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Assassin's Creed II Hot

 
Assassin's Creed II

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ImageItalia, seconda metà del Quindicesimo secolo: il Rinascimento è in piena
fioritura, pittura ed architettura fanno a gara nel rendere il nostro Paese la
culla della bellezza per i secoli a venire. Ma anche la politica è in fermento.
Le istituzioni comunali sono attraversate da una crisi irreversibile, e nuove
figure di condottieri, banchieri ed altri uomini senza scrupoli sono determinate
a spartirsi il controllo delle più importanti città. In mezzo a tutto questo, un
uomo incappucciato semina morte cercando vendetta e, forse, la risposta a
domande antiche quanto l’umanità stessa. Signore e Signori, mettetevi comodi:
Assassin’s Creed 2
è tra noi.









Formato: PS3, 360, PC | Distributore: Ubisoft | Sviluppatore:
Interno | Genere: Action adventure | Numero Giocatori: 1 | Modalità Online:
assente | Versione: PAL | Testi: Italiano | Dialoghi: Italiano | Supporto: 1 DVD
Rom (360, PC), 1 Blu Ray Disc (PS3) | Link: Assassin's Creed 2 - Ubisoft | PEGI: 18






Poco più di un anno e mezzo ci separa da quell’aprile 2008 in cui Assassin’s
Creed
vide la luce. Come (quasi) tutti sanno, il titolo in questione era gravato
della responsabilità di soddisfare le enormi attese che aveva evocato. A conti
fatti, tali attese vennero soddisfatte soltanto in parte. Da un lato, infatti,
non si poteva non lodare la resa grafica delle località mediorientali nelle
quali le vicende narrate avevano luogo. Il colpo d’occhio delle tre enormi città
medioevali interamente esplorabili, delle loro vie e viuzze brulicanti di
passanti, dei panorami godibili al termine delle entusiasmanti scalate degli
innumerevoli minareti, torri e campanili: tutto questo era semplicemente
impagabile, e dettò un nuovo standard grafico. In aggiunta a ciò, molti
giocatori – tra i quali il sottoscritto – apprezzarono enormemente la
caratterizzazione “adulta” di una trama originale, imprevedibile, mai banale e
ricolma di riferimenti storici. A tutto questo, però, faceva da contraltare
l’estrema ripetitività delle missioni proposte al protagonista, cadenzate
secondo una scansione piuttosto monotona di azioni da compiere; cosa,
quest’ultima, che lasciò l’impressione che tanto ben di Dio non fosse stato
sfruttato a dovere, e che il prodotto avesse esaurito solo parzialmente le
potenzialità racchiuse nel suo motore.



Assassin’s Creed 2 inizia
esattamente dove finiva il primo: per non svelare assolutamente nulla della
bellissima trama dei due giochi sull’argomento non diremo altro, chi vuol sapere
di più non ha che da giocarli. In successione, si intende! Dopo tutto, per chi
non avesse pazienza e piacere di scoprirlo da solo, praticamente ogni aspetto
dell’ambientazione e dei principali protagonisti di Assassin’s Creed 2 è
disponibile in Rete ormai da mesi.



