Il problema è che i robot che questo scienziato ha creato ci sbarreranno la strada – diciamo molto convintamente. Comunque non saranno soli: essi saranno a capo di una multietnica e multinazionale squadra Rust, la quale è alla ricerca del già citato scienziato per aver trasgredito ad un articolo della nuova convenzione di Ginevra, che impedisce l’uso indiscriminato dell’uomo nella sperimentazione androide – cosa naturalmente effettuata da Amada dato che grazie ad alcuni di essi avrebbe effettuato un massacro.
Le cose si fanno interessanti: da questi brevi accenni sembra davvero che Binary Domain possa davvero essere interessante. Anzitutto stiamo parlando di uno sparatutto, ma in terza persona – e con una trama che non sia la solita sbobba da servire al pubblico. Speriamo in bene, davvero. A differenza del solito, non spareremo su bersagli umani, ma robotici – e sembra che per una volta la cosa verrà pure seriamente implementata nella trama: insomma, non staremo a giocare al tiro al piattello. Da quanto si sa, comunque, il sistema di gameplay sarà come segue: troviamo il robot, lo sconfiggiamo e veniamo ricompensati, ricompensa che potremo sfruttare per migliorare le nostre armi e/o comperarne delle nuove. Ricordiamoci che poi siamo in un team: di sicuro questo sistema verrà applicato anche al nostro gruppo, che dovremo potenziare e migliorare. Interessante anche questa implementazione del gruppo nell’ assetto di gioco, ma per ora eviteremo considerazioni di qualsivoglia analisi, in attesa che arrivino migliori informazioni.
Per quanto riguarda la sezioni armi, sembra che saremo molto liberi di fare: avremo molte tipologie di armi, per tutte e tre le distanze, il che sembra si rifletterà anche sul nostro approccio di gioco. Potremo scegliere se giocare di lunga distanza, media oppure breve. Speriamo anche tutto questo venga implementato pure nella squadra, donando così una componente tattica che non guasterà di sicuro. Le scene non di combattimento saranno saggiamente implementate, con dialoghi interessanti, almeno a quanto si dice. Potremo visitare ovviamente un Giappone futuribile che sicuramente desterà la nostra attenzione; così come speriamo di poter vedere uno spaccato sociale credibile.
Dobbiamo ammettere che dai primi approcci Binary Domain sembra avere su di sé numerose ipoteche e speranza: speriamo di non assistere all’ennesimo clone di Call of Duty in terza persona


