Kingdom Hearts Hot

 
Kingdom Hearts

0.0%

average








ImageQuando la Luce diventa Oscurità E la Calma si trasforma in
Tempesta Quando la Realtà è un Sogno Il Bene deve combattere il Male Il
Coraggio è la Chiave Libera il tuo Destino.










Formato: PS2 | Distributore: SCE Europe (pal) | Sviluppatore: Squaresoft |
Genere: Action RPG | Numero Giocatori: 1 | Modalità Online: Assente | Versione: PAL |
Testi: Italiano | Dialoghi: Italiano | Supporto: 1 DVD Rom | Link: Square-Enix
offical site, Kingdom Heart.com | PEGI: 7+



La magia dei videogiochi è la loro capacità di appassionare, di far vivere al
giocatore un’esperienza unica, inimmaginabile per lui, un’esperienza condivisa
con i personaggi dipinti sullo schermo. Il motivo più profondo, l’essenza reale
del videogioco, è di rendere il giocatore il vero protagonista di ciò che
accade. Ci sono dei videogiochi speciali: non importa se per qualità
artistiche, tecniche o di gameplay – questi meri numeri, di fronte alla poesia
ed all’animo umano, scompaiono. Ci sono dei videogiochi che, nel nostro cuore,
porteremo per sempre con noi. Kingdom Hearts, per il sottoscritto, è tra
questi.

Pensando a te, ovunque tu sia.
Preghiamo perché questa
sofferenza abbia fine

Nella speranza che i nostri cuori si
riuniscano.

Ora, io realizzerò questo desiderio.
E chissà: ricominciare a
viaggiare non è così difficile…

O forse il mio viaggio è già iniziato.
Ci
sono tanti mondi, ma tutti condividono lo stesso cielo.

Un solo cielo, un
solo destino.


Kingdom Hearts narra una storia magnifica, sublime e
bella allo stesso tempo. Una storia di oscurità, di amicizia, di
speranza. Dopo un breve filmato iniziale, il giocatore si ritroverà nelle
tenebre: immerso nei sogni del protagonista, Sora, egli imparerà le meccaniche
basilari del gioco scegliendo, inoltre, le abilità che caratterizzeranno il suo
personaggio. Il mondo onorifico, popolato di visioni, segni, tenebre, lascerà il
posto al vero inizio del gioco: conosceremo così Riku e Kairi, i migliori amici
di Sora, e scopriremo il desiderio di abbandonare il loro mondo – L’isola del
Destino. Una notte, però, accade l’inaspettato: le porte che segnano i
confini dei mondi vengono aperte e l’invasione degli Heartless, esseri senza
cuore e composti di sole tenebre, ha inizio; in poco tempo l’Isola del Destino è
risucchiata e scompare, i tre amici sono divisi. Nel frattempo, al Castello
Disney, il re Topolino è scomparso, partito per scoprire la verità su quanto sta
accadendo, poiché migliaia di mondi stanno svanendo nel nulla, e ritrovare il
“Prescelto”, colui che possiede il Keyblade, la leggendaria arma con cui il
cuore di ogni mondo può essere risanato e richiuso e che, secondo i miti, può
portare a Kingdom Hearts. Il capitano delle guardie Pippo ed l’arcimago
Paperino, fidati compagni ed amici del re, partono a loro volta all’inseguimento
di quest’ultimo.

Si crea, così, il trio di personaggi controllati dal
giocatore: Sora, il coraggioso ragazzino che ognuno di noi ha sognato, quand’era
bambino, di essere; Pippo, l’amico fidato, capace di risollevare il morale a
tutti e di dimostrare un’ottima attitudine combattiva; Paperino, il mago un po’
incapace un po’ sfortunato ma di fondamentale importanza per il
gruppo. Insieme ad essi si potranno visitare i reami Disney più famosi: da
Agrabah (la città di Aladin e del Genio della Lampada) al Paese delle
Meraviglie, passando per la Giungla di Tarzan e la Città di Halloween
(direttamente dal burtoniano The Nightmare Bifore Christmas). In ogni luogo,
troveremo una serie di compiti da eseguire per raggiungere il cuore di quel
mondo – tali eventi spesso ricalcano la trama dei lungometraggi dai quali sono
tratti i panorami e quindi familiari a tutti noi. Incontrerete e lotterete al
fianco di personaggi come Tarzan stesso, la Bestia, Jack Skellington o Peter Pan
e non solo: saranno presenti anche i protagonisti più amati di Final Fantasy
come Cloud, Cid, Aerith/Aeris, Squall (che ora si fa chiamare Leon) e, nelle
vesti di boss segreto, anche di Sephiroth ed ancora altri. Il gameplay è
basato soprattutto sull’esplorazione e sui combattimenti: questi ultimi
avvengono in tempo reale e, per l’appunto, riprendono un impianto action; il
giocatore controllerà il solo Sora, mentre i comportamenti dei vari comprimari
saranno affidati ad una buona IA e da una serie di “operazioni” elementari,
selezionabili dal menù di gioco. Il ritmo, il buon grado di sfida – ben
bilanciato e personalizzabile all’inizio del titolo – e la spettacolarità delle
combo, delle invocazioni e delle magie rendono i combattimenti piacevoli da
affrontare, non molto ripetitivi e, nel caso dei boss opzionali, leggermente
strategici, in quanto bisognerà capire e reagire prontamente agli attacchi dei
nemici.

