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The Warriors Hot

 
The Warriors

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Hip-hop. Vestiti larghi e coloratissimi griffati da giovani talentuosi (vedi Mark Ecko). IPod in mano. Bombolette spray per taggare i sobborghi della città. Linguaggio sleng giovanile, magari ritoccato ad hoc per contraddistinguersi da altri gruppi. Già perchè le grandi metropoli hanno per le loro strade clan più o meno folti di ragazzi che si configurano in una determinata comitiva, con un determinato stile. O meglio, banda. La cultura del free-style ha invaso ogni angolo di strada e tutti noi ne siamo coinvolti. Basti pensare a New York o San Diego. Basta vedere MTV per rendersi conto di come questa cultura, questo modo di interfacciarsi verso la vita, stia assumendo un ruolo importantissimo per i giovani...





Formato: Xbox (vers. testata), PS2, PC | Distributore: Rockstar | Sviluppatore: Rockstar Toronto | Genere: Action Game| Numero di giocatori: 1-2 | Versione: PAL | Multiplayer: Assente | Supporto: 1 DVD-Rom | Testi: Italiano | Dialoghi: Inglese


Urban life


Ed ecco fenomeni come i grandi rapper USA (Eminem, 50 Cent, Coolio, giusto per citare qualche nome) approdare dalla strada al piccolo schermo. E le storie di queste persone, che provengono da quartieri non certo nobili (Liberty City o Bronx ad esempio), sono usciti da un passato magari burrascoso, fatto di spaccio, rapine e prostituzione. Nonostante ciò, queste personaggi ora famosi non nascondono la loro vera identità e, cosa ben più importante, non tradiscono i loro "gruppi" di provenienza. Quante volte si sente ancora parlare di regolamento di conti tra rapper e rispettivi gang? Quante volte, per sfortuna, abbiamo anche sentito di artisti uccisi perchè considerati rivali (Notorious BIG o 2Pac...)?
Cambiano i tempi ma la urban life sembra non essere cambiata di una virgola, nemmeno a distanza di 30 anni. E The Warriors (I Guerrieri della Notte, in Italia) il film culto degli anni '80 ne rappresenta lo spirito. Nella pellicola di Walter Hill infatti, ambientata verso fine anni '70, gruppi di bande rivali si davano battaglia lungo le strade della grande Mela. Modi di vedere differenti, abiti diversi per stile e colore, ma con un obiettivo ben preciso: prendere dominio di gran parte dei quartieri della city. Questo era il concetto alla base dei grandi gruppi di fanatici. Nel film The Warriors però, l'intolleranza tra le bande, viene messa da parte quando il "guru" della situazione (Cyrus che reincarnava, bene o male, lo spirito di tutti i "guerrieri" sebbene appartenesse ai Riffs), dopo un suo comizio, viene ucciso da un ignoto. La colpa viene addossata agli Warriors. Inizia così la caccia all'uomo (o meglio, alla gang incriminata dell'assassinio) più cruda che l'essere umano abbia mai potuto conoscere.

Can you dig it? Can you dig it?

Come nel film, anche il videogioco inizia con la medesima sequenza che riprende tutte le bande riunite in un parco di Coney Island ad ascoltare le parole di Cyrus. All'improvviso uno sparo si sente dalla folla e il corpo del grande "fratello" volare all'indietro. Cominciano i primi disordini, poi il capro espiatorio ricade sul gruppo noto come i The Warriors. Terminata la sequenza in FMV (i cui modelli riprendono quelli degli attori in carne e ossa che intepretarono The Warriors, tra cui i mitici Michael Beck, James Remar, Dorsey Wright, Brian Tyler e David Harris) parte un flashback che ci riporta indietro di 90 giorni prima dell'omicidio (questa parte è del tutto nuova rispetto al film). La camera poi si focalizza su un giovane tagger (colui che imbratta i muri col suo "logo"). Il suo nome è Rembrandt e viene ingaggiato proprio dal boss dei The Warriors. Ciò che ci si pone davanti è il più classico dei tutorial. Pochi istanti ed entreremo nelle vesti di Rembrandt, giovane senza arte nè parte assai felice della proposta di entrare a far parte della gang newyorkese. Poche prove da superare, basate più che altro sul combattimento (fulcro dell'azione del gioco) e sulle rapine. Una volta presa confidenza coi mezzi (si tratta di imparare bene le tecniche di combattimento) ed aver dimostrato le proprie abilità sul campo, ci verrà dato il mitico smanicato dei The Warriors, simbolo del gruppo. Poi una breve sequenza in real time, i festeggiamenti per Rembrandt, nuova recluta, seguiti da un attacco a sorpresa dei rivali di zona. Inizia il gioco vero e proprio. Pochi attimi ancora e ci troviamo a comandare il capo dei The Warriors (Rembrandt ci seguirà assieme all'altro gruppetto di facinorosi).

