Rage In evidenza Hot

 
Formato XBOX 360PS3PC
Produttore Bethesda Softworks
Sviluppatore id Software
Genere First Person Shooter
Numero Giocatori 2
Multiplayer Online Si
Giocatori Online 16
Versione PAL
Supporto DVD
Testi ITA
Dialoghi ITA
Link Official Website
PEGI Rating PEGI18

Quando si parla di Doom e Half Life, e del confronto tra due colossi come Id Software e Valve, è come assistere all’infinita diatriba tra chi è meglio tra i Beatles ed i Rolling Stones. Forse è solo una questione di gusti, ma è indubbio che entrambi i fondatori dello sparatutto in soggettiva hanno dato la spinta per far diventare il genere, tra i più amati dal pubblico. Grazie alla formula semplice basata su due concetti elementari: soggettiva che significa esserci in prima persona, e sparatutto, che si spiega da solo, anzi nella terminologia stessa presuppone che è quasi un dovere puntare l’arma e fare fuoco per sopravvivere. Grazie a queste due semplicissime fondamenta si deve il successo della formula.

Rage prima di Doom 4 o Doom 4 prima di Rage? John Carmak in sede di preview ha creato una gran confusione, come suo solito, sulle rispettive date di release di due titoli che sarebbero stati immessi nel mercato: “Solo quando pronti”. E’ la filosofia di Id Software non programmare le uscite e disattendere con ritardi infiniti, o improvvisamente presentare i suoi prodotti al pubblico, quando meno te lo aspetti, come con Doom 3. Sembra quasi che a differenza di tutti gli altri, possano permettersi una certa altezzosità, per cui i meccanismi della promozione, sia ID Software che Valve, che ha lo stesso atteggiamento, non li riguardino. Invece è strategia mirata, avendo la consapevolezza che ogni sparo è un centro e che più alte sono le aspettative nei loro confronti, il cosiddetto Hype, più è facile che il chiacchiericcio costante giochi a favore.

Come detto, per quanto riguarda il binomio di due capolavori annunciati, Carmak ha giocato su quale sarebbe uscito prima, mostrando la potenza di calcolo del nuovo engine Id Tech 5, e il caso vuole, o forse non è il caso ma una volontà precisa, che sia stato Rage a esordire. Intanto va detto che il nuovo motore, evoluzione dello stesso motore di gioco di Doom 3 è veramente poderoso. Forse troppo, tanto da essere più di 20 Giga di dati, che entrano ed escono dalla RAM mettendo alla prova anche i sistemi più prestanti. L’Id Tech 5 scalcia come un cavallo di razza, che ancora non è stato completamente domato, tanto bello, quanto difficile da tenere sotto controllo. Installi il gioco e sei subito costretto a cercare drivers dedicati per le schede grafiche AMD, e fare il primo update che da la possibilità di settare parametri altrimenti inaccessibili. Malgrado tutti gli intoppi, lo splendore scenico, la compattezza del design e nel calcolo virtuale dello spazio, che trovano un nuovo referente di rappresentazione video ludica, una volta riusciti a far partire il gioco, si rimane a bocca aperta. Sia da un punto di vista della potenza pura, nella grafica che muove una stratificazione di dati impressionante, e la fisica, le animazioni, l’intelligenza artificiale, in concomitanza con scelte di design perfette, il tutto è riconoscibile nel marchio ID, nella corposità di chi propone al pubblico tutto il pacchetto tecnico/artistico, senza pudori. I tentennamenti nell’aggiornamento delle textures passano in  secondo piano, quanto raggiunta la stabilità si può immergersi in Rage. Che cosa propone quindi Rage? Propone un mix di tendenze che si possono riconoscere in Bethesda e nei suoi Fallout, mischiando sapientemente elementi da gioco di ruolo con le meccaniche dello sparatutto in soggettiva nudo e puro.

 

Prende spunto da una ambientazione che ultimamente sta andando per la maggiore, in quella sorta di post atomico alla Mad Max, che nello specifico di Rage vede il pianeta terra colpito da un meteorite, con tutte le conseguenze derivanti dall’ovvio cataclisma. Prima dell’impatto una parte della razza umana si chiude dentro delle capsule criogeniche in strutture chiamate Arca, una di queste persone è il nostro protagonista; un po’ come succede coi i Vault, l’idea di fondo è la stessa. Al suo risveglio si ritrova in un mondo desolato e selvaggio, in cui si trova costretto a sopravvivere. La sua storia quindi si dipana, dal primo piccolissimo avamposto e le persone che vi abitano che gli assegnano semplici compiti, fino a scoprire ogni aspetto della nuova era. Il mix narrativo tra vita avventurosa e scoperta di nuovi territori è perfetto, a tratti ricorda il romanzo di avventura, in cui più l’esperienza del mondo aumenta, più la prospettiva si allarga. Id Software è stata capace di curare l’insieme in modo impeccabile, ed è difficile descrivere la complessità di Rage, se non nella  proporzione costituita dalla totalità del gioco. Dal presupposto che è un’avventura esplorativa, non si può giudicare Rage con una fugace occhiata, in poche ore di gioco, cercando di catturare i fondamenti del gameplay.

