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Warhammer 40K Space Marine In evidenza Hot

 
Formato XBOX 360PS3PC
Produttore THQ
Sviluppatore Relic
Genere Action
Numero Giocatori 1
Multiplayer Online Si
Giocatori Online 16
Versione PAL
Supporto DVD
Testi ITA
Dialoghi ENG
Link Official Website
PEGI Rating PEGI16

Una delle chiavi di lettura per comprendere la natura di un gioco è il design. Nel caso di WH40K: Space Marine bisogna rifarsi a due elementi chiave che ne distinguono gli obbiettivi e le peculiarità. Uno di questi è il complesso universo in cui è ambientata la vicenda, nello scontro pedissequo tra razze che cercano di governare la Via Lattea. La più preponderante è rappresentata dall’Imperium, in cui si identifica la sete di dominio della razza umana.

Per poter dominare l’universo conosciuto eserciti composti da milioni di soldati, capitanati da eroi leggendari che ricordano i cavalieri del medioevo, si fronteggiano faccia a faccia in una lotta senza quartiere. L’aspetto fantascientifico-Gotico ha fatto la fortuna di Gameworkshop, che nel lontano 1987 ha creato il primo board game della serie e che nel corso degli anni ha visto una costante evoluzione fino alla rappresentazione di battaglie epocali, composte da scenari multipli, chiamate campagne.

La complessità dell’universo di Warhammer 40.000 ha trovato il suo quid narrativo quando nell’intricarsi delle vicende la lotta si estesa sul piano del Warp. Chiamato anche immaterium questo costituisce l’unico modo per percorrere migliaia di anni luce e muovere, da un punto all’altro della galassia, eserciti enormi. Peccato che sia governato dalle forze del caos e che costituisca per tutte le fazioni e le razze, corruzione e decadenza. Il mix narrativo funziona alla perfezione nella guerra per il predominio degli spazi siderali e contro le divinità malefiche che governano il Warp. L’eroe tipico dell’Imperium è un super soldato, super corazzato, tecnologicamente avanzato che è spinto da un senso del dovere assoluto verso l’imperatore che rappresenta, nella sua figura, anche una credo religioso, nello stilema dell’ordine contro il caos. Ecco quindi l’origine del protagonista, il Capitano Titus, un ultramarine che si trova a fronteggiare l’orda di Orki che stanno soprafacendo le forze imperiali sul pianeta Graia. Guidato dal Codex, il codice morale che lo guida nelle sue azioni, prevedibilmente si troverà infine a dover fronteggiare la subdola minaccia del male, che cerca di emergere dallo scenario di guerra.

L’altro elemento da tenere in considerazione è lo sviluppatore, Relic, che dopo aver rappresentato l’universo di Warhammer 40k in una serie di RTS, passa all’action in terza persona; se c’è una casa di sviluppo in grado di riprodurre il dettaglio stilistico del gioco da tavolo di Gameworkshop questi è proprio Relic. Una convergenza di intenti che rendono il design inattaccabile, sia da un punto di vista tecnico che del gameplay. La rappresentazione degli elementi fantascientifico – gotici, la fedeltà dei modelli virtuali con le miniature, le ambientazioni da tardo medioevo miste a tecnologia avanzata, gli stessi cardini narrativi di una vicenda che solo in apparenza è semplice e lineare ma che per l’appassionato si riflettono in una visione più ampia, più complessa, articolata, rasentano la perfezione. Ed è questo il primo limite del gioco, che se non si è appassionati del board game, e questo vale anche per i prodotti ispirati a Warhammer 40K antecedenti a Space Marine, metà del piacere nel trovarsi immersi nel contesto, svanisce. Un prodotto che per sua natura punta a riprodurre una precisa ed infantile visione fantasy della guerra, semplificando al massimo la comunicazione di senso nella narrazione che assume il ruolo di spunto per il conflitto totale. Ed ecco quindi la ragione di un gameplay che ha tendenze da hack and slash misto a sparatutto, in cui la copertura dietro un riparo e l’avanzamento tattico sul terreno non hanno senso; immaginare un ultramarine che si nasconde per sparare dietro una protezione sarebbe stato inappropriato. Il faccia a faccia negli scontri, cruenti fino a bollare il gioco e vietarlo ai minori di 18 anni, vede il suo apogeo nelle esecuzioni che ricaricano la barra della vita. La violenza delle mosse finali, attuabili dopo aver stordito l’avversario, dipingono alla perfezione l’azione che al tiro di dado non può essere immaginabile.