In assoluto, ciò che colpisce maggiormente di Kingdom Hearts e lo
eleva, da semplice operazione commerciale, da semplice videogioco è la qualità
della sua trama e dei temi da essa affrontati: l’amicizia ed il suo significato,
l’importanza dei propri amici, il sapere ed il desiderio di conoscenza umani, la
libertà ed il sogno di essere liberi, il coraggio e la speranza. Temi di non
semplice trattazione, difficili per noi, adulti, che pensiamo di conoscere
tutto, di essere ormai degli “esperti”; temi ampiamente trattati da molti
sapienti e che, in questo titolo, sembrano essere influenzati dalla filosofia
greca presocratica - . Difficili per un medium, il videogioco, complesso ed
ancora giovane, all’epoca meno maturo e meno aperto di oggi ma sempre speciale,
per ognuno di noi. Sciocchi i giocatori che, ingannati dalle influenze
disneyane, dal design e dalle atmosfere più fanciullesche e colorate: si sono
preclusi una delle migliori esperienze proposte durante l’era Playstation
2. Gli ultimi livelli di gioco, le ultime tre ore di storia, sono sicuramente
tra i momenti più toccanti della storia videoludica moderna, senza dimenticare
un finale che, nella sua semplicità, nella sua unicità completa un’atmosfera
immaginifica, onorifica e rara. Il finale, malinconico, chiude
definitivamente alcune porte: Kingdom Hearts, il regno dei cuori del titolo, è
un luogo oscuro, il cuore degli Heartless stessi. Ma il sacrificio più grande,
quello dei propri amici, porterà Sora ed i suoi compagni a continuare il loro
viaggio oltre quella parola, quelle quattro lettere che significano “Fine”.
Perché Kingdom Hearts, il vero regno, è, come dice proprio il protagonista,
Luce: la luce della speranza che, come nell’antico mito di Pandora, si trova sul
fondo della giara e, per raggiungerla, bisogna credere in lei ed i noi stessi,
nei nostri amici, nella bontà che alberga in ognuno di noi. Per questo il
viaggio non finisce e, presumibilmente, continua idealmente perché, citando il
filosofo greco Eraclito, “senza Speranza è impossibile trovare l’Insperato”:
chi, mosso da questi sentimenti, sarebbe riuscito a fermarsi? Nessuno. E così è
stato.

When you walk away
You don’t hear me say please
Oh baby
don’t go

Simple and clean is the way that you’re making me feel
tonight

It’s hard to let it go

Kingdom Hearts è un videogioco
creato con abilità ed esperienza dalla Squaresoft che, sei mesi dopo l’uscita di
questo gioco, si sarebbe trasformata nella Square-Enix che conosciamo oggi. Un
cambiamento radicale che ha chiuso un’epoca di cui anche Kingdom Hearts
costituisce un tassello e, forse, un epitaffio. Non dimenticherò mai questo
videogioco: esso costituisce un pezzo della mia stessa vita e, forse, in questa
recensione sarò poco organico. Ma, del resto, credo che recensire un prodotto
significhi anche comunicare le emozioni che si provano mentre si gioca e, allo
stesso tempo, ritengo che ciò che renda unico il retrogaming sia anche questo:
la riscoperta di un passato videoludico ma anche del nostro passato, di come
eravamo e di quanto questi giochini, questi passatempi, queste sciocchezze siano
ben più di una semplice perdita di tempo per tutti noi, adulti che non crescono
mai.

Una piccola perla, dedicata a tutti i videogiocatori.

Voto: 90%