...e scoprirai quanto è profonda la tana del Bianconiglio...No, non stiamo anticipando la prossima uscita di Matrix. Ci prendiamo semplicemente la libertà stilistica di ritrovare una citazione del primo episodio della trilogia per introdurre un nuovo videogame, il secondo capitolo della saga noir di Alice nel Paese delle Meraviglie. Scordatevi lo Stregatto e Wonderland come li avete visti e letti...ora l'atmosfera è rosso sangue e nero oscuro.
E' tardi è tardi è tardi...per morire
Questa schizzata idea di rendere l'amata Alice della Disney una altrettanto instabile ragazza con dei problemi è scaturita dalle menti perverse della Amercian McGee, casa stutunitense che undici anni fa dava vita a American McGee's Alice. Considerato ancora adesso uno dei pezzi pregiati delle lavorazioni total-american e una pietra miliare dello stile videoludico dark, la stravolgente Wonderland ha così pronto il suo secndo scenario. Alice: Madness Returns è collocato undici anni dopo gli eventi del primo episodio, come per l'appunto i lasso di tempo che separa i due titoli. Dalla prima esperienza su PC Alice si porta dietro la battaglia contro la Regina di Cuori, acerrima nemica che ha tramutato con tirannia e corruzione il mondo che la nostra protagonista aveva conosciuto nell'infanzia.
La vita della giovane ragazza è tuttavia differente da quella che tutti noi ricordiamo dal capolavoro di Carrol: avendo perso i genitori in un incendio domestico viene trasferita al manicomio di Rutledge, ove il Bianconiglio la riscatta per combattere nel tremendo mondo di Wonderland, lontano da ogni ricordo di Alice per desolazione, oscurità e dolore che lo pervadono. Sconfitta la Regina e lasciato il manicomio ella si ritrova a Londra. Le sue avventure nel Paese delle Meraviglie tuttavia non sembrano avere fine e, questa volta, il vecchio amico, divenuto poi avversario, il Cappellaio Matto sembra avere un ruolo da protagonista/antagonista.
Se vogliamo paragonare il peso di Alice: Madness Returns con quello di titoli già usciti ed affermati, possiamo dire che il ricordo balza al recente Dante's Inferno. La trasposizione e la modifica stilistica che investe una realtà ben nota al pubblico. Possiamo però aggiungere che il videogame basato sulla Divina Commedia arriva successivamente rispetto al primo American McGee's Alice, risulta quindi una possibile traccia del genere. Come ogni cosa nella vita e, perchè no, nei videogiochi, la medaglia ha due volti, uno completamente diverso dall'altro: risulta soddisfacente e curioso provarli entrambi. E' proprio questo il monito di Madness Returns e del lavoro dei ragazzi a stelle e striscie, portare il lettore-giocatore a intraprendere una seconda via, parallela a quella definitiva. Un deja-vu? No, non abbiamo già scritto questo articolo...
Punto di forza di questa serie è sicuramente lo stile scenografico. E' dannatamente bello vedere come il Paese delle Meraviglie sia divenuto il suo stesso opposto. Da lande di fiori si passa a lande di lava e il motto delle carte "Tagliatele la testa!" viene preso alla lettera a discapito della povera Alice. Povera, ma fino ad un certo punto. La sua deviazione mentale e i continui balzi nel mondo fantastico l'hanno forgiata alla lotta, tramutandola in una spietata assassina. Dipinto di questa tramutazione, che investe lei e l'ambiente che la circonda, è la prima parte del trailer di lancio. Dalle distese fiorite e i fiumi cristallini è possibile intravedere sulla sommità della sua poltrona floreale il Brucaliffo. Ammirandolo, Alice rinviene presto il tormento che ha cambiato tutto e tutti: i fiumi diventano nefaste pozze di magma e le creature che ha sempre ammirato per bellezza e carità ora sono il ritratto del male. Personificazione di tale rapporto cambiato è il Cappleaio Matto, come detto poco fa uno dei protagonisti principali di questo prodotto. In una tavola non proprio da Non-Compleanno, l'atmosfera diviene pesante e i coltelli volano.
Le caratteristiche che fanno da coperta a questa trama a dir poco intrigante e spettacolare sono come sempre il cappotto grafico e di gioco. Il primo, anche se ancora a livelli un pò troppo grezzi e privo di dettagli massimi, è salvato dalla bontà delle idee che hanno scolpito una Wonderland demoniaca. Il noir assume livelli eccelsi e atmosfere oscure sono tinte di nero, verde e rosso. Colori che se utilizzati al meglio donano all'insanità mentale il dono dell'ubiquità ambientale: parte essenziale degli scenari sono poi i nemici, veri sfigurati in questa opera. Le carte, celebri per la loro compostezza, uguaglianza e simpatia, diventano demoni incontrollabili e devono essere fermati ad ogni costo.
Per fare ciò la nostro Alice dispone di molta agilità e armi a dir poco folgoranti. Passando dal classico coltello, protagonista di molti video, fino alla teiera cannone e la pistola magica. In un gioco di terza persona così concepito il livello d'azione deve rimanere su soglie eccelse e la quantità e varietà di scelte di movimento e di attacco comportano longevità e coinvolgimento spesso importanti. Sappiamo però che Alice vedrà la sua conferma tra poco meno di un mese, ovvero il 16 Giungo 2011 per Xbox360, PS3 e PC. Interessante add-on pre contenuta in Alice: Madness Return è la cooesistenza nello stesso cofanetto anche del primo capitolo adattato all'importo su console: il suo utilizzo è previsto mediante download digitale dai Marketplace oppure con l'utilizzo di speciali codici a campioni. Non è mai tardi per Alice.
Questa schizzata idea di rendere l'amata Alice della Disney una altrettanto instabile ragazza con dei problemi è scaturita dalle menti perverse della Amercian McGee, casa stutunitense che undici anni fa dava vita a American McGee's Alice. Considerato ancora adesso uno dei pezzi pregiati delle lavorazioni total-american e una pietra miliare dello stile videoludico dark, la stravolgente Wonderland ha così pronto il suo secndo scenario. Alice: Madness Returns è collocato undici anni dopo gli eventi del primo episodio, come per l'appunto i lasso di tempo che separa i due titoli. Dalla prima esperienza su PC Alice si porta dietro la battaglia contro la Regina di Cuori, acerrima nemica che ha tramutato con tirannia e corruzione il mondo che la nostra protagonista aveva conosciuto nell'infanzia.
La vita della giovane ragazza è tuttavia differente da quella che tutti noi ricordiamo dal capolavoro di Carrol: avendo perso i genitori in un incendio domestico viene trasferita al manicomio di Rutledge, ove il Bianconiglio la riscatta per combattere nel tremendo mondo di Wonderland, lontano da ogni ricordo di Alice per desolazione, oscurità e dolore che lo pervadono. Sconfitta la Regina e lasciato il manicomio ella si ritrova a Londra. Le sue avventure nel Paese delle Meraviglie tuttavia non sembrano avere fine e, questa volta, il vecchio amico, divenuto poi avversario, il Cappellaio Matto sembra avere un ruolo da protagonista/antagonista.
Se vogliamo paragonare il peso di Alice: Madness Returns con quello di titoli già usciti ed affermati, possiamo dire che il ricordo balza al recente Dante's Inferno. La trasposizione e la modifica stilistica che investe una realtà ben nota al pubblico. Possiamo però aggiungere che il videogame basato sulla Divina Commedia arriva successivamente rispetto al primo American McGee's Alice, risulta quindi una possibile traccia del genere. Come ogni cosa nella vita e, perchè no, nei videogiochi, la medaglia ha due volti, uno completamente diverso dall'altro: risulta soddisfacente e curioso provarli entrambi. E' proprio questo il monito di Madness Returns e del lavoro dei ragazzi a stelle e striscie, portare il lettore-giocatore a intraprendere una seconda via, parallela a quella definitiva. Un deja-vu? No, non abbiamo già scritto questo articolo...
Punto di forza di questa serie è sicuramente lo stile scenografico. E' dannatamente bello vedere come il Paese delle Meraviglie sia divenuto il suo stesso opposto. Da lande di fiori si passa a lande di lava e il motto delle carte "Tagliatele la testa!" viene preso alla lettera a discapito della povera Alice. Povera, ma fino ad un certo punto. La sua deviazione mentale e i continui balzi nel mondo fantastico l'hanno forgiata alla lotta, tramutandola in una spietata assassina. Dipinto di questa tramutazione, che investe lei e l'ambiente che la circonda, è la prima parte del trailer di lancio. Dalle distese fiorite e i fiumi cristallini è possibile intravedere sulla sommità della sua poltrona floreale il Brucaliffo. Ammirandolo, Alice rinviene presto il tormento che ha cambiato tutto e tutti: i fiumi diventano nefaste pozze di magma e le creature che ha sempre ammirato per bellezza e carità ora sono il ritratto del male. Personificazione di tale rapporto cambiato è il Cappleaio Matto, come detto poco fa uno dei protagonisti principali di questo prodotto. In una tavola non proprio da Non-Compleanno, l'atmosfera diviene pesante e i coltelli volano.
Le caratteristiche che fanno da coperta a questa trama a dir poco intrigante e spettacolare sono come sempre il cappotto grafico e di gioco. Il primo, anche se ancora a livelli un pò troppo grezzi e privo di dettagli massimi, è salvato dalla bontà delle idee che hanno scolpito una Wonderland demoniaca. Il noir assume livelli eccelsi e atmosfere oscure sono tinte di nero, verde e rosso. Colori che se utilizzati al meglio donano all'insanità mentale il dono dell'ubiquità ambientale: parte essenziale degli scenari sono poi i nemici, veri sfigurati in questa opera. Le carte, celebri per la loro compostezza, uguaglianza e simpatia, diventano demoni incontrollabili e devono essere fermati ad ogni costo.
Per fare ciò la nostro Alice dispone di molta agilità e armi a dir poco folgoranti. Passando dal classico coltello, protagonista di molti video, fino alla teiera cannone e la pistola magica. In un gioco di terza persona così concepito il livello d'azione deve rimanere su soglie eccelse e la quantità e varietà di scelte di movimento e di attacco comportano longevità e coinvolgimento spesso importanti. Sappiamo però che Alice vedrà la sua conferma tra poco meno di un mese, ovvero il 16 Giungo 2011 per Xbox360, PS3 e PC. Interessante add-on pre contenuta in Alice: Madness Return è la cooesistenza nello stesso cofanetto anche del primo capitolo adattato all'importo su console: il suo utilizzo è previsto mediante download digitale dai Marketplace oppure con l'utilizzo di speciali codici a campioni. Non è mai tardi per Alice.