Design azzeccato, che nel gameplay si riflette a criterio di logica, diventa vera espressione video ludica, quando sopraffatti dall’orda degli Orki si colpisce duramente, si oppone uno sbarramento di fuoco impressionante, si utilizza il Jet Pack per scagliarsi dall’alto sugli avversari, facendoli a pezzi. Violenza allo stato puro, ma tuttavia non è scontato che sia scevra di elementi strategici. Il level design è accurato e schiacciare a caso i tasti cercando di avere la meglio, non è sufficiente. Anzi la furia nella battaglia dell’ultramarine assume caratteristica interpretativa, costringendo il giocatore ad entrare nel ruolo. L’utilizzo del focus, che permette sia di potenziare gli attacchi fisici o di sparare in una sorta di bullet time, circoscrive le meccaniche chiave. L’arma che si ha disposizione, la distanza e il numero di nemici vanno tenuti in considerazione. Ovviamente dopo aver scelto un livello di sfida che non sia semplice gita turistica. Tornando un passo indietro, c’è da dire che l’inserimento nel gameplay del Jet Pack è quel valore in più che si riflette anche nell’on line game. Una volta presa quota, si può mirare il un punto di impatto preciso dando vita a una catena di azioni che partono dal fuoco di sbarramento con il bolter, allo scontro fisico con una catena di attacchi ed esecuzioni che vengono circoscritte da un accurato slow motion. Una sequenza di guerra che può essere montata dalla regia del videogiocatore smaliziato, una volta trovata la giusta confidenza con l’interfaccia. I comandi sono semplici e le scene che circoscrivono i sedici capitoli della campagna single player, sono l’esatta espressione dell’adrenalina pura.

Un prodotto che sarebbe facile sottovalutare, se paragonato ai blockbuster dell’action in terza persona. In particolare se il confronto avviene con Gears of War. Basati entrambi su una premessa da guerra ignorante, dove si abbatte, si squarta, si spappola, si massacra, tutto quello che non è azione diretta e motivazione alla brutalità, finisce inevitabilmente in secondo piano; non ci si può aspettare da un videogioco nudo e puro, che instupidisce dal primo all’ultimo minuto, che ci possa essere altro criterio di valutazione se non l’esatta corrispondenza dell’espressione della violenza. Se non è lotta fanatica per l’impero è lotta fanatica per la vendetta, per la propria sopravvivenza e la sopravvivenza del genere umano. Il modo con cui il design circoscrive il come, è questo che va compreso. Quindi se i due prodotti si assomigliano negli intenti, sono differenti come target e come detto Space Marine ricalca le atmosfere del board game mettendolo su una corsia preferenziale.

Relic non ha comunque lasciato niente al caso, mostrando grande cura nel Muliplayer competitivo in cui le varie classi di ultramarine possono essere minuziosamente personalizzate. I livelli dove si combatte sono ampi e offrono diversi spunti, dall’acquattarsi a distanza, al produrre fuoco di sbarramento con armi pesanti, al girare intorno alle linee nemiche o prenderle di sorpresa dall’alto utilizzando il Jet Pack. Anche da un punto di vista estetico è possibile scegliere tra molte opzioni e salendo di livello diventare oltre che più letali, anche più belli.

Opinione autore

Warhammer 40K Space Marine

Voto medio: 
 
79
Grafica:
 
78
Sonoro:
 
82
Gameplay:
 
80
Longevita:
 
79
Online:
 
77
VOTO FINALE:
 
80
Andrea (ADF) Di Fabio Opinione inserita da Andrea (ADF) Di Fabio
26 Settembre, 2011
 
Relic confeziona un eccellente action in terza persona per l’appassionato di Warhammer 40k. Non è un gioco perfetto e se messo a confronto con la concorrenza risulta, come hack and slash, troppo semplificato rispetto ad un God of War o Catlevania e troppo poco sparatutto in terza persona considerando Gears of War. E’ il suo limite, l’ibridazione insita di meccaniche di gioco che servono esclusivamente a mettere in scena l’ultramarine. Da questo punto di vista, per il fan degli eroi dell’Imperium, non manca niente per vivere la saga che ha sancito il meritato successo del board game.
Pro

E’ l’action game di Warhammer 40k
Ottimo multiplayer competitivo
Spettacolare

Contro

Meccaniche di gioco semplificate
Esageratamente lineare
In singolo, poco longevo

Consigliati

God of War
Castlevania:Lords of Shadow
Gears of War