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Commandos Strike Force Hot

 
Commandos Strike Force

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La serie Commandos, creata dai Pyro Studios, rappresentò su PC la summa dello strategico in tempo reale. Ben tre furono i titoli sviluppati e tutti ottennero sempre grande successo, sia di critica e sia di pubblico. Al comando di un trio di militari (altri se ne aggiungevano nel corso dell'avventura), bisognava portare a termine numerose missioni utilizzando nella maggior parte del tempo, raziocinio e prontezza di riflessi. Faceva da sfondo la Seconda Guerra Mondiale. Difficile dimenticarsi di quelle splendide ambientazioni, ricche di dettagli e di una AI che metteva a dura prova anche il più veterano dei videogamers. Il tutto con una splendida visuale panoramica a volo d'uccello. Commandos Strike Force cerca di ripetersi, passando però in "prima persona". George Brown, William Hawkins e Francis O' Brien stanno per entrare di nuovo all'azione...




Formato: Xbox (vers. testata), PS2, PC| Distributore: Eidos Interactive | Sviluppatore: Pyro Studios | Genere: FPS | Numero di giocatori: 1 | Versione: PAL | Multiplayer: online/system link fino a 8 giocatori | Supporto: 1 DVD-Rom | Testi: Italiano | Dialoghi: Italiano | Link: Commandos Strike Force - Eidos


Ancora i Commandos!

Scelta coraggiosa quella dei Pyro Studios di abbandonare le meccaniche dei tre precedenti Commandos e riproporla con visuale in prima persona. In questo modo la strategia lascia il posto ad un azione più frenetica e coinvolgente che in passato. Nonostante ciò si riesce a sentire lo stesso feeling degli altri Commandos. Innanzitutto ancora una volta sarà possibile utilizzare il trio di partenza, switchando liberamente da un membro all'altro in tempo reale. Ogni soldato ha delle caratteristiche differenti e ben marcate. George Brown è l'esperto in infiltrazioni (peculiari le sue tecniche di spionaggio e camuffamento), William Hawkins è il cecchino infallibile (si, certo, molto dipenderà dalla vostra mira...) e Francis O' Brien è il classico soldato tuttofare, esperto negli scontri a fuoco e ottimo conoscitore di armi. L'obiettivo principale del commando è quello di prestare supporto agli Alleati nelle campagne di Francia, Norvegia e Russia e destabilizzare così i contingenti nazisti del Terzo Reich. Sebbene Commandos Strike Force sia un FPS a tutti gli effetti, Pyro Studios ha fatto si che la struttura del gioco risultasse simile ai vecchi Commandos. Nei vari livelli si potranno utilizzare solo due dei tre soldati (scelta dettata dalla ragione, in questo modo non si farà confusione), ma grazie alle varie abilità dei commilitoni infatti, le sequenze con cui si affronteranno i vari stage saranno sempre diverse ed è possibile effettuare strategie sempre differenti lasciando così al giocatore la totale libertà d'azione. Ovviamente i quadri sono studiati per donare sempre un approccio strategico.
In questo senso Commandos Strike Force appare unico nel suo genere. Prima di effettuare ogni qualsivoglia azione militare, è necessario studiare bene e a tavolino tutti i singoli spostamenti. Ad esempio, in un'area colma di soldati nemici, una scelta plausibile è quella di mandare il cecchino in copertura dell'infiltrato. Ma le combinazioni che è possibile sfruttare con i due commandos non si esauriscono certo in un paio di esempi, anzi. Nel gioco non mancano poi mezzi blindati di ogni tipo o postazioni fisse di cui è possibile prenderne il controllo. Il gameplay appare quindi "libero" e che lascia al giocatore il pieno controllo del mini-team e sul come affrontare le situazioni in-game. Concetti come linearità e ripetitività vengono meno in Commandos Strike Force. e questo non può non essere un punto in suo favore. La giocabilità si attesta quindi su ottimi livelli mentre il gioco non fa distinzioni (ne' sconti...) sul tipo di approccio che si vuole usare (stealth, mitra alla mano, combinativo e così via).

