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Payday the Heist In evidenza Hot

 
Formato PS3PC
Produttore Sony Computer Entertainment
Sviluppatore Overkill Software
Genere First Person Shooter
Numero Giocatori 3
Multiplayer Online Si
Giocatori Online 4
Versione PAL
Supporto DVD
Testi ITA
Dialoghi ENG
Link Official Website
PEGI Rating PEGI18

Ammettiamo che si possa giudicare un videogioco seguendo lo stesso criterio che si usa per valutare una ricetta culinaria. Partendo dagli ingredienti base, che devono essere freschi, si mischia il tutto per arrivare ad un risultato piacevole per il palato. Un buon piatto inoltre deve avere quel pizzico di creatività che rende il suo sapore unico, celando nella segretezza quel colpo di classe che fa la differenza, fino ad ottenere l’eccellenza, fino al raggiungimento del gusto sublime. Ammettiamo che Payday possa essere valutato seguendo lo stesso criterio, non resta quindi che assaggiarlo.

Rapina in banca. Quante volte si è vista trasfigurata al cinema l’azione di rapinatori che tentano di assaltare il cavò di un istituto di credito. Armi in pugno entrano dall’ingresso principale, stendono le guardie e ordinano ai presenti di sdraiarsi a terra. Dopo di che vanno dal direttore e con la minaccia di ucciderlo o di uccidere gli ostaggi, lo costringono ad aprire la camera di sicurezza. I soldi sono pronti per essere prelevati, in stock incelofanati che sembrano fatti su misura per essere contenuti in grosse sacche sportive. Uno dei rapinatori da i tempi, manciate di secondi, prima che la polizia arrivi in forze e come al solito è inevitabile che qualcosa vada storto. Si arriva quindi alla sparatoria tra criminali e forze dell’ordine, con i clienti della banca a fare da scudi umani. I proiettili sparati dalle armi automatiche mandano in pezzi le vetrate, il mobilio viene usato per ripararsi, i lacrimogeni vengono lanciati all’interno della banca per soffocare i malviventi. E’ il caos. Momenti di pura concitazione, di adrenalina pura, di suspense in cui ci si chiede chi avrà la meglio, se la cricca di criminali mascherati, uscendone ricchi a dismisura, o la polizia, uccidendo e arrestando ogni componente della banda.

Questo è Payday, una rapina in banca (The Heist) per quattro giocatori co-op. E qui ci si può fermare un attimo a valutare l’ingrediente rappresentato dal contesto: quello di impersonare un criminale mascherato, armato di tutto punto che deve assaltare una banca. E’ sicuramente un’idea originale e rappresenta una ventata di aria fresca anche perché, a memoria, non ha fino ad ora mai trovato trasfigurazione video ludica. La formula per vivere questa simulazione è quella dello sparatutto in soggettiva, con elementi da role playing in cui si può scegliere sei differenti location/banche da assaltare, ognuna con le sue peculiarità specifiche da un punto di vista della mappa. Gli elementi strategici all’interno di ogni istituto di credito, nella posizione delle persone e degli obbiettivi, invece cambiano casualmente, così che ogni rapina sia un evento unico. Di base quindi è garantita una certa varietà di situazioni.
Ogni rapinatore potrà scegliere un ramo di specializzazione che va dal medico, all’addetto alle armi o all’intermediatore che si occupa  degli ostaggi. Nello specifico si sale di livello di rapina in rapina sbloccando armi e attrezzature necessarie per svolgere il proprio compito al meglio. Quindi nell’idea di base e la forma che le si è data dal punto di vista dell’interfaccia, negli elementi in gioco, questi sono confacenti ad gameplay che vuole essere frizzante ed innovativo.

