Geralt di Rivia ritorna sui nostri schermi con una storia di violenza, vendetta ed eroismo. Il miglior RPG dell'anno parla polacco?
The Witcher è stato un successo inaspettato, un fulmine a ciel sereno che ha conquistato il pubblico con un’atmosfera ed un gameplay estremamente interessanti. Realizzato dagli sconosciuti sviluppatori di CD Projekt e basato sulla serie di romanzi Wiedźmin di Andrzej Sapkowski, il gioco dimostrò la vivacità del mercato europeo orientale ed accrebbe la fama di una delle migliori serie fantasy pubblicate negli ultimi anni. A quattro anni dall’uscita del primo episodio, CD Projekt ci propone il seguito di quella avventura. La storia è ambientata a pochi mesi dalla conclusione del primo episodio e vede Geralt impegnato su due fronti: coinvolto nella guerra per la conquista dei regni settentrionali, il Lupo Bianco ha salvato re Foltest di Temeria da un attentatore ed è deciso ad indagare sulle morti misteriose di alcuni sovrani dei regni vicini.
Tecnicamente The Witcher 2 Assassins of Kings è impressionante: il Red Engine creato dai CD Projekt è di eccelsa fattura e dipinge sui nostri schermi panorami fantastici, uniti all’elevata qualità artistica della serie. Il medioevo oscuro del primo gioco lascia spazio ad un tardo medioevo ricco di colori e di sfumature: le numerose scelte a disposizione condizionano realmente la trama di gioco e, spesso, vedremo i loro effetti svilupparsi nell’intero arco dell’avventura. Non è un caso che Geralt ed il giocatore ricoprano il ruolo più importante nel mondo di The Witcher, definendo e sconvolgendo le forze politiche e militari in campo. A coadiuvare questa bellezza troviamo un doppiaggio inglese e dei testi italiani di ottima fattura, di gran lunga migliori di produzioni blasonate e più note. Sfortunatamente questa qualità ha il suo prezzo: la scarsa ottimizzazione costringerà i giocatori a dover potenziare il proprio hardware per godersi pienamente il gioco polacco.
Dal punto di vista del gameplay The Witcher 2 combina sapientemente elementi narrativi, ruolistici e bellici: se il primo è apprezzabile anche giocando il gioco in modalità facile, vi invitiamo ad aumentare la difficoltà per godere appieno dell’elemento ruolistico. Il combattimento, abbandonate le meccaniche da “rhythm game” del predecessore, ricorda quello di un hack’n’slash e, a meno che non giocherete al massimo livello di difficoltà, potrete risolvere la maggioranza degli scontri con un po’ di button smashing. Sebbene l’utilizzo dell’alchimia sia importante, la facilità con cui è possibile reperire gli ingredienti di base e prepare gli intrugli ne consente un utilizzo libero e persino sconsiderato rispetto all’uso accorto del passato. La meccanica di combattimento è comunque stata notevolmente snellita e risulterà piacevole, evitando il pericolo di risultare ripetitiva.
Tra le poche pecche che possiamo accreditare a The Witcher 2 Assassins of Kings vi è perciò una notevole semplificazione di quegli elementi strettamente ruolistici che contradistensero il primo episodio, permettendo al giocatore di rilassarsi durante la partita e concentrarsi soprattutto sull’impianto narrativo del gioco. Aumentando il livello di difficoltà è possibile migliorare questa situazione, sebbene The Witcher 2 resti un titolo relativamente semplice. Eppure il gioco ci ha conquistato grazie a toni e contenuti maturi, un comparto grafico-sonoro eccezionale ed una trama decisamente appassionante rispetto agli altri concorrenti: si tratta sicuramente di uno dei migliori titoli usciti nel 2011 e, nel sottogenere degli RPG Occidentali, è senz’ombra di dubbio il più intrigante e riuscito - qualitativamente migliore di Dragon Age II, più “pulito” di Divinity II: Ego Draconis/Dragon Knight Saga e rivale del futuro The Elder Scrolls V: Skyrim.
Ultima cosa da segnalare, la ricchezza della confezione. Al prezzo di 49,90 € la Bandai Namco, publisher del gioco in Europa, e CD Projekt propongono la confezione premium: all’interno di un contenitore di cartone troveremo svariate goodies ed avremo accesso gratuitamente ad una sidequest aggiuntiva. Speriamo che gli sviluppatori ed i publisher su console imparino una lezione di stile da quest’ottimo package - venduto ad un prezzo molto interessante.
Affrontiamo un’ultima questione legata al gioco: The Witcher 2 sarà convertito su console? Secondo quanto affermato dagli sviluppatori, sì. Ma, secondo noi, si tratterà di un’impresa estremamente complessa e che richiederà un notevole dispendio di energie ai CD Projekt: oltre alla ricchezza tecnica del gioco, bisogna considerare il differente procedimento di sviluppo che andrebbe adottato su console e ricordare che è la prima volta che gli sviluppatori affrontano un porting di questa portata. Siamo curiosi di vedere i frutti del loro lavoro.