I tre eroi

Come già detto, nel corso dell'avventura potremo usare solo due dei tre membri del commando. In questo modo le dinamiche del gioco cambieranno radicalmente grazie alle abilità dei tre eroi. George Brown, la spia, ha travestimenti di ogni tipo e la possibilità di guardare tra le serrature, William Hawkins oltre ad essere un cecchino micidiale (in questo senso si può "arrestare" per un tot tempo il respiro e ottenere così meno oscillazioni sul reticolo di mira) è anche molto abile nell'uso di coltelli (utili per non farsi scoprire ed eliminare nemici in silenzio) mentre Francis O'Brien, sebbene non predisponga di particolari feature, la sua abilità con mitra e granate è insuperabile. Per prendere dimestichezza con i vari personaggi (e le loro abilità), nel primo livello il gioco ci metterà a disposizione il cecchino (solo con i coltelli) e del Rambo di turno. In una sorta di grande tutorial (tra l'altro assai utile), il gameplay di Commandos Strike Force inizia a snocciolare tutte le sue peculiarità. In particolar modo quando si raggiunge il commando (compresi cioè gli altri soldati nostri alleati) in una fattoria assediata dalle forze naziste. Per certi versi, soprattutto per alcuni momenti bellici, Commandos Strike Force fa il verso a capolavori ludici del calibro di Call of Duty o Brothers in Arms. La drammaticità degli eventi è riproposta anche nel titolo Papyrus con estrema cura e fedeltà (le grida di disperazione dei compagni che pensano di non farcela, lo stupore nel vedere esplodere di gioia il gruppo in seguito ad una giusta tattica e così via).
Il tutto ovviamente coinvolge ancor di più il giocatore impegnato su più "fronti". Insomma, grazie al sistema di "scambio" dei protagonisti, è possibile affrontare le battaglie con più punti di vista. Ma la cosa sorprendente è anche il funzionamento della AI delle truppe del Terzo Reich. I soldati rispondono sempre a comandi differenti, lasciando alle spalle i soliti pattern prefissati sempre presenti in altri giochi di questo tipo. Certo, le reazioni sono le più diverse ma capita anche qui di vedere il ripetersi di alcuni movimenti. Il risultato finale però, è più che discreto, il che contribuisce ancora una volta alla totale immersione del player (ivi compreso la decisione da prendere, dato che il piano è saltato causa effetto sorpresa del nemico). Differente il discorso invece durante il combattimento a fuoco. Di rado infatti si assiste a delle deficienze della AI. Se nei pattugliamenti e nelle ricerche (stati d'allarme, richiamo dei compagni ecc.) si sfiora la perfezione, negli scontri i soldati nemici tendono a seguire sempre gli stessi movimenti (attacco dietro un posto di copertura). Così, durante quelle che dovrebbero essere le fasi più adrenaliniche, l'effetto sorpresa svanisce miseramente lasciando il posto a classiche situazioni belliche, poco coinvolgenti (e per chi ha giocato a Black sa cosa intendiamo). Nonostante tuto il risultato finale può dirsi più che soddisfacente.

Strategie di guerra

Come più volte ripetuto la peculiarità di CSF è da ricercare nella totale libertà data al giocatore sul come muoversi sul campo di battaglia. A donare ancor di più questa sensazione di libertà vi è anche un level design ottimo che lascia al giocatore la possibilità di studiare a tavolino ogni sua singola mossa. Certo, molto dello spessore tattico in questa versione "FPS" è andato perso, ma lo sforzo comunque dei Papyrus nel donare lo stesso feeling dei prequel si vede ed è tangibile. Anche il sistema di controllo viene a favore del giocatore, che in ogni momento può switchare l'altro eroe avendo così gestione totale sul duo. Dove invece CSF lascia a desiderare è nella realizzazione tecnica. Sebbene modelli poligonali e ambientazioni risultino ottime, è la definizione delle texture che non convince a pieno. Non che la grafica sia brutta, ma per un gioco di questo calibro ci si aspettava certamente uno sforzo creativo maggiore da parte degli sviluppatori. I pochi particolari visivi tendono così ad appiattire i vari stage. Anche gli effetti come deflagrazioni, fiamme, polvere sono poco convincenti. Tutto sommato la fluidità è garantita, ma una modellazione architettonica maggiore sicuramente avrebbe aumentato anche l'esperienza di gioco.
Si ha così l'impressione di trovarsi difronte a strutture sin troppo piatte e asettiche (ancora una volta, Black fa scuola...), perdendo il confronto diretto coi già citati Call of Duty e Brothers in Arms. Ed è un vero peccato perchè CSF è un ottimo titolo che apporta diverse novità nel gameplay e per questo motivo appare "unico". La longevità è garantita dai 14, lunghissimi livelli mentre l'audio, pur senza sconvolgere, risulta ben fatto e le tracce audio sono tutte orecchiabili. Discreto infine il multiplayer online che, sebbene presente nelle classiche forme quali Team Deathmatch, capture the flag, è ben realizzato. Certo, il numero di partecipanti è solo otto, ma l'estremo tatticismo che si viene a ricreare in-game giustifica in parte l'esiguo numero di players ammessi per ogni partita. In definitiva CSF risulta essere un titolo più che discreto, che fa della sua libertà d'azione e dell'innovativo sistema di switch i suoi cavalli di battaglia. Se fosse stato più curato sotto l'aspetto tecnico senz'altro la votazione finale sarebbe stata più alta. E' comunque un bel passo avavnti per la serie nonostante molti potrebbero storcere il naso di fronte a questo FPS che rompe di netto col passato...

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Dettagli

Pro

+ Dinamico
+ Switch tra due personaggi
+ Longevo e divertente
Contro

- Realizzazione tecnica suffciente
- Online scarno

Giochi consigliati:

- Call of Duty 2 (Multi)
- Brothers in Arms 2 (Multi)
- Black (PS2, XBox)