Partiamo dall’aspetto che per primo
salta all’occhio, vale a dire la realizzazione tecnica. Bisogna svolgere un
duplice ordine di considerazioni. In primo luogo: il brand ha mantenuto intatta
la sua capacità di emozionare con le visuali offerte. Anzi, nel secondo episodio
questa caratteristica è fortemente potenziata per il fatto di offrire vedute di
città a tutti – e sopratutto a noi italiani – ben note: concorderete con me che
passeggiare in Piazza S. Marco perfettamente ricostruita in un videogioco è
qualcosa che non capita tutti i giorni. In aggiunta a ciò, il bello è che ci
viene data la possibilità di entrare in una “macchina del tempo”, ossia di fare
queste passeggiate cinque secoli fa, quando le piazze e le vie di alcune delle
città più belle del mondo si mostravano senza autobus ed automobili, illuminate
dalla sola luce delle fiaccole o delle lampade ad olio: praticamente dei quadri
in movimento. L’implementazione del passaggio delle ore consente inoltre di
ammirare questa meraviglia in tutti momenti della giornata: all’alba, al
tramonto, sotto il sole di mezzodì o nel cuore delle notte, sotto una bellissima
luna piena. Personalmente, e non credo di essere il solo, non ho resistito alla
tentazione di chiamare tutta la famiglia a godere dello spettacolo di Assassin’s
Creed 2
su schermo, ed i commenti sono stati sempre entusiasti. Certo, e qui
veniamo al secondo ordine di considerazioni, ad un occhio un po’ più
“smaliziato” non sfuggirà come il motore grafico di Assassin’s Creed inizi a
mostrare la corda. Dopotutto, nel corso dell’ultimo anno e mezzo, qualcosa si è
mosso, e l’avvento di Uncharted 2 ha fissato i nuovi parametri di resa grafica
tanto in fatto di realizzazione delle superfici e delle figure umane quanto in
fatto di profondità dell’orizzonte. Sotto questo punto di vista, Assassin’s
Creed 2
perde nettamente il confronto con il capolavoro di Naughty Dog. Entrambi
i prodotti funzionano alla risoluzione nativa di 720p, ma le differenze si
vedono, eccome. Anzitutto i volti e le mani dei personaggi di Assassin’s Creed 2
non sono all’altezza del titolone per PS3. In secondo luogo, già girando per le
vie cittadine non ci vorrà molto a vedere edifici le cui superfici vengono
caricate mano a mano che il protagonista vi si avvicina. Nondimeno, i paesaggi
urbani sono quelli in cui Assassin’s Creed 2, complice un “effetto d’insieme” –
fatto di personaggi in movimento, colori ed illuminazione – ottimo, riesce a
dare il meglio di sé. Le pecche maggiori emergono eventualmente nel momento in
cui ci si sposta nella campagna dell’Italia centro-settentrionale –
l’equivalente del “Regno” del primo episodio – oppure sulla cima di un
campanile. Nel primo caso, infatti, si farà esperienza di textures di campi e
colline davvero poco definite, destinate anche in questo caso a guadagnare
visibilmente in risoluzione a seconda della loro vicinanza. Nel secondo, invece,
case e chiese saranno  di fatto blocchi tridimensionali poco più che abbozzati:
siamo decisamente lontani, insomma, dal paesaggio della città nepalese di
Uncharted 2
. Il commento sonoro, pur se forse meno presente di quanto non fosse
nel primo episodio, si attesta su buoni livelli, facendo da ottimo
accompagnamento e raggiungendo talvolta momenti di notevole
ispirazione.



Ma il vero banco di prova al quale tutti attendevano
Assassin’s Creed 2 era quello del superamento della ripetitività del primo
episodio. Qui va detto che alla Ubisoft hanno davvero dato prova di
intelligenza, ascoltando le critiche ricevute e mettendole a frutto. La trama
principale si articola secondo missioni variegate, nelle quali azioni “corali”
si alternano a momenti stealth, e ad assassinii si alternano pedinamenti ed
esplorazioni varie. Le missioni “secondarie” a disposizione di Ezio sono
anch’esse di molti tipi: si va da godibilissime gare di velocità sui tetti ad
esecuzioni su commissione con l’obbligo dell’anonimato, da furti a pestaggi, da
commissioni a ricerche. Ma soprattutto esistono nel gioco due trame
importantissime – quella dei “glifi” e quella delle “pagine del codice” – che si
intrecciano in modi sorprendenti con lo sviluppo della main quest e che
costringono il giocatore a peregrinazioni ulteriori mai frustranti. In
particolare, la trama dei glifi è costellata di enigmi logici davvero
impegnativi al termine di ciascuno dei quali il giocatore sarà gratificato con
delle rivelazioni interessantissime sul mondo di Assassin’s Creed e la cui
soluzione complessiva darà accesso ad un filmato di cui non dirò assolutamente
nulla. Nulla, se non questo: i glifi in questione altro non sono se non le
immagini viste da Desmond con la vista dell’aquila al termine del primo
episodio: a buon intenditor… A questo va aggiunta la ricerca delle “tombe degli
assassini”, con la quale il protagonista avrà modo di visitare l’interno di due
splendide chiese italiane e di godere di livelli platform che rappresentano una
via di mezzo fra Prince of Persia e Tomb Raider e variano egregiamente il ritmo
dell’azione di gioco. Per chi non ne avesse ancora abbastanza ci sono ancora la
raccolta delle statutte di Monteriggioni e quella delle piume in giro nere per
l’Italia. Gli stessi combattimenti, peraltro, si segnalano per un’accresciuta
intelligenza artificiale degli avversari ed una loro spiccata differenziazione a
seconda del loro armamento – leggero, pesante, o a distanza – ed abilità – di
inseguimento, di investigazione, di resistenza fisica, oltre che per la
possibilità di sfruttare a proprio vantaggio alcuni dei “prototipi” ideati dal
più famoso e geniale inventore della storia. La nuova possibilità di nuotare
pone inoltre in gioco, sia durante la fase di approccio al bersaglio che durante
quella della fuga, tutta una serie di variabili insospettabili. Decisamente
migliorata e resa più articolata la gestione dell’anonimato del protagonista, il
cui livello di “reputazione” – determinato dai misfatti compiuti in pubblico e
scoperti – influenzerà direttamente la possibilità che l’alter ego del giocatore
venga notato ed inseguito dalle guardie. Anche in questo caso, tuttavia, la
scelta fra un approccio più “sanguinario” ed uno più “soft”, con le debite
conseguenze del caso di turno, è lasciata al giocatore, a tutto profitto della
sensazione di libertà che si prova nel giocare ad Assassin’s Creed 2.