Fottuti bastardi, massacriamoli!!!
NB: questa parte verrà descritta con un linguaggio colorito e adeguato allo stile del gioco e del film.

Onde evitare pericoli era necessario recuperare gli altri membri del clan e fargliela pagare a quei fottutissimi pezzi di merda. Cosa cazzo credevano di fare con quell'irruzione? Ok ragazzi, ci siamo, raduniamo tutti gli altri e facciamo visita al loro capo.

Pochi metri avanti, un posto di blocco, poliziotti ovunque

Cosa cazzo facciamo? Hanno preso due dei nostri fratelli!!!
Tranquilli ragazzi, ho un'idea, distraete i piedi piatti, lanciate qualcosa lontano, magari una cazzo di bottiglia.
Ok capo!
Bene, andiamo a liberare i nostri due compagni.
Stordite le guardie con due colpi ben assestati ragzzi!
Ottimo lavoro, ora dobbiamo cercare quel maniaco di Edge. Infatti, eccolo là che si tenta di scopare una sgualdrina di quartiere.
Ehi Edge!!! Vieni qui, ci hanno attaccato i nostri "vicini" dobbiamo fargli vedere chi comanda qui!!
Ok capo, arrivo subito.

Trovati gli altri tre compagni, la meta era nella piazza principale di Coney Island.

Perfetto, ora tiriamo fuori le palle e spacchiamo la testa a queste merde!!!
Usate tutto ciò che volete, bastoni, bottiglie, fate voi!
"Una rissa imponente, sangue ovunque, quei bastardi l'hanno presa nel culo di brutto".

The Warriors, the game

Il paragrafo su raccontato non è altro che la prima vera missione del gioco. Dopo la violenta rissa tra i due clan, si tornerà a vestire i panni di Rembrandt. Il prossimo obiettivo è semplice: bisogna praticamente taggare le zone più importanti dei rivali. In altre parole The Warriors assume la classica struttura da beat em'up farcito da numerosi sotto-giochi (come scassinare, rapinare, marchiare il terreno con i graffiti, seguire determinati obiettivi e così via) che non fanno altro che ampliare l'esperienza di gioco, rendendola in ogni momento sempre originale e divertente. Ovviamente l'enfasi è posta sulle continue scorribande delle gang, in cui i combattimenti sono il fulcro dell'azione. Sulla mappa principale (in puro stile GTA...) sono segnalati target, le zone W (quelle da taggare) e le F (dove poter recuperare l'energia comprando il Flash, una droga sintetica). Rockstar ci mette quindi nei panni del perfetto teppista da strada degli anni '70 e '80 ricreando anche i luoghi (in questo caso i sobborghi e le vie di Coney Island e di New York) in maniera credibile e identici al film. Senza dubbio, a Rockstar va attribuita la grande esperienza nel settore, mai in un videogioco (escludendo GTA) si è vista tale cura nella vita da strada. Scassinare ad esempio i negozi (bisogna centrare i rocchetti della serratura) prevede un tempismo perfetto e più facciamo passare il tempo e più probabilità avremo di trovarci di fronte la polizia. Ed è proprio il fattore casualità che rende The Warriors unico: difficilemente ci si presenta la stessa sequenza ed è praticamente impossibile conoscere gli esiti di un furto, di una rissa o di una fuga (sono elementi random). Si potrà incappare ad esempio in un arresto (in questo caso si prenderà il controllo di un personaggio secondario, il cui obiettivo sarà quello di liberare Rembrandt), oppure vedere i nemici cadere sotto le forze dell'ordine (di converso, bisognerà aiutarli), o ancora, durante una rissa fare ingresso la polizia e così via. Come già detto, molta enfasi è stata posta durante i combattimenti (belli e divertenti proprio come nella pellicola). In questo caso il gioco si trasforma diventando praticamente un picchiaduro. Le mosse sono tantissime, si uniscono, a quelle di base, combo di varia natura, sottomissioni, attacchi con armi e via su questa strada. La violenza degli scontri, il sangue che sgorga a fiumi (e il linguaggio, sempre scurrile), fanno di questo The Warriors un perfetti mix di action game e beat em up. Questo grazie al sistema di controllo che in ogni situazione garantisce flessibilità e risposta ai comandi sempre ottimale. L'unico neo è rappresentato dalla telecamera, spesso lenta nel seguire le "gesta" del nostro alter ego. Un vero peccato. Il gameplay è comunque estremamente vario e dinamico, oltre alle rapine, le risse, alle fuge repentine, vi sono anche missioni in cui bisogna prestare massima attenzione a non farsi scoprire o usare diversivi non violenti per eludere il nemico. In ogni istante di gioco, ove si è in gruppo, il gioco ci mette a disposizione anche una serie di comandi per far eseguire le azioni scelte ai nostri compagni. Ad esempio si può chiamare la ritirata, l'attacco a sorpresa e via così, per un totale di 6 diverse "sequenze". Questo dona al gameplay una fase tattica e strategica anche se, il più delle volte, si finisce quasi sempre nella rissa generale.

