FlatOut 2 Hot

 
FlatOut 2

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FlatOut verrà sicuramente ricordato da molti come primo esponente del lancio del pilota. Come dimenticarsi infatti degli "splendidi" voli dal parabrezza che duravano anche alcuni secondi? Tralasciando questo fattore tragicomico, il primo FlatOut si presentava al pubblico come un racing game diverso dal solito, puntando su tracciati inusuali (molti elementi potevano essere fatti a pezzi), la presenza fissa di detriti (lamiere, gomme, guard rail e via discorrendo) e un'ottima modalità online (su XBox e PC). Purtroppo però, con l'avvento di Burnout Revenge i coders di BugBear hanno avuto l'insana idea di apportare modifiche al gameplay di FlatOut 2...






Formato: Xbox (vers. testata), PS2, PC | Distributore: Empire Interactive | Sviluppatore: BugBear | Genere: Racing Game | Numero di giocatori: 1-4 | Versione: PAL | Multiplayer: Online per 6 | Supporto: 1 DVD-Rom | Testi: Italiano | Dialoghi: Assenti | Link: FlatOut 2 - BugBear


Squadra vincente... si cambia (???)

Insolita la scelta della softco russa. Il Primo FlatOut era un mix perfettamente riuscito di racing demolition (avete in mente Destruction Derby per PSOne?) e racing tradizionale (settaggio della propria autovettura, upgrade tecnico e tornei da vincere). Certo, il gioco non brillava certo per "velocità", tanto che le pachidermiche (e mezze scassate) vetture a malapena sfioravano i 180 Km/h, però il divertimento era assicurato da spettacolari incidenti, la possibilità di demolire praticamente ogni singolo oggetto del circuito che rimaneva sull'asfalto (così come per i pezzi dell'auto) per tutto il tempo della gara, rappresentando quindi un elemento di disturbo in più (prendere uno pneumatico a 150 orari non è il massimo della vita...). Flatout 2 invece stordisce, almeno all'inizio. Questo perché BugBear ha voluto scopiazzare quel (mezzo) capolavoro di Burnout Revenge convogliandolo sul binario FlatOut. Purtroppo però, il risultato non è dei migliori. AoG si aspettava un bel sequel, migliorato magari negli aspetti meno riusciti nel primo FlatOut. Ora invece ci troviamo difronte ad un clone spudorato di Burnout. Questo secondo episodio però, mostra notevoli spunti interessanti e sebbene la dinamica degli incidenti non è della complessità del racing game di Criterion, FlatOut 2 si poggia su di un solido gameplay e un track design a dir poco strepitoso. Innanzitutto la velocità: in questo seguito vengono abbandonati i vecchi scassoni in favore di vetture più sportive e performanti. 34 sono in tutto i veicoli che è possibile scegliere (tra acquisto e sbloccaggio di auto extra), due delle quali da "salvare" nel proprio garage (laddove in FlatOut era possibile selezionare solo una automobile per volta). Anche la varietà non manca, i modelli di vetture si dividono in quattro categorie: compact, 4x4 pickup, muscle cars e sport (suddivisi a loro volta in tre sottogeneri). Ancora una volta, la modalità di gioco principale è quella Carriera che, nel single player, costituisce una vasta raccolta di sfide e competizioni. Tra le classiche gare ove bisogna puntare al podio, si affiancano prove di demolizione, lancio del pilota, spettacolari crash test a punti. Prima di cominciare a gareggiare, il gioco vi offre la possibilità di scegliere una tra i sette piloti virtuali (maschi e femmine). Compiuta la scelta, è il turno dell'acquisto del mezzo. Inutile dire che la scelta, causa mancanza di liquidi, ricadrà su modelli più economici della classe Deby ("bolidi" resistenti ma lenti). Iniziando a vincere le prime partite, le casse verranno rimpinguate di utili fondi, da investire principalmente in due modi: compera di un veicolo più performante, update del veicolo in uso (turbo, scossa, meccanica in generale). Questo perché man mano che si proseguirà nel gioco, gli avversari diventeranno sempre più coriacei grazie anche al supporto di vetture più performanti. Una caratteristica del gioco però, è data proprio dalla struttura delle piste: è fondamentale infatti sfruttare al meglio le caratteristiche di uno o l'altro mezzo (ad esempio il 4x4 sarà più versatile su di un circuito di montagna piuttosto di uno da gara con lunghi rettilinei).

Total demolition?

