Avere voglia di guardarla e avere voglia di essere visto. Nella sua semplice bellezza, e nel suo etereo sguardo fatta a macchina scorgo una lacrima triste, la sua anima mi guarda e nuovamente si racconta: vieni con me sotto la luce, ti devo parlare. E ancora mi chiedi "come va?". Ti rispondo "bene". Lo capisci subito che si tratta di una risposta parziale. Là fuori il vento allunga la traiettoria delle ombre. Le illude di poter viaggiare in orizzontale, e io ancora non mi sono stancato di andare a cercarle.Titolo: Metroid Prime 2: Echoes | Formato: GameCube | Distributore: Nintendo | Sviluppatore: Retro Studios | Genere: FPS-Adventure | Numero di giocatori: 1-4 | Multiplayer: No | Supporto: Mini-DVD | Versione: PAL | Testi: Italiano | Dialoghi: Italiano
Le mani addosso
Inizia, nella sua splendida logica e laddove finiva il primo episodio, attraverso un processo evolutivo che accompagna per mano il giocatore alla scoperta di una nuova anima appartenente all'evoluzione 'primiana' del concetto ludico, introducendo di fatto il giocatore in una nuova sensazione di videogioco.
Retro Studios, autocelebrandosi propone nella fattispecie a noi compiaciuti ed esigenti giocatori, questa evidente prova di superiorità, ridisegnando e fondendo in un dualismo di forme e colori uno degli oggetti più intriganti mai apparsi a video. Le battute iniziali regalano nella solitudine ambientale stralci di una trama raccontata dalle ultime gesta dei cadeveri incontrati lungo il cammino, grazie ai quali si percepisce la terribile sorte accaduta al popolo Luminoth e verso i quali inesorabilmente presteremo il nostro aiuto.
Design superlativi accolgono in un crescendo di ipnosi magnetica il povero giocatore, impegnandolo mentalmente in una ricostruzione scenografica che ha dell'incredibile, laddove il termine stesso ricerca magistralmente il suo significato. Facilmente e da subito ambientati nel luminoso pianeta di Aether siamo quasi subito espropriati delle nostre primordiali strumentazioni, e fatte salve qualche scaramucce iniziali siamo avvolti da una sensazione molto strana che non tarderà a manifestarsi: noi non siamo soli.
Il tema della solitudine tanto caro durante il primo episodio, cede in questo secondo il passo ad una sostanza diversa, costituita da elementi omogenei e armonici che ricercano nelle prerogative di insieme la sensazione che un 'occhio' nascosto sorvegli le nostre esplorazioni. Carratterizzato dal connubio luce e oscurità, sottolineando e proponendo con forza l'acerrimo scontro bene e male, il giocatore si trova a gestire due 'Mondi' paralleli, identici nella loro forma e sostanza ma il cui accesso è costituito da strade diverse, sinapsi interattive che intercettano il genio creativo di Retro Studios stupendo le nostre riflessioni in più di una occasione.
Se le avventure nel 'Light World' offrono sostanzialmente (nonostante alcune variazioni) un gameplay preciso al primo episodio, il vero elemento di contrasto è rappresentato dalla attenta pianificazione ed oculatezza degli spostamenti nel 'Dark Word' costringendoci talvolta a precisi calcoli mentali per raggiungere l'obiettivo. Nonostante i diversi progressi raggiunti nel corso del gioco come le aggiunte alla nostra preziosa termo-tuta la velenosa atmosfera di questo tenebroso mondo tridimensionale causerà (sempre a livello di gameplay) non pochi problemi ai nostri armoniosi movimenti, rimanendo talvolta affascinati dagli stucchevoli effetti grafici proposti, e taluni vi assicuriamo risultano davvero sopraffini.