Come succedeva per i prodotti dell’inizio degli anni novanta, sta tornando la voglia creativa di fare giochi complessi e longevi, tendenza ben manifesta nel nuovo Deux Ex Human Revolution. Quindi Rage va vissuto, esattamente come a suo tempo si usava giocare, in ogni parte, nell’evoluzione del protagonista, e nella miscela perfetta di meraviglia costante di fronte a situazioni sempre nuove. Questo rende Rage un prodotto di alto livello, il fatto che ad ogni passo si è spettatori di qualcosa di diverso sotto tutti i punti di vista: dal gameplay, nel potenziare armi ed equipaggiamento, sul fronte grafico, con un incremento esponenziale di complessità di ambientazioni ed incontri, narrativo, nell’evoluzione della storia fino ad abbracciare la causa della resistenza, oltre che artistico visto che più si va avanti più il dettaglio aumenta, in una sorta di apoteosi di grafica, giocabilità e vissuto virtuale estremamente appagante. Tutto questo basandosi su due cardini fondamentali nella giocabilità: lo spostamento con mezzi corazzati da una ambientazione all’altra; tipo Borderlands ma con una maggiore cura degli aspetti automobilistici. Infatti alla guida di fuoristrada non solo si dovrà combattere contro i mezzi dei predoni, ma guadagnare potenziamenti nelle competizioni su circuito, per scambiare i premi vittoria con armi, corazze, elaborazioni del motore e del mezzo comprese livree più o meno sgargianti.


Il secondo cardine è lo sparatutto in soggettiva e qui va fatta una premessa: non ci sono formule innovative, tipo come in F.3.A.R. la possibilità di mettersi al riparo, ma nell’essenzialità di affrontare lo scontro a fuoco, l’intelligenza artificiale e la varietà delle azioni che è in grado di compiere, fa la cosiddetta differenza. I nemici si organizzano ed attaccano corpo a corpo, cercano di aggirare il protagonista, retrocedono se feriti o cercano riparo sotto fuoco di sbarramento. Ma non solo, nelle animazioni, la presenza fisica nello spazio simulato è congruente coma mai prima, tanto che devono scavalcare i corpi dei compagni uccisi durante la ritirata, o se feriti ad un arto barcollano, inciampano e strisciano fino al riparo più vicino. Le corazze che indossano vanno in pezzi, sotto i colpi, insomma difficile descrivere tutte le situazioni visto che ad ogni occasione si scopre qualcosa di nuovo; ogni aspetto della fisica dello scontro armato ha una sua precisa ed appagante retribuzione scenica. Il sistema di controllo è impeccabile e prevede il cambio d’arma veloce a seconda della situazione, che può essere: ravvicinato in mischia, a media distanza con pioggia di proiettili su tutto ciò che si muove e lunga distanza con armi di precisione. Più velocemente si decide di agire ed adattarsi alla situazione, più è facile sopravvivere. Il comparto multiplayer prevede invece il cooperativo a due, le gare su pista e competitivo fino a 4-6 giocatori. Le versioni console sono più stabili graficamente rispetto al PC ma soffrono di caricamenti estenuanti, da pausa caffè.

Opinione autore

Rage

Voto medio: 
 
90
Grafica:
 
93
Sonoro:
 
90
Gameplay:
 
90
Longevita:
 
89
Online:
 
85
VOTO FINALE:
 
90
Andrea (ADF) Di Fabio Opinione inserita da Andrea (ADF) Di Fabio
14 Ottobre, 2011
 
Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre, 2011
Durante una lunga carriera video ludica ci si imbatte in molti prodotti che sono più o meno perfetti e più o meno appaganti. Ma video giocare è un po’ come indossare un vestito, che calza precisamente a seconda delle tendenze, al gusto e la personalità dell’utente. Rage non è perfetto, ma per la prima volta su queste pagine dico che per quanto riguarda la mia personale esperienza, è un gioco da promuovere a pieni voti. Indipendentemente dai valori oggettivi nel giudizio critico, Rage si lascia amare da chi apprezza lo sparatutto in soggettiva o semplicemente da chi vuole dedicarsi all’esperienza del buon gioco.
Pro

Eccellente componente tecnica
Gameplay e design di alto livello
E’ un Gioco Id Software

Contro

Nella versione PC troppi bug

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