Una casa per Rembrandt

Tutti i propri progressi possno essere salvati entrando nell'umile dimora di Rembrandt (ricorderete gli appartamenti di GTA...). Dalla casa è possibile uscire e girovagare in piena libertà nella città, ricercando magari gli innumerevoli bonus sparsi per la mappa, svolgendo lavori secondari (sempre inerenti alla malavita, non finirete mai come pizzettaro) oppure iniziare le subquest (molte termineranno con dei filmati che approfondiscono alcuni elementi della trama). Non vestiremo solo i panni di Rembrandt; in molte missioni infatti impersoneremo gli altri componenti della banda. Ma la vera novità di The Warriors è la modalità di gioco per due giocatori, anche nella storia principale. In questo caso è possibile affrontare tutte le varie situazioni con un amico (lo schermo andrà in split quando i protagonisti si allontanano dalla mappa, di converso quando si sta vicini il tutto viene visualizzato per intero). Oltre alla storia, The Warriors offre anche una simpatica modalità denominata Rissa, in questo caso il gioco si trasforma in un classico picchiaduro a incontri ove fronteggiare i nemici in arene studiate appositamente. L'unico neo del gioco è rappresentato da una longevità non proprio elevatissima. Dal punto di vista tecnico infine, The Warriors non delude affatto le aspettative: la grafica è fluida, ben dettagliata, le animazioni dei personaggi molto curate. La città appare viva (traffico, cittadini, poliziotti ecc.) e una nota di merito va senz'altro all'ottimo compartimento audio del gioco. I brani sono tutti molto orecchiabili e anche gli effetti sonori sono realizzati con cura. Solo la telecamera a volte si perde l'azione di gioco, ma è un aspetto comunque sia marginale.
In definitiva, The Warriors è un ottimo titolo, divertente, che riprende la vita delle bande da strada, facendo leva sulla violenza e sulle sequenze che hanno reso celebre l'omonimo film. Un videogame consigliato a tutti gli amanti dell'action game puro e che adorano le scazzotate in stile rissa. Diverso da GTA ma non per questo meno profondo. Altro successo targato Rockstar.

Voto: 90%


Pro

+ Atmosfera del film
+ Divertente e vario
+ Struttura dinamica
+ Realizzazione tecnica pregevole
+ Gioco per due
Contro

- Non dura molto
- La telecamera da cenni di cedimento



Giochi consigliati:
 
- La serie GTA (Multi)
- State of Emergency (Multi)





 

 





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