Sta per tornare in campo, per mano di Ubisoft, la squadra Rainbow Six. Specialisti nell’antiterrorismo, in questo nuovo capitolo, il gruppo d’assalto e combattimento tattico, dovrà fronteggiare l’ennesima minaccia terroristica. Il plot narrativo sembra uno dei punti di forza di Patriots. In un futuro prossimo infatti, gli Stati Uniti sono sotto la costante minaccia di attentati, e la ragioni che spingono alla sovversione sono tutte di natura interna. Ci si troverà nel contesto di una sottintesa guerra civile, risposta all’oppressione di uno stato militare che deve soffocare la protesta della popolazione.
E’ un’escalation verso l’anarchia, spinta dalla crisi economica e la diseguaglianza sociale in cui gruppi ribelli, cercano di ribaltare lo status quo. Un po’ come succede in Battlefield 3, nelle parti di narrazione da crisi internazionale, e anche come succede in Modern Warfare 3, nel single player, l’ambito urbano e le missioni in ambiente civile, sono il fulcro dell’azione militare. L’incipit sembra in linea con le nuove tendenze con un’evoluzione perpendicolare delle tensioni interne alle nazioni e conseguenti scenari da scontro armato per risolvere la crisi.
In questo nuovo capitolo della saga è stata posta massima attenzione alla drammaticità e il realismo del confronto armi in pugno, non solo considerando la simulazione, ma anche negli aspetti puramente emotivi, nelle scelte, i risvolti e le conseguenze delle proprie decisioni. Sembra una formula azzeccata, nella direzione di uno sviluppo della trama ricca di tensione e angoscia e paura di commettere un errore che potrebbe avere ripercussioni su scala ampliata. Il confine tra bene e male, giusto o sbagliato, su chi è nel giusto e chi non lo è, è sottile, a tal punto che il patriottismo a contraddistinguere il gruppo di assaltatori della Rainbow Six sarà costantemente messo in discussione. Ci si troverà da una parte all’altra degli schieramenti, vivendo con intensità le motivazioni della rivolta e la necessità di riportare l’ordine. Si sarà costretti a sacrificare civili pur di evitare conseguenze catastrofiche a seguito di attentati e costantemente sotto pressione sia da un punto di vista delle scelte tattiche che morali. Dalle premesse Ubisoft sembra essere in grado di centrare il punto, nella trasfigurazione di un anti eroe, il comandante della squadra tattica che il giocatore si troverà ad interpretare, costretto suo malgrado a servire il nazionalismo imperante e la soppressione armata della rivolta. Malgrado il nuovo capitolo di questo simulatore di azioni militari stia uscendo in sordina – a dire il vero è una peculiarità dell’intera serie, che è sempre stata legata ad una nicchia di appassionati – nel generis sembra in grado di settare nuovi standard narrativi e di design nella storia del Next Generation Game.
Tanto per porre l’accento su quanto detto basta descrivere una delle sequenze narrative mostrate in sede di preview. In soggettiva il protagonista assiste all’irruzione di tre uomini e sotto la minaccia dell’uccisione della propria moglie e del figlio appena nato, è costretto a servire la causa diventando un uomo bomba. Dopo essere stato narcotizzato si risveglia a bordo di un furgone sul ponte di Brooklyn, con la missione di recarsi a Time Square per far detonare l’ordigno. Appena ripresi i sensi i terroristi si trovano sotto il fuoco della Rainbow Six e nel frangente si è costretti a mettersi al riparo tenendo premuto il bottone sul telecomando della bomba. La visuale, a questo punto, si sposta dagli eversivi alla squadra d’assalto e nei panni del comandante del gruppo di assaltatori, dopo aver decimato i rivoltosi con il fucile da cecchino, si scende al piano strada, con l’intenzione di isolare il kamikaze per disinnescare la cintura esplosiva. Si procede sotto fuoco incrociato, tra auto civili, nel traffico bloccato, tra i taxi; un uomo bloccato all’interno di un taxi chiede aiuto e viene colpito da un proiettile alla testa, il sangue schizza sul finestrino e non si può non essere colpiti dalla sequenza.
I proiettili sibilano ovunque, la squadra d’assalto si muove concentrica sia dal basso ed anche in posizione di vantaggio sopra elevato, fino alla decimazione degli nemici, fino a raggiungere l’uomo, poc’anzi interpretato, con la cintura esplosiva. L’artificiere si avvicina e cerca di disattivare l’ordigno ma il tempo stringe e alla fine viene dato ordine di sacrificare il malcapitato che viene preso e buttato oltre il parapetto, giù nel fiume Hudson. L’esplosione avviene un secondo dopo, New York è salva ma a quale prezzo? Decisamente una scena drammatica, forte di uno script adulto e capace di tirare in causa risvolti etico/morali di un certo peso. L’intero gioco è pregno di questo tipo di situazioni che metteranno il giocatore in uno stato di continua tensione, nel prendere una strada piuttosto che un’altra, all’interno di un ambiente, che seppur legato ad una trama lineare, risulterà in sostanza Free Roaming.
Insomma tanto per concludere il discorso, la possibilità che ha Rainbow Six: Patriots, di settare un nuovo standard nella sceneggiatura di un videogioco, nel renderlo negli incroci narrativi qualcosa di unico, sembra più che probabile. L’attenzione posta tra interazione e partecipazione emotiva potrebbe settare nuovi livelli di coinvolgimento, rendendo di fatto la comunicazione sotto testuale in un videogioco, forte di autentici valori comunicativi.
Da un punto di vista tecnico la saga si appresta a fare un notevole salto di qualità sia nel gameplay che nella resa grafico-contestuale. Nel caso dell’interazione pura è previsto un sistema di copertura e utilizzo delle armi tanto preciso quanto sfaccettato, calcolando ogni variabile possibile nello scontro a fuoco. Gli aspetti simulativi raggiungeranno una raffinatezza esemplare migliorando sostanzialmente quanto visto nei capitoli precedenti; e dire che a scapito della scarsa resa grafica quanto visto antecedentemente è a tutt’oggi metro di paragone nel genere delle simulazioni militari. Inoltre ci sarà l’aggiunta di uno strumento tattico, gli infrarossi a scansione, che risulteranno la chiave del successo. Tramite l’utilizzo dell’analisi intelligente del luogo in cui avviene lo scontro, sarà possibile individuare i bersagli, i civili e combattere in qualsiasi condizione atmosferica e di luce, con un vantaggio strategico rilevante. Tornando a quanto premesso prima il tutto avverrà in ambienti ampi, dettagliati – anche se rimarrà in sotto tono la spettacolarità a favore del realismo scenico – e ricchi di possibilità interpretative: di movimento, di comando della squadra, di mosse che verranno arricchite con nuovi assalti coordinati quali l’irruzione a parete o dall’alto, discesa rapita, discesa australiana e infiltrazione e conquista. Prevista come al solito anche una sostanziosa modalità multiplayer cooperativo, con tanto di campi di addestramento virtuali in cui provare la strategia di approccio al nemico e le tattiche di confronto armato.
Un brand troppo a lungo rimasto in secondo piano si appresta a diventare con Patriots un Block Buster, forte dell’esperienza accumulata e di un insieme di idee che stanno facendo si che questo nuovo capitolo della serie Rainbow Six, diventi nuovo standard del Next Generation Game, nel rappresentarsi ai più alti canoni comunicativi/interpretativi.


