Anno 2027. Il mondo intero assiste a quella che sarà la più grande crisi energetica su scala globale mai vista. Le scorte di petrolio sono ormai un lontano ricordo e le fonti rinnovabili non hanno compensato questa tragica mancanza. Una crisi energetica che segnerà per sempre le sorti di un mondo ormai entrato in rovina, ove l'unica certezza è quella naturale del più forte vince sul più debole. E la Corea del Nord, divenuto uno dei Peasi più importanti del globo terracqueo punta agli Stati Uniti, come terra da colonizzare, ancora ricco di scorte energetiche...
Scontro tra Titani
La Corea del Nord non si fa scrupoli e punta dritto al cuore degli Stati Uniti. Due tra gli eserciti più imponenti della Terra si sfida a quella che sembrerebbe essere davvero la Terza Guerra Mondiale, senza esclusione di colpi, in uno scenario apocalittico che non lascia spazio all'immaginazione. In questo contesto narrarivo, frutto dell'immaginazione ferrea del team di sviluppo newyorchese di Kaos Studio, si dipanano gli eventi di Homefront, nuovo FPS dal gameplay classico per un war game, che tenta di rimediare agli errori commessi nel passato progetto, ossia Frontlines: Fuel of War. Homefront infatti rappresenta un po' il successore spirituale di Frontlines, vuoi per lo scenario di guerra apocalittico, vuoi per le meccaniche di gioco. Ovviamente Homefront ha dalla sua una maggior profondità di gameplay e una modalità per singolo giocatore molto più profonda, laddove in Frontlines il single player rappresentava alla meno peggio una sorta di tutorial per l'online. Assumeremo quindi il controllo di un soldato delle truppe USA, cui l'obiettivo è quello di respingere l'armata della Corea del Nord con tutti i mezzi a disposizione. Peccato che tale soldato sia davvero privo di un qualsivoglia profilo psicologico e fisico: praticamente una marionetta che di rado spiccica due parole, lasciando ai personaggi di contorno l'arduo compito di narrare gli avvenimenti sul campo di battaglia. Mai in un videogame abbiamo assistito ad un protagonista così asettico, quasi avulso dal contesto ove si ritrova. Un entità per certi versi astratta, che si ritrova in una battaglia epocale quasi per caso. Ma tant'è. Di lui si conoscono giusto nome e cognome, ossia Robert Jacobs, in precedenza pilota di elicotteri caduto prigioniero dell'esercito invasore che, per fortruna sua, riesce a uscire dal campo di prigionia grazie all'intervento dei suoi compagni a stelle e striscie. Comincia così la contro offensiva a base di armi da fuoco pesanti e mezzi di ogni tipo.
Homefront infatti ricalca la formula dello shooter in prima persona bellico, facendo il verso ai vari FPS usciti di recente, tra Medal of Honor: Project Anaconda e Call of Duty: Black Ops. Dovremo quindi seguire un preciso percorso eliminando ogni minaccia che ci si presenta davanti, sfruttando la potenza dell'arsenale a disposizione e centrando alcuni obiettivi. Si prosegue così, senza sosta tra combattimenti epici ed avanzate un po' meno impegnative, in uno scenario che rimanda quasi alla Seconda Guerra Mondiale, con l'esercito Nord Coreano guidato dal generale Kim Jong-un, spietato contro i nemici maltrattandoli in modi allucinanti all'interno di veri e propri lager: frequenti saranno infatti scene ove assisteremo, soprattutto durante i primi tre livelli, ad esecuzioni e pestaggi dei compagni alleati. Quello che si percepisce però in generale è una piattezza cronica di originalità, fantasia per tematiche, scenografie e storia. Tutto scorre con cronica anonimità, dagli amici commilitoni ai nemici nord coreani, dalle ambientazioni alle varie situazioni di guerra. Insomma, Kaos Studio non ha fatto altro che riprodurre i canonici clichè del genere, senza spremersi più di tanto le meningi. E via così sino alla fine, tra un abbattimento di un veicolo nemico mediante RPG alla classica scorta muniti di sniper rifle, al piazzametno di C4 per far esplodere un punto di controllo alle sequenze stealth da noia totale, dalle fasi da rail shooter a bordo di corazzati tra improbabili fughe e devastazioni. Roba trita e ritrita, priva di personalità che possiedono invece i vari Medal of Honor, Battlefield e Call of Duty. E a peggiorare un gameplay già di per sè lacunoso ci pensano anche un infinito respawn dei nemici (che si "annulla" solamente dopo aver raggiunto il checkpoint prestabilito) e script scenici poco evocativi ma anzi fastidiosi. Aggiungiamo al tutto percorsi prestabiliti poco vasti, lineari e ripetitivi, ispirati al nulla e disegnati con poca fantasia, HUD scarno, poco chiaro e un arsenale di fuoco elemosinato con armi squallide (ci si poteva aspettare qualcosa di originale e invece...). Che dire poi della AI nemica e delle pochissime scelte strategiche per procedere nella storia? Nulla appunto, passiamo avanti...
Homefront online
Se la modalità per single player è praticamente da dimenticare, le cose cambiano sensibilmente nel reparto online. Homefront quasi si trasforma, regalando una modalità multiplayer tutto sommato divertente e in linea coi tempi. Due le modalità di gioco: Team Deathmatch (sino a 32 giocatori, 16 per fazione) e Controllo di Terra (si procede per acquisizione di alcuni punti strategici per la mappa, con le due squadre che alternativamente attacano e difendono). Ogni giocatore può gestire un soldato specializzandolo in determinate classi (sono sei in tutto e comprendono il Medico, l'Assaltatore, il Tecnico, il Cecchino ecc.) guadagnando i Battle Points in base alle vittorie, le uccisioni fatte e gli obiettivi centrati. Con i Battle Points è possibile così incrementare le skils del proprio soldato, sbloccando anche alcune Perk elitarie (un po' come avviene da tempo in Call of Duty), acquistando nuove parti di armi o nuovi gingilli di guerra. Come in Battlefield poi, anche in Homefront sono di rilievo i vari mezzi blindati, compresi droni spia a veicoli di ogni tipo. Le vaste arene, tra l'altro ben realizzate, donano poi grande strategia all'azione di gioco (cosa assente nel single player) ove la cooperazione con gli altri giocatori diventa di importanza primaria. Le sessioni online scorrono fluidi, sono adrenaliniche e veloci senza nessun problema tecnico di sorta (LAG, disconnessioni) e Kaos Studio ha saputo realizzare un pacchetto davvero completo. Peccato per le poche mappe a disposizione, solo 8, anche se non sono esclusi update delle stesse via delivery digital.
Single Player, Online e Tecnica
Homefront delude nel single player e galvanizza nell'online. Entrambe le modalità però peccano nella realizzazione tecnica, discutibile e non al passo coi tempi. Il motore 3D si Kaos Studio è l'abusato Unreal Engine 3, che però non fa nulla per sorprendere il giocatore, ma anzi lo tiene a debita distanza disegnando texure di dubbia qualità e modelli poligonali poveri nei dettagli e fiacchi nelle animazioni. Idem per tutto il resto, ossia negli effetti (orrendi) e nella realizzazione delle scenografie (piatte e poco animate); sembra quasi di trovarsi davanti ad un titolo della passata generazione. Si salva giusto il sonoro, discreto, e il sistema di controllo, immediato e pulito. Per il resto ci troviamo davanti all'ennesimo FPS sufficiente che fallisce miseramente nell'impresa di scalfire i mostri sacri del genere.