Finite le classiche operazione pre-game, FlatOut 2 appare in tutta la sua essenza: adrenalinico, veloce, divertente nonostante un sistema di controllo assai semplicistico (dicesi arcade). Il notevole miglioramento del track design (sono presenti in questa seconda edizione più scorciatoie, bivi, strade alternative) influisce senz'altro sul gameplay del gioco. Grazie alla modellazione dei circuiti, adesso non si possono più dormire sonni tranquilli, dato che sarà più facile riprendere chi a capo della bagarre. Insomma, diventare primi non significa necessariamente aver già vinto. E questo in FlatOut è sicuramente un punto in suo favore. Le riprese, un errore di traiettoria, un incidente, una sbandata per colpa di quel maledetto pezzo di lamiera fermo a centro pista, agevolano la dinamicità delle varie corse. Ovviamente grande importanza viene data alla condotta in gara. Più si fa a sportellate, più si manda in errore l'avversario, e più turbo ci verrà ricaricato. Le dinamiche quindi, ancora una volta, si fondano sul modus "destruction" delle altre vetture. Del resto è lo splendido track design che influisce positivamente su questo aspetto: dossi, rampe, chicane, paraboliche, bivi. Tutto creato ad hoc per rendere inevitabili scontri all'ultimo parafango e ribaltamenti di ogni tipo. Peccato però, che un elemento tanto piccolo, quanto stupido, possa imperversare in qualsiasi momento all'interno di FlatOut 2 e comprometterne la giocabilità; parti indistruttibili. Sebbene moltissimi oggetti e parti di fondale possono essere distrutte, esistono piccoli elementi (ad esempio, i paletti del guardrail) che appaiono solidi come montagne di granito, e finirci addosso equivale, subitaneamente, all'arresto del mezzo (innestare la retromarcia e ripartire è l'unica via di fuga, anche se c'è il tasto di "ripristino" ma così facendo si perdono più secondi). Un vero peccato, perché in prossimità del traguardo, mandare ai quattro eventi una corsa intera per via di un paletto o un cartellone di legno (in apparenza, visto che è indistruttibile) che presentano la consistenza di una nave da costa crociere manda davvero su tutte le furie. Un bug sfuggito forse ai coders di BugBear. Se tralasciamo questa pecca di gioco (che comunque appare in occasioni più uniche che rare), FlatOut comunque risulta essere un titolo estremamente divertente, variegato, mai monotono grazie alle tantissime competizioni, sia in single player (per 4 giocatori via split screen o in 8, a turni, nelle prove da crash test) e sia in multiplayer online. Si perché questa edizione di FO presenta (assente ancora per PS2) un'interessante modalità in rete dove fino a 6 partecipanti possono darsi battaglia in mini-tornei (destruction o a punti) o corse singole. In altre parole questo sequel si sviluppa sul filone del "doppio" proponendo il tutto raddoppiato rispetto al passato. QUesta volontà dei programmatori di espandere ogni singola virgola di FlatOut 2, lo pone a confronto diretto con Burnout Revenge, titolo a cui ne attinge a mani piene. Gli incidenti sono meno "apocalittici" sebbene rappresentino una buona dinamica. Insomma, FlatOut 2 è più veloce, più divertente, più longevo, più bello graficamente. Purtroppo ci si ferma al "più" dato che poi, il racing game di BugBear non propone nulla di nuovo. Si entra quindi nel classico bivio: accontentarsi di questa evoluzione, oppure storcere il naso difronte all'ennesimo seguito updatato in tutti i suoi aspetti? Effettivamente FlatOut 2 è la sintesi completa del primo episodio con l'aggiunta dell'effetto speed velocity (e crash system) di Burnout. Nulla di più. Può andare bene così. Ma anche no. Tutto dipende, come al solito, dal videogiocatore interessato all'acquisto. Onestamente vi consigliamo FlatOut 2 perché, a nostro avviso, si presenta come un ottimo gioco di corse, che a grandi linee ricorda i fasti del primo Destruction Derby (e relativo seguito), con tanto di arene di distruzione (ben 6), apparso su PSOne.

Tutto, di più

FlatOut 2 appare molto curato anche sotto il versante tecnico, dove ottimi tracciati (assai variopinti e diversificati) sono realizzati con estrema cura. Anche i modelli poligonali delle automobili (si tratta di scassoni inventati, dato che non esiste nessuna licenza ufficiale) sono ben disegnate e presentano una buona varietà (tre le classi presenti tra l'altro, Derby, da città e su strada). La fisica delle collisioni realistica (così come l'ormai famoso RagDoll applicato sui piloti in "uscita") e il sistema di controllo, per quanto arcade, risulta perfetto per lo stile di gioco. Chiudiamo con un accenno al sound track: anche in questo caso le similitudine con Burnout Revenge non si fanno mancare, dato che il gioco prodotto da Empire può contare su brani di Megadeth, Audioslave, Motley Crue, Nickelback, Rob Zombie, Papa Roach per un totale di 20, splendide, tracce audio. Un titolo da provare comunque.

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Dettagli

Pro

+ Ottima grafica
+ Track design eccellente
+ Veloce e adrenalinico
+ Online per tutte le versioni
Contro

- Simile a Burnout Revenge
- Mero update quantitativo
- Qualche bug di collisione

Giochi consigliati:

- Burnout Revenge (Multi)
- Destruction Derby 2 (PSoNe)
- FlatOut (Multi)