A
proposito di libertà, il vero passo in avanti rispetto al primo episodio
consiste nella marcata caratterizzazione “ruolistica” che i programmatori hanno
voluto dargli. Chi ritenesse quest’affermazione esagerata tenga presente che al
protagonista è ora possibile comprare abiti, armature, armi, medicine e
custodirli in una tenuta apposita, la quale viene gestita dallo stesso nelle
vesti di “imprenditore” in modo da ottenerne una rendita sempre maggiore; egli
può inoltre raccogliere le armi sottratte ai suoi nemici ed assoldare mercenari
ed altri gruppi di personaggi con le finalità più disparate; le aree di gioco
sono effettivamente talmente vaste che il senso di “free roaming” è fortissimo:
basti pensare che una delle città presenti non contiene praticamente alcuna
missione legata alla quest principale ed è, di conseguenza, integralmente
lasciata quale “teatro” di missioni secondarie o di semplici peregrinazioni.




Per quanto riguarda il setting e la trama, bisogna dire che i ragazzi di
Ubisoft hanno davvero superato se stessi. Dai tempi di Gabriel Knight 3 non ci
era successo di avere a che fare con un gioco in grado di destreggiarsi con
tanta competenza e leggiadria fra luoghi, nomi e date della storia “ufficiale” e
verosimili ricostruzioni di una storia più o meno “segreta”. Gli spunti già
presenti nel primo episodio sono egregiamente ripresi e sviluppati in una trama
che, fra un colpo di scena e l’altro, vince a mani basse il confronto con
qualunque analogo hollywoodiano. In particolare, sfido chiunque a non restare a
bocca aperta di fronte alla piega – peraltro in realtà in un certo modo evocata
da una serie di riferimenti coglibili qua e là fra le decine di righe di testo
ed immagini proposte al giocatore – che gli eventi prendono nelle ultime battute
di Assassin’s Creed 2. La scelta di aver fatto precedere l’uscita del gioco da
una serie di corti sulla famiglia del protagonista del gioco, la perfetta
ricostruzione dei personaggi e dei luoghi storici, il fascino intrinseco di un
periodo quale quello del Rinascimento italiano fanno il resto nel definire il
successo di un prodotto che riesce indubbiamente a fare centro.



Dettagli


Pro



+ Ambientazione eccezionale

+ Trama appassionante

+ Missioni varie


+ Graficamente buono

Contro



- Grafica talvolta non eccelsa

- Come ogni cosa bella nella
vita finisce

-

-


Giochi consigliati:



- Assassin's Creed (X360, PS3,
PC)

- Gabriel Knight 3 (PC)

- Uncharted 2 (PS3)

- Tomb Raider Underworld (Multi)















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