
Final Fight... questo nome non può che far scendere una lacrimuccia a chi a passato la propria infanzia nella sala giochi (parliamo del lontano 1990...), a chi sfogava la sua rabbia giornaliera davanti al cabinato di quello che può essere definito, insieme a Double Dragon e Vendetta, la punta massima del beat’em up a scorrimento. Si sa, i ricordi dell’infanzia sono sempre più piacevoli e spesso la dura realtà ci fa rendere conto che i bei tempi andati non tornano più. In termini videogiochistici questo si riflette nei remake di vecchi capolavori che, a parte rari casi, non solo distruggono il ricordo ma ci fanno pensare che alcune cose, è meglio che rimangono nei nostri cuori senza il bisogno di tirarli fuori per forza. Questa lunga anteprima per chiarire che, come è successo con l’orribile remake di Altered Beast, anche Final Fight Streewise è brutto, inguardabile e decisamente inutile...Capcom perchè l’hai fatto?
Formato: XBox (vers. testata), PS2 | Distributore: Capcom | Sviluppatore: Secret Level | Genere: Azione | Numero di giocatori: 1-2 | Versione: NTSC USA | Multiplayer: Assente | Supporto: 1 DVD-Rom | Testi: Inglese | Dialoghi: Inglese
Gli eroi del vecchio Final Fight erano Haggar (il sindaco di Metro City), Guy e Cody (costoro presenti anche in un paio di edizioni di Street Fighter...), in questo remake loro non ci saranno, ovvero non potrete sceglierli come personaggi giocabili, l’unico selezionabile è Kyle, fratello di Cody, la cui missione sarà proprio quella di ritrovare il biondo consanguineo scomparso. Ed anche da questo punto di vista la situazione è decisamente pessima...
Metro City, che fa da sfondo alle nostre avventure, è ormai sotto il controllo di diverse bande divise in quattro aree principali: Little Italy, Japantown, Pier District e Kyle's Hood. Kyle dovrà non solo affrontare le varie bande alla ricerca del fratello Cody, ma sgominare anche una gang di spacciatori che sta invadendo la città con una nuova e letale droga la: GlycoLauric Octanol.
Final Fight, anni fa, riuscì anche nell’impresa di porsi all’attenzione del pubblico sia per la giocabilità perfetta che per la grafica in 2D che in quei tempi fece gridare al miracolo, mentre questa versione risulta essere il punto più basso raggiunto dalla console Microsoft, visto che ci troviamo davanti ad una grafica pessima, che definire spartana è già un complimento, con colori scialbi e con locazioni e personaggi realizzati con pochi poligoni e tutti decisamente blocchettosi e spigolosi. Per i characters sia principali che secondari sembra che i programmatori della Secret Level abbiano dimenticato alcuni frame, visto che tutte le animazioni risultano decisamente scollegate una dall’altra, e come ciliegina sulla torta, abbiamo dei poligoni che si fondono uno con l’altro creando degli effetti decisamente disgustosi per gli occhi. Vi anticipo che l’unica cosa che si salva in questo gioco è la colonna sonora: troverete pezzi dei Slipknot (tra l’altro molto pubblicizzati all’interno del gioco stesso), Dub Pistol, Fear Factory (presente anche un loro video sbloccabile dopo aver finito il gioco) ovvio che se non sopportate questo genere di musica togliete altri 3 punti al voto del gioco.
Se Atene piange, Sparta non ride...cioè anche le meccaniche di gioco sono pessime, gestire il vostro personaggio, che spesso non risponde ai comandi, è un’impresa quasi titanica, ma a semplificare il tutto ci viene incontro un’IA che rende i nemici più simili ad amebe, con una stupidità tale da permettervi di pigiare sempre sullo stesso tasto senza venir mai attaccati da nessuno. AoG capisce che per un gioco del genere non è richiesta una grande dose di strategia, ma qui si tocca il fondo visto che potrete combattere anche ad occhi chiusi senza preoccuparvi di essere mazzolati a dovere dalle gang rivali. Anche in questo caso, visto che va molto di moda (basta vedere Urban Reign o BeatDown...) e prolunga la longevità del gioco (qui ridotta a 4/5 ore di gioco massimo...), non affronterete solo la missione principale del gioco, ma ci saranno anche delle subquest opzionali che vi porteranno un pò in giro per la città, niente di diverso rispetto al solito, visto che il vostro compito sarà solo andare dal punto A a quello B, picchiare qualcuno più o meno forte, e ricominciare. Ridicolo anche il sistema di crescita del personaggio, a cui è possibile incrementare alcune caratteristiche fisiche che sbloccano nuove mosse, più che un incentivo a picchiare risulta essere un’inutile perdita di tempo. Cosa salva questo gioco? Forse la possibilità di sbloccare la versione arcade del primo, mitico Final Fight, ma chi è disposto a spendere 50/60 Euro per giocarci, visto che esistono degli emulatori perfetti del beat’em up Capcom?
L’impressione è che, con Final Fight: Streetwise, Capcom voglia letteralmente prendere per il culo i giocatori, pensando di trovare davanti dei polli con l’aviaria a cui basta sbattere un nome storico in copertina per pensare di vendere qualche unità del gioco...il problema è che molto probabilmente ci riuscirà. Inutile dirvi di stare il più lontano possibile da questo gioco sia nella versione Xbox (qui recensita) che per quella PS2.
Pro
+ Il nome rievoca dolci ricordi
Contro:
- Inguardabile
- Ingiocabile
- Inutile
Giochi consigliati:
- Urban Reign (PS2)
- The Warriors (Multi)
- Beatdown (Multi)
- Final Fight (Retro)
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