Il mix di azione e pianificazione invece è come gli ingredienti vengono mischiati. La prima pecca che si può trovare nella combinazione è che il single player è accessorio. Inutile nascondere che il suo scopo è mettere fianco a fianco quattro giocatori on line. Il gioco in singolo ha il solo scopo di far apprendere le regole di base e studiare le mappe di ogni banca. Ovviamente per un titolo cui la vocazione è quella del cooperativo, non ci si poteva aspettare che l’intelligenza artificiale dei propri compagni fosse eccelsa, ed è uno di quei nodi che sembra che i programmatori non vogliano sciogliere. Si ha la sensazione, come successo con Brink, che oramai il divertimento isolato o in compagnia siano problematiche nello sviluppo di un prodotto, completamente slegate.  Invece dovrebbero essere complementari, dato che se le reazioni dei propri compagni appaiono talvolta incongruenti e altresì vero che lo stesso difetto si rifletta negli avversari. La polizia agisce in maniera sconsiderata, mandando agenti a frotte che si scagliano come massa informe contro i rapinatori. Ne risulta una situazione di caos che poco ha a che vedere con un presunto realismo. Quello che dovrebbe essere la concitazione diventa confusione, per un gameplay votato all’action puro. Se è vero che con l’evoluzione del personaggio si possono elaborare strategie sempre più articolate di controverso rimane il dubbio che effettivamente le dinamiche della rapina abbiano la giusta congruenza. Sembra un po’ Left 4 Dead, troppo nella similitudine tra zombi privi di coscienza e forze dell’ordine che tendono a raggrupparsi per avere la meglio. Quando intervengono gli SWAT è già troppo tardi e la linearità nell’alternarsi di diversi specialisti della polizia, sembra legato a dinamiche nel gameplay su cui non si può intervenire. La situazione tende a sfuggire di mano con troppa facilità.
Le componenti strutturali/architettoniche sono messe in scena in maniera essenziale e anche la disposizione degli ambienti, su più livelli, non mostra particolare cura nell’ideazione dei sei lavori da svolgere. Se è vero che esistono diverse priorità e vie di fuga, succede che il binario con cui si procede finisca per essere troppo vincolante. Non si riesce a sviluppare creativamente una strategia e ad essere intuitivi, cercando magari di prevedere le mosse della polizia. Gli scontri a fuoco sono afflitti da una dinamica che finisce per essere troppo semplice, troppo basilare, rispetto alla simulazione di una rapina in banca. Il realismo nella trasfigurazione dell’evento passa inevitabilmente in secondo piano. Anche da un punto di vista delle suggestioni, della descrizione stessa della situazione in pieno svolgimento, l’essenzialità dei modelli virtuali è palesemente votata ad uno schema di gioco incentrato sullo scontro a fuoco contro avversari multipli.

In ultima analisi il comparto tecnico. La cosiddetta presentazione del piatto. La grafica non raggiunge livelli di eccellenza e anzi è semplicemente descrittiva. Le animazioni non sono accurate e il livello di dettaglio è scarso. Gli effetti speciali sono essenziali e non adeguati alla potenza di calcolo delle attuali macchine da gioco. Non sembra un gioco next gen, anzi.

Alla fine da una buona idea di partenza si è sbagliato tutto il procedimento di lavorazione, allo scopo soddisfare il palato più o meno esigente del videogiocatore. Regala qualche ora di svago ma in ultimo, quello che rimane è l’estemporaneità dell’esperienza che porta inevitabilmente a far emergere gli evidenti difetti del prodotto.

Opinione autore

Payday The Heist

Voto medio: 
 
72
Grafica:
 
65
Sonoro:
 
78
Gameplay:
 
75
Longevita:
 
72
Online:
 
70
VOTO FINALE:
 
70
Andrea (ADF) Di Fabio Opinione inserita da Andrea (ADF) Di Fabio
08 Novembre, 2011
 
Payday: The Heist sarebbe potuto essere una novità nella sovraffollata categoria degli sparatutto in soggettiva. Purtroppo però risulta indigesto per la sua evidente incapacità di mettere in scena, in modo coerente, quello che dovrebbe essere una rapina in banca. Si ha la sensazione di giocare a Left 4 Dead, ma la polizia non è composta da zombi e l’incongruenza con la quale tende a sacrificarsi, buttandosi con furore contro i rapinatori, risulta assurdo. Peccato, occasione mancata, si dice in questi casi, e gusto video ludico insoddisfatto, sia per chi è di bocca buona, ma soprattutto per chi ricerca in nuove ricette, qualcosa di sublime da assaggiare.
Pro

Idea originale

Contro

Tecnicamente scarso
Gameplay poco efficace

Consigliati

Left 4 Dead 2
Battlefield 3