Rivellon era una volta una terra splendida, ove la popolazione viveva in pace e prosperità. Purtroppo però, tale equilibrio venne spezzato da una serie di avvenimenti che distrussero questo stupendo lembo di terra. Il sangue fluiva copioso per le strade della città e la paura e lo sgomento sembravano ormai dominare in queste lande. Per sopravvivere all'arrivo invasivo di enormi draghi, gli abitanti rimasti decisero di inoltrarsi verso le terre esterne venendo a creare nuovi mestieri e gilde che ruotavano attorno al mondo dei draghi.
Formato: 360, PC | Distributore: Koch Media | Sviluppatore: Larian Studios | Genere: Action-RPG | Numero di giocatori: 1 | Versione: PAL | Multiplayer Online: Assente | Supporto: 1 DVD, 1 Blu Ray | Testi: Italiano | Dialoghi: Inglese | Link: Divinity II – Ego Draconis - Koch Media | PEGI: 12+
L'ammazzadraghi
Per fronteggiare questa caotica situazione, numerosi guerrieri e valorosi eroi istituirono l'Ordine dei Dragon Slayer, una classe di eletti che aveva l'arduo compito di eliminare e debellare del tutto la minaccia dei sanguinari draghi. In quest'Ordine tenterà di entrare anche il protagonista del gioco, impavido ragazzo a cui daremo un volto e un nome nella schermata di editor iniziale. Effettuata la customizzazione del nostro alter ego, si entrerà subito nel vivo della storia che avvolge il mondo di Rivellon, ove avremo contatto con alcuni NPC che ci faranno chiarezza circa la situazione passata e odierna della guerra tra umani e draghi. Raccolte le prime informazioni, verremo chiamati a svolgere alcune prime mansioni, come l'iniziazione per diventare un Dragon Slayer. Il primo passo è infatti quello di ottenere un potere particolare che ci permette di vedere e parlare con le anime dei morti, entrare in contatto empatico con draghi e creature animali, leggere nel pensiero, trasformarsi anche in un drago. Tutto ciò a discapito però della memoria, che avrà dei buchi e in parte cancellata di tutte gli eventi passati. Per divenire però un Dragon Slayer d'élite, la strada è tortuosa e pericolosa. Il passo successivo infatti, è quello di scegliere il tipo di classe a cui appartenere, tra le tre disponibili: mago, guerriero, ranger. Ovviamente ogni classe possiede delle proprie caratteristiche peculiari, ed è in base alle proprie preferenze e ai propri gusti scegliere una o l'altra inclinazione. Comunque sia, nel villaggio "tutorial" il gioco permette di acquisire in rudimenti delle tre classi scegliendone una solo successivamente. Il mago ovviamente possiede il culto della magia, delle evocazioni e delle abilità curative, ma è estremamente deficitario sotto il profilo della resistenza e degli attacchi corpo a corpo; il ranger predilige l'attacco alla distanza con arci e balestre, ha discrete doti nel combattimento corpo a corpo e nella possibilità di realizzare trappole; il guerriero non ha rivali invece negli attacchi di mischia e ravvicinati, possiede grande forza e resistenza ma pecca un po' nelle doti esoteriche. Nonostante ciò in Divinity II una classe selezionata non pregiudica l'esclusione totale di un'altra, in quanto è possibile miscelare le caratteristiche di quelle non scelte (skill tree). Questo discorso è però un po' più complesso, dato che per ottenere le abilità ad esempio di un ranger nativo con quelle di un mago bisogna portare a termine diverse quest poste più avanti nell'avventura. Tale feature però, dona un ventaglio praticamente infinito di ibridi, con una forte componente di personalizzazione.
Ogni giocatore quindi può plasmare il proprio avventuriero come meglio crede, senza limitazioni. La crescita del personaggio principale, come avviene del resto in tutti gli action RPG che si rispettino, è graduale e la raccolta di Punti Esperienza avviene mediante il successo di quest portate a termine e l'uccisione di nemici. Per questi due elementi, ossia delle classi miste e della crescita graduale, Divinity II: Ego Draconis è un titolo adatto a tutti, sia ai veterani del genere e sia a chi si affaccia per la prima volta a questo tipo di videogame (non come il recente Risen, orientato più verso gli hardcore gamers). Per il resto troviamo elementi tipici di un GdR: dialoghi con NPC per far luce sugli eventi e carpire informazioni importanti, la possibilità di realizzare pozioni e procurarsi del cibo, districarsi tra i vari mercati alla ricerca di nuovi oggetti, armi ed armature, riposarsi nelle locande sparse, dedicarsi ad attività secondarie come lavori extra o giocare a giochi locali con gli NPC, spesso scommettendo in denaro. In questo senso le varie città, villaggi e castelli sono assai popolati con tanti personaggi, dediti alla loro vita quotidiana. Parlando con questi ultimi (in particolar modo se si sfrutta l'abilità di telepatia) si riceveranno quest secondarie e anche numerosi extra (amuleti, oggetti utili ecc.). L'impressione generale che si ha è quella di vivere quindi un micromondo pulsante di vita. Come per gli NPC, anche per tutti i nemici e avversari che incontreremo vale la regola del non-respawn, ossia eliminato quel particolare aguzzino questi non riapparirà in un secondo tempo, anche dopo aver macinato diversi chilometri o passando da una città ad un'altra. In questo modo è possibile rendere sicura una determinata zona, ma tal volta il backtracking ne risulta completamente rovinato in quanto si è costretti ad attraversare interi scenari già "ripuliti" senza incontrare minacce aggiuntive. Purtroppo anche l'abilità si trasformarsi in drago, che doveva essere un po' la colonna portante del gioco, non è stata sfruttata a dovere, con poche missioni in cui viene richiesta la trasformazione, per di più anche ripetitive e scostanti.
