Inversion Hot

 
Formato XBOX 360PS3
Produttore Namco Bandai
Sviluppatore Saber Interactive
Genere Action
Numero Giocatori 1
Multiplayer Online Si
Giocatori Online 2
Versione PAL
Supporto DVD
Testi ITA
Dialoghi ITA
Link Official Website
PEGI Rating PEGI18

Data di uscita

Data di uscita 7 Febbraio, 2012

Saber Interactive è prossima a presentare l’ennesima invasione del pianeta terra da parte degli alieni. Un tema videoludico classico, che sembra nello specifico di un futuro prossimo devastato da una guerra globale, non scontentare mai il gusto raffinato del consumatore medio di videogiochi. Visto il successo della serie Gears of War, perché non tentare di cavalcare l’onda del consenso, magari arricchendo il genere degli sparatutto in terza persona, con qualcosa di nuovo?



Ad un gameplay classico, nello specifico di fuoco dietro copertura con la possibilità di scelta tra diverse armi, si aggiunge l’utilizzo del G-Link. In pratica i due eroi, sfuggiti alla prigionia aliena, si impossessano di un bracciale in grado di manipolare la gravità. Questo permetterà sia di agire direttamente sui nemici, ma anche di sfruttare a 360° l’ambientazione. Nello specifico sarà possibile provocare un’anomalia gravitazionale per ancorarsi ai soffitti e cambiare di fatto il piano di scontro. I programmatori hanno promesso un utilizzo del G-Link creativo e le azioni previste vanno da: catturare i nemici in una bolla di energia per farli uscire allo scoperto per poi utilizzarli come scudo e anche per lanciarli contro i loro stessi compagni, spostare oggetti dell’ambientazione per creare piattaforme, come ponti, ma anche scagliare strutture contro di loro ed infine aumentarne il peso per rallentarli. Le due modalità di utilizzo, quella blu, verso l’assenza di peso, e quella rossa, nell’aumento dello stesso, saranno arricchite anche da poteri, quale quello di usare un’onda d’urto in grado di far cadere a terra gli alieni o proiettarli alla distanza. A questa si aggiunge anche la possibilità di combattimento a gravità zero, galleggiando nel vuoto in aree specifiche, come accade in Dead Space.


Sembra interessante il design che promette varietà di manovra in ambientazioni ampie e particolarmente dettagliate. Gli elementi strutturali sono molti, e la possibilità di creare, ad ogni passaggio, ed a ogni scontro, strategie differenti sia di combattimento che di movimento nello scenario, sembrano essere il punto di forza del prodotto. La fisica di gioco risponde bene e salvo sorprese, in fase di beta il gioco sembra mantenere quanto promesso e cioè azione adrenalinica con quel pizzico di tattica che non guasta mai. L’impressione generale è quella di trovarsi ad agire su un terreno di scontro non solo manipolabile a 360° ma anche utilizzabile su tutti gli assi; un esempio potrebbe essere quello di camminare sulle pareti e sfruttare elementi architettonici verticali come copertura. A questo si aggiunge la presa su un elemento di gioco qualsiasi, quale un grosso container o un autobus, dietro cui trovare riparo dal fuoco nemico. Man mano che si procede nell’avventura le possibilità e la complessità di utilizzo del G-Link aumenteranno esponenzialmente e risulterà fondamentale una certa abilità nel sfruttarlo soprattutto nello scontro con i boss.


Malgrado la struttura di base del gameplay risulti ancorata ad uno schema classico e non ci siano variazioni nello scontro a fuoco alla distanza, il fatto che gli alieni stessi abbiano il potere di manipolare la gravità, dovrebbe garantire una costante evoluzione degli scenari strategici. Forse si sta azzardando troppo nel voler innovare un genere che ha basi solide, ma comunque Saber Interctive sembra convinta di poter proporre al pubblico una Killer Application capace di spodestare dal trono il must buy di Epic. Ciò che rimane in evidente sottotono è però la trama, avulsa da uno script in grado di coinvolgere e basata su una narrazione banale. Le ragioni che spingono Dan è Leo a fronteggiare la minaccia aliena sono di semplice vendetta e salvataggio: moglie morta e figlia da liberare dalle grinfie degli extraterresti. Per il resto sembra il ritrito apparato scenico di ribellione e resistenza all’invasione da parte di nemici, descritti nell’essenzialità dell’invasione extra planetaria. Su questo Gears of War mantiene un vantaggio, nella specificità delle locuste e la loro genesi, nonché le motivazioni che le hanno spinte alla guerra contro il genere umano.

Come detto antecedentemente il motore grafico risulta in grado di proporre un buon dettaglio, e l’Havok Destruction fa egregiamente il suo dovere nel descrivere sia la fisica degli scontri che la spettacolarità del confronto - con tecnologie militari avanzate - tra umani-alieni; non manca la varietà degli effetti speciali, un buon utilizzo delle ombre ed una modellazione delle strutture e dei personaggi adeguata al contesto. Inoltre l’Havok garantisce anche un’ottima gestione nella devastazione dell’ambiente, facendo si che non solo il G-Link sia sfruttato al massimo, ma anche la possibilità di sgretolare i ripari, dietro cui si sono rifugiati gli avversari, divenga una valida alternativa tattica. Carente è invece l’intelligenza artificiale e gli alieni sono troppo in balia del semplice e totalizzante fuoco di sbarramento, rispetto alla precisione di mira, ed a questo si aggiunge un evidente vantaggio dei giocatori, nel poter sfruttare le strutture difficilmente demolibili dalle armi ad energia degli extra terrestri. L’impressione generale è che tanto si sia posta attenzione nella manipolazione delle strutture di gioco, altrettanto non si sia fatto nella varietà e complessità, da parte dei nemici, di approccio alla guerriglia; spesso ammucchiati, spesso incapaci di una strategia di accerchiamento e di ritirata, la marmaglia extraterreste assurge, in maniera prevedibile, il ruolo di carne da cannone.

Namco-Bandai ci  prova a spodestare Epic e forte di una campagna cooperativa a due, cerca di proporre una valida alternativa a Gears of War. Inoltre è prevista anche una modalità multi giocatore competitiva, che non è stato possibile testare, ma tuttavia non sembra poter fare la differenza in un gioco orientato principalmente al single player. Se Saber Interactive riuscirà nel difficilissimo compito di innovare il genere è da verificare all’uscita ufficiale del gioco, tuttavia Inversion non pare avere, da quanto visto in sede di preview, le qualità necessarie per entrare a far parte del circolo ristretto delle Killer Applications.