Hands On PC Hands-On World of Warcraf: Mists of Pandaria
 

World of Warcraf: Mists of Pandaria Hot

 
Formato PC
Produttore Blizzard
Sviluppatore Blizzard
Genere Massively Multiplayer Online
Numero Giocatori 1
Multiplayer Online Si
Versione PAL
Supporto DVD
Testi ITA
Dialoghi ENG
Link Official Website
PEGI Rating PEGI16

Data di uscita

Data di uscita 20 Marzo, 2012

Blizzard si prepara a far uscire la quarta espansione di World of Warcraft. Ad essere protagonisti della storia che i giocatori si apprestano ad affrontare, arrivando al livello 90, è una nuova razza, i Pandaren che sono simili a panda antropomorfi.



La crescente tensione tra Orda ed Alleanza spinge le due fazioni a sud di Azeroth, scoprendo un nuovo continente, Southern. I Pandaren, che tra l’altro sono stati già visti in Warcraft III durante le vicende che hanno visto protagonista il Lich King, assistendo l’Orda nella battaglia contro l’invasione dei non morti, decidono di intervenire e di fare da ago della bilancia nel conflitto. Toccate le sponde del continente di Pandaria sia l’Orda che l’Alleanza si troveranno ad esplorare questo misterioso territorio e a stabilire nuove alleanze, fronteggiando imminenti minacce quali i Mogu e la razza dei Mantid.

Quindi una nuova razza entra in gioco nel complicatissimo lore (narrazione) di World of Warcraft. I Pandaren saranno giocabili e la prima novità è che potranno entrare a far parte dell’una o dell’altra fazione, indifferentemente. Infatti al livello quindici, chi decide di interpretare un Pandaren, dovrà scegliere da che parte schierarsi. La vicenda infatti vuole che gli stessi, per equilibrare le forze di Orda ed Alleanza abbiano coscientemente deciso di condividere, senza favoritismi, le loro conoscenze e la loro cultura. In termini di gameplay questo significa la possibilità di scegliere una nuova classe, il Monk. Altro non si tratta che un esperto di arti marziali che porterà cambiamenti abbastanza importanti nella giocabilità. A differenza del passato infatti le meccaniche per utilizzare le abilità del Monk saranno simili a quelle di un piucchiaduro, con mosse da eseguire muovendo i quattro arti. I cambiamenti comunque non prevedono una rivoluzione nel gameplay e le specializzazioni rimarranno, tanto che la nuova classe potrà essere curatore, tank o fare danni. Tuttavia il sistema di sviluppo ed evoluzione di ogni singola classe sarà rivisto radicalmente.

Il nuovo talent system porterà una ventata di aria fresca in un MMORPG che dopo i molti anni di permanenza on line, necessità di una revisione. Nello specifico la fase di levelling non sarà più una noiosa scalata all’end game ma una progressiva evoluzione del proprio alter ego, attraverso scelte precise. Ogni quindici livelli si sbloccheranno abilità particolarmente potenti ed il giocatore potrà scegliere, liberamente, tra tre possibilità, quale sarà la strada che si addice al proprio stile di gioco. Una volta definito il proprio ruolo, in uno i tre rami,  che avverrà al livello 10, e la funzione nel gruppo di avventurieri, sarà possibile al 90, customizzare stili diversi di approccio al combattimento; si presume possa essere specifico anche all’incontro, come ad esempio il boss fight in Raid o nelle istance. Più o meno le variabili sono nell’ordine di un centinaio di possibilità.

Una volta testato e ottimizzato il sistema di evoluzione ed utilizzo dell’alter ego le sfide che si dovranno affrontare in cooperativo e competitivo promettono un grande coinvolgimento. Per elencarle, nelle istanze sarà possibile scegliere il challenge mode, che prevede obbiettivi specifici ed estremamente difficili da archiviare e che vedranno come premi per il loro completamento, loot all’altezza. Sarà introdotta la modalità scenario, in cui in una zona della World Map un gruppo fino a 25 avventurieri dovrà affrontare una sequenza di eventi e combattimenti, con diversi obbiettivi da portare a termine. Novità invece assoluta è la pet battles e cioè in una sorta Pokemon, i companion pets, considerati fino ad ora solo animaletti collezionabili, si scontreranno con le meccaniche di un minigame strategico a turni. Ognuno di essi avrà caratteristiche e abilità peculiari e crescerà scontro dopo scontro, esattamente come succede nel blockbuster Nintendo.  Quali risvolti questa aggiunta al gameplay potrà avere sul gioco è ancora da capire, per ora sembra voler essere una semplice divagazione.

Mists of Panaria sarà un’espansione inusuale, con una vocazione a modernizzare le meccaniche di gioco di World of Warcraft. Anche le statistiche saranno riportate in termini di calcolo più comprensibili, facendo una revisione sull’incremento esponenziale dei numeri. Non si vedranno più lampeggiare scritte da 42.000 danni, anzi, per una maggiore chiarezza delle statistiche si tornerà nettamente indietro. Inoltre non ci saranno boss finali, come Deathwing o il Lich King, capaci di minacciare l’esistenza di Azeroth, ma per la prima volta ad essere protagonisti del lore saranno gli scontri tra Orda ed Alleanza. Il gioco tenta di allargare la prospettiva sulle due fazioni ed anche il world PvP sarà incentivato, favorendo le scaramucce come le grandi battaglie, tra i diversi schieramenti.

Si sente aria di rivoluzione in casa Blizzard, dovuta anche al calo di consenso riscontrato con Cataclysm. La strada sembra quella giusta, rispetto alle finalità di un massive multiplayer on line che deve essere svecchiato. World of Warcraft sembra voler dimostrare di essere in grado di saper ancora fare scuola, almeno finché Blizzard non si deciderà a mostrare al pubblico e alla stampa, il famigerato e segretissimo nuovo MMORPG che ha in sviluppo, per ora chiamato in maniera aleatoria “Project Titan”.