La vendetta
Dal punto di vista del design, gli sviluppatori belga di Larian Studios hanno svolto un lavoro imponente, con ambientazioni in pieno stile fantasy caratterizzate da personaggi profondi e carismatici, luoghi ipnotici e vasti, nemici diversi per tipo e dimensioni. Ogni landa possiede una propria flora e fauna, si spazia da rigogliose foreste a spoglie alture, da terre irrorate di fiumi e laghi a deserti aridi e rocciosi e via discorrendo. La trama, che all'inizio può risultare abbastanza classica, si rivela ben presto fitta e variegata, con una storia profonda e mischiata con altre sottotrame davvero ben descritte. Insomma, Divinity II appare assai ispirato, anche molto più del suo celebre predecessore con un mondo ancor più ricco e variegato, ivi compresa la sua estensione. Le quest sono molteplici e richiedono spesso approcci diversi per poterle concludere. Rimaniamo comunque nel range del fantasy, quindi nulla di particolarmente innovativo. Il sistema di controllo, che si avvale di un buon mapping sul pad (meno intuitivo del classico mouse più tastiera su PC) e di una buona risposta che anche nelle fasi più ritmiche, soprattutto durante i combattimenti, non cede un colpo. Qualche problema lo abbiamo ravvisato nel lock-on automatico sui nemici, impreciso sulla lunga distanza (soprattutto quando si usano magie o archi) e leggermente caotico. Per il resto gli scontri, tutti in tempo reale, sono divertenti e anche discretamente tattici per via dei numerosi nemici che, per tipologia, andremo ad affrontare. Il set di mosse comprende affondi, schivate, combo con armi da taglio mischiate alle arti magiche e via discorrendo. Prima di andare a spron battuto, è necessario infatti valutare la conformazione del terreno e la formazione dei nemici (spesso attaccano in gruppo). Purtroppo alcuni bug tendono a guastare l'ottima giocabilità, con il personaggio che tal volta si incastra con elementi del fondale o con collisioni non proprio ottimali. Per il resto Divinity II si comporta piuttosto bene, come vuole del resto la tradizione degli action-RPG occidentali.
Un dragone dorato
Dal punto di vista tecnico, i coders belga hanno compiuto un lavoro discreto. Personaggi, animazioni, ambientazioni sono ben disegnati e con discreti dettagli. Le texture si lasciano apprezzare mentre l'illuminazione dinamica risulta gradevole. Peccato però che l'engine poligonale mostri un frame rate ballerino e quasi mai fisso sui 25 frames al secondo, con vistosi rallentamenti soprattutto nelle fasi più caotiche. In generale però, considerando anche il budget del prodotto, il lavoro svolto è senz'altro positivo, anche più di quello fatto per i recenti Risen e Sacred 2. Anche sotto il versante sonoro Divinity II si difende piuttosto bene, con ottimi brani musicali che fanno da sfondo in determinati momenti e da un doppiaggio in inglese di spessore (sono presenti solo i sottotitoli in italiano). In definitiva Divinity II – Ego Draconis è un titolo che si lascia apprezzare in tutte le sue sfaccettature, sia per i fan degli action RPG e sia per i neofiti. Una trama appassionante, personaggi carismatici e dai profili psicologici profondi, una giocabilità elevata come per la longevità, la durata del gioco infatti si attesta sulle 30 ore totali. Un action RPG impegnativo e divertente, nonostante un livello tecnico non al passo coi tempi e alcune imperfezioni nel motore grafico. Per il resto un titolo consigliato, con il suo fascino fantasy e le sue meccaniche old-style, che sembrano tornate di moda proprio in questi mesi. Basta vedere il numero di action RPG usciti di recente con il capostipite Dragon Age: Origins di Bioware.
Dettagli
Pro
+ Storia affascinante
+ Tante guest
+ Ottima longevità
+ Struttura di gioco intrigante Contro
- Alcune guest riciclate
- Diversi bug
- Trasformazione in drago sottotono
Giochi consigliati:
- Sacred 2: Fallen Angel (Multi)
- Risen (360, PC)
- Dragon Age: Origins (Multi)
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