Emozioni
L'occhio, il nostro, cede volentieri alla favolosa scenografia, votata a statuari impianti narrativi che decollano slanciandosi verso l'alto piuttosto che aprirsi ad estesi orizzonti; ambienti vasti, ariosi, migliorati ulteriormente e arricchiti di nuovi dettagli e textures di elevata qualità, combinano la loro armonia con gli splendidi effetti di luce che abbelliscono le armi, accentuati dal gioco di luci e ombre che caratterizza tutto il gioco, il tutto, naturalmente, senza alcuna concessione a cali di frame rate. Studiata nei minimi dettagli, mette a ferro e fuoco la nostra intelligenza innescando la medesima contrapposizone vissuta nel parallelismo con il 'mondo oscuro' nonostante l'ambiente non risulti così efficacemente prodigo (a ragione) di piacere visivo e alimenta la suggestione di una straordinaria capacità creativa, i cui risultati sono quelli che si paventano innanzi ai nostri occhi.
Usciti dal tunnel di questa emozionante suggestione visiva, siamo letteralmente travolti da un Level Design pazzesco, noi che pensavamo nel nostro piccolo mondo di avere visto di più abbiamo riavvolto il nastro, e il rewind riproposto ancora non concede tregua. Fissando quelle immagini che a schermo scorrono ci siamo chiesti in più di una occasione se non stessimo assistendo all'inizio della fine. Un 'countdown' finale che sortisce un effetto particolare atto a ricondurci agli albori del media ludico pensando di essere ormai sazi per la pietanza consumata, ricordando infine che anche durante il contesto del primo episodio ci eravamo lasciati andare a queste considerazioni. Echoes, strada facendo definisce un preciso bilanciamento di gioco, più curato più strategico e meno odioso al confronto con alcune situazioni vissute tempo addietro; infatti la presunta ipossibilità iniziale causata forse dallo spavento per la possanza dei boss è in parte dovuta alla ricerca dei punti deboli che una volta individuati conducono il giocatore direttamente al centro del bersaglio. Accorgersi di quanto gli scontri (oltre al resto) siano diventati spettacolari, strategici e mai lacunosi nella loro forma e sostanza significa riconoscere a Retro Studios capacità non comuni e più volte verremo sopraffatti dall'idea che quell'ostacolo sarà per noi insuperabile e ci accorgeremo di quanto lo studio e l'analisi del nostro avversario sia fondamentale per il risultato finale; se per voi memorabile è stato il ricordo dell'epico scontro con 'Ridley' altrettanto con noi vi compiacerete per le espressioni profuse.
Allineati al contesto, emerge e risalta chiudendo il cerchio del racconto, una colonna sonora efficace, simile alla precedente ma più sensuale, definita in sostanza come una rivisitazione nostalgica del passato che si concilia magnificamente agli ottimi ed efficaci effetti sonori.
Conclusioni
Accattivante, magnetico e paurosamente vicino alla perfezione, il gioco conferma il talento della softco texana 'Retro Studios' ormai completamente padrona dell'hardware Nintendo, confermando una talentuosità raramente vista in altre produzioni. Quello che stupisce nell'accurato lavoro è il raggiungimento di un risultato decisamente spettacolare che uguaglia e in qualche occasione supera le forti emozioni provate nel precedente Metroid Prime 1.
Secondo noi i due giochi, sono la stessa faccia di una quasi identica medaglia, e se il primo episodio ha denunciato qualche forzatura (soprattutto nelle fasi finali) a causa di una frettolosa pubblicazione, Echoes è il frutto delle abilità acquisite dal talentuoso team texano che ha potuto mettere finalmente al servizio della comunità questi fantastici risultati. Pur mantenendo costanti le sinergie nello sviluppo del gioco, il successo dell'intrigante dualismo di luce e oscurità e nell'aver saputo creare una evoluzione nel gameplay di gioco, è il piatto forte di questo titolo capace di proporre all'utenza del GameCube un oggetto dai mille desideri che ha delineato uno standard di innovazione straordinario e che sembra non essere colto da nessuno al di fuori di Nintendo stessa mai doma e parca dei propri successi, e che ci costringe finalmente a dire di avere trovato uno dei motivi che ci spingono alla predilezione videoludica.
Pro
+ Level design intellettualmente devastante
+ Enorme, vasto, immenso
+ Metroid allo stato puro
+ Da avere a tutti i costiContro
- Non pervenuto
Giochi consigliati:
- Metroid Prime 1 (GameCiube)
Link: Metroid Prime 2 - Nintendo
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