Per PSP Zoe Mode era responsabile dello sviluppo del gioco in cui al centro del suo gameplay c’era la capacità di passare da due a tre dimensioni per poter proseguire: l’idea è sicuramente interessante, cose che per certi versi potrebbe far venire in mente il gameplay di Portal.
Abbiamo a disposizione cinque viste 3d: anteriore, sinistra, destra, dietro e sopra; altrettanto in 2D. Insomma c’è parecchio con cui sbizzarrirsi. Continuando con il parallelo di Portal, dovremo usare questa capacità per poter arrivare a fine livello. Viene anche da pensare a Flatlandia. Come sarebbe un mondo tridimensionale per una figura bidimensionale? Eheheh… La cosa poi si sposa alla perfezione con il nintendo e la sua caratteristica 3D.
Forse non del tutto ben implementata, c’è anche una trama: il dottor Doccerson ha progettato una macchina di nome Crush (acronimo per Cognitive Regression Utilizing pSychiatric Heuristics) per aiutare i soggetti a superare le proprie paure. Fatto sta che qualcosa non è andato nel verso giusto quando noi, una cavia umana di nome Danny, abbiamo preso parte al test. Ci ritroviamo quindi in un trial di 50 livelli che dobbiamo superare se vogliamo uscire dalla situazione. I nemici che si frappongono fra di noi e il compimento del nostro task, si frapporranno sia barriere architettoniche, che qualche pallina, fino a qualche mostriciattolo dalle non buone intenzioni. Potremo anche raccogliere nei livelli qualche oggetto speciale per poter sbloccare qualche special. Oltre a ciò si aggiungerà qualche interruttore, ed altro ancora a sbarrarci la strada.
Aggiunta per la versione 3DS è la modalità trofeo: abbiamo un tempo limite e possiamo usare la capacità di shifting dimensionale un numero finito di volte. Possiamo anche poterci passare qualche oggetto tramite connessione wireless, anche se tutto ciò che possiamo fare è cambiare l’accappatoio del protagonista.


