LucasArts e Bioware sono oramai pronte a fare l’esordio nel mondo del Massive Multiplayer Online cercando di dare una valida alternative ad un genere che vede l’egemonia di Blizzard. World of Warcraft ha saputo, negli ultimi anni, monopolizzare i gusti del pubblico ed a parte qualche fuoco di paglia e prodotti di nicchia, nessun concorrente ha avuto riscontri commerciali così ampi, quali possono essere la soglia degli oltre dieci milioni di partecipanti.
Tuttavia non è tutto oro che quello che luccica e per quanto assurdo sono vent’anni che nel sistema MMO si va avanti con un gameplay che risale ad Ultima; malgrado un paio di Diablo in mezzo abbiano segnato la strada, la componente RPG è rimasta legata alla tradizione. La formula di Blizzard funziona su peculiarità specifiche del suo prodotto, quali i Raid, le istanze, l’economia e le contrattazioni virtuali, il rilascio continuo di aggiornamenti di qualità che migliorano aspetti di gioco e aggiungono contenuti. Una autentica macchina da guerra con cui è difficile confrontarsi a meno che non si abbia in mano una formula precisa ed una proposta alternativa dal valore indiscutibile.
Bioware ha scomodato decine di sceneggiatori per dare forma, da gioco di massa, alla sua formula role play game che si basa su combattimenti, esplorazione, scelte morali e storia. Ha voluto una particolare attenzione nella sceneggiatura ed invece di proporre una fase di levelling lineare, in cui si va avanti nel portare a termine missioni con il solo obbiettivo di migliorare il proprio alter ego, ogni classe avrà un suo peculiare percorso narrativo. Con la crescita del personaggio le vicende porteranno a respirare sempre più il clima epico ed eroico della saga di Star Wars, convergendo in grandi eventi nello specifico della componente puramente MMO. Inoltre sempre nei frangenti di gioco con altri, si avrà la possibilità di potersi confrontare con le sfaccettature di vicende vissute nell’interpretazione delle altre classi. Sembra una formula vincente, la solita di Bioware, che osa nel campo del gioco di massa on line cercando di non mostrare esitazioni. Oltre alla rigiocabilità insita al percorso narrativo di ogni classe, le scelte morali, le alleanze ed i tradimenti giocheranno un ruolo fondamentale. Sarà come partecipare ad una campagna di Mass Effect ma in una galassia, quella di Star Wars, pulsante ed abitata, formata da decine di pianeti in cui è possibile fare la propria personale esperienza da eroe.
The Old Republic si colloca a trecento anni dagli eventi narrati dai primi tre capitoli della Saga, e vedranno l’espansione dell’Impero e il tentativo di contrastarne l’aacesa egemonica. Si potrà sia interpretare un eroe della resistenza che la controparte imperiale, arricchendo ulteriormente di sfaccettature e dettagli l'esperienza. Infine non resta che parlare della classi, rispetto ad un gameplay votato all’action che però non tende alla semplificazione delle meccaniche di gioco. Anzi la personalizzazione del proprio avatar potrà tenere conto di molte specializzazioni, quali per il bounty hunter, ad esempio, quella di essere un ottimo tiratore dalla distanza, rispetto magari al sapersi occultare per prendere i nemici di sorpresa - come un perfetto ladro. Ci saranno gli Jedi ed i contrabbandieri alla Han Solo, le spie ed i diplomatici, razze differenti, insomma una grande possibilità di scelta che solo alla prova dei fatti, nell’on line, potranno effettivamente chiarire i dubbi. Questi se ce ne sono, riguardano il gioco in solitario che nella prime venti ore sono il cuore dell’esperienza. Giocare in gruppo non viene particolarmente favorito e Bioware ha giustificato questo fatto, dicendo che è volontà precisa che la componente MMO venga gradatamente svelata. Forte di una componente tecnica di grande qualità, negli standard che Bioware ci ha abituato, solo una volta installato The Old Republic si potrà sapere se finalmente si è arrivati ad una formula di gioco massivo on line, in grado di svecchiare il genere. Altrimenti LucasArts rischia di fallire ancora nel trovare una formula MMO a Star Wars, facendo il secondo buco nell’acqua.


