migliore del blockbuster Infinity Ward, surclassando il rivale proprio sulla varietà di gioco e la complessità degli scenari. Tant'è che Activision prevede di arricchire la serie Call of Duty con l'uscita dell'ennesimo capitolo, dal titolo Black Operations, solo per recuperare velocemente i favori del mercato e del pubblico che predilige l'esperienza on line. In mezzo a due così alti calibri in ambito della simulazione della guerra moderna, era facile essere schiacciati. Sniper: Ghost Warrior non ha i requisiti per emergere nel confronto tra soldati